Frane a Bionaz e Oyace: nuove colate di fango, la strada resta chiusa
La frana caduta a Oyace nell'agosto 2022
CRONACA
di Erika David  
il 05/08/2022

Frane a Bionaz e Oyace: nuove colate di fango, la strada resta chiusa

Nel pomeriggio un forte temporale ha provocato nuove colate sulle frane già scese ieri sera

Frane a Bionaz e Oyace: nuove colate di fango, la strada resta chiusa.

Nel pomeriggio un forte temporale ha provocato nuove colate sulle frane già scese ieri sera, evacuate le persone rimaste isolate.

Non è stato possibile riaprire in serata la strada regionale 28 investita la scorsa notte da due frane, a metà pomeriggio due colate di fango e detriti sono scese nuovamente a valle, negli stessi punti in località Condemine ad Oyace e sul torrente Varere a Bionaz, coprendo nuovamente il lavoro fatto per liberare l’arteria dal materiale della notte.

La frana: un appuntamento fisso

Sconsolata la sindaca di Oyace, Stefania Clos.

«La strada rimane chiusa, a questo punto non sappiamo fino a quando. Tutto il lavoro fatto oggi non è servito a niente e adesso il materiale accumulato è davvero una montagna».

Nel primo pomeriggio, prima del temporale che ha smosso nuovamente i detriti, attorno alle 14, è stato aperto un varco che ha permesso di evacuare turisti e abitanti che avevano necessità di muoversi.

«Ci vorrà tutta la giornata di domani di domani per portare via quel materiale che si è accumulato» dice la sindaca di Oyace.

«Speriamo di riuscire ad aprire almeno una viabilità alternata in serata, ma ormai non so più a che santo votarmi».

Stefania Clos ricorda che il primo evento franoso importante in quelle zone risale al 1993: «1993, ormai sono 30 anni! È un appuntamento fisso, il problema è sempre lo stesso e più che dirlo, ribadirlo, passare le notti insonni non so più cosa fare».

C’è in realtà un progetto di messa in sicurezza di quella zona.

«Sì, c’è un lavoro che deve iniziare, ma al momento sono solo parole. Non ci saranno tutti gli abitanti che ci sono in altre zone soggette a frane, lo capisco, ma non è normale che stiamo ancora spettando» conclude amareggiata la sindaca.

(erika david)

 

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