Fuochi di San Pietro e Paolo, la Becca di Nona è tornata a splendere
La boudoia in cima alla Becca di Nona
ATTUALITA'
di Erika David  
il 30/06/2022

Fuochi di San Pietro e Paolo, la Becca di Nona è tornata a splendere

Ieri sera, 29 giugno, le cime delle montagne sono tornate a illuminarsi per l'antica tradizione dei fuochi di San Pietro e Paolo, tra queste anche la Becca di Nona

Fuochi di San Pietro e Paolo, la Becca di Nona è tornata a splendere.

Ieri sera, 29 giugno, le cime di alcune montagne sono tornate a illuminarsi per l’antica tradizione dei fuochi di San Pietro e Paolo, tra queste anche la Becca di Nona.

I fuochi della notte magica di San Pietro e Paolo, una tradizione che prosegue da anni e continua a suscitare grande interesse tra le nuove generazioni.

Sono numerosi i giovani che zaino in spalla partono dal fondovalle per giungere sulle vette delle montagne al calar del sole.

Ieri sera, come ormai da diversi anni, si sono accese una dopo l’altra le boudoie sulla Becca di Viou, a punta Chaligne, Punta Metz, a Pointe de la Pierre, sul Mont Emilius e in punta alla Becca di Nona.

Il fuoco sulla Becca

I giovani di Charvensod che rinnovano la tradizione

L’ultimo controllo prima dell’accensione

Ed è proprio ai 3.142 metri della montagna simbolo della città di Aosta che una ventina di giovani di Charvensod si è radunata per mantenere viva questa tradizione propiziatoria atta a favorire la fertilità dei campi e l’abbondanza dei raccolti scongiurando la siccità.

Nel primo pomeriggio, una volta caricati sugli zaini fascine di legna, residui di potatura delle vigne, un pallet e addirittura una vecchia sedia, il gruppo ha iniziato il cammino verso la cascata di Ponteille, giungendo poi  al vallone di Comboé dove una sosta era d’obbligo prima di intraprendere i 1000 metri di dislivello che li separava dalla vetta.

Qualche foto al tramonto e via subito a studiare come accatastare la legna per far sembrare il fuoco più grande e tentare di farlo durare più a lungo possibile.

La competizione con gli altri gruppi è sempre accesa e non appena il sole scende dietro i monti i “fuochisti” iniziano la sfida.

Mentre il fuoco brucia si innalzano canti e risate, si beve un the caldo, un po’ di vino, si mangiano salumi e formaggi.

L’emozione è tanta e la fatica della salita è pienamente ripagata dal panorama con le luci della città in lontananza.

La fiamma man mano si affievolisce e lascia spazio alle frontali che illuminano la strada del ritorno.

(marlène jorrioz)

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