Cambiamenti climatici, il ghiacciaio del Grand Etrèt fonde 6 cm al giorno
Il ghiacciaio del Grand Etrét il 10 agosto (foto di Alberto Rossotto)
Ambiente, montagna
di Erika David  
il 18/08/2022

Cambiamenti climatici, il ghiacciaio del Grand Etrèt fonde 6 cm al giorno

I rilievi effettuati dai guardaparco del Gran Paradiso confermano una fusione inarrestabile, persi 3 metri di massa glaciale

Cambiamenti climatici, il ghiacciaio del Grand Etret fonde 6 cm al giorno.

I rilievi effettuati dai guardaparco del Gran Paradiso confermano una fusione inarrestabile, persi 3 metri di massa glaciale.

La sofferenza dei ghiacciai quest’estate è sotto gli occhi di tutti, tra i monitorati speciali c’è il ghiacciaio del Grand Etrèt, nella Valsavarenche, guardato a vista dai guardaparco.

Già dalle rilevazioni di giugno emergeva una situazione preoccupante, confermata purtroppo con gli ultimi rilievi.

Il ghiacciaio ha perso 3 metri di massa glaciale in poco più di due mesi e mezzo.

A fine maggio l’accumulo di neve medio rilevato sul ghiacciaio era stato di soli 127 cm, valore più basso in assoluto dal 2000, che si è sciolto completamente  in poche settimane dando il via a una precoce e veloce fusione che ha intaccato già notevolmente la massa del ghiacciaio, comunica il Parco Nazionale Gran Paradiso.

I guardaparco hanno rilevato, grazie alle cinque paline ablatometriche installate sul ghiacciaio, una fusione media di tre metri di ghiaccio, equivalenti ad una perdita di circa 6 cm al giorno dal 26 maggio al 10 agosto 2022.

L’impatto del cambiamento climatico è oltremodo evidente, con le alte temperature registrate nel corso dell’estate anche ad alta quota, la neve residua è stata insufficiente a coprire e proteggere il ghiacciaio, ed è iniziata la fusione del cuore del ghiacciaio, la massa glaciale.

Il monitoraggio sui ghiacciai da parte dei guardaparco riprenderà alla fine dell’estate per il rilievo dell’ablazione, ovvero il calcolo del quantitativo di neve e di ghiaccio fusi al termine della stagione estiva, attività che si svolge nel mese di settembre.

Oltre ai ghiacciai, anche la fauna del Parco ha risentito notevolmente dell’ondata di caldo estiva, con una risalita degli animali a quote sempre più alte, che ha comportato una diminuzione degli avvistamenti e maggiore difficoltà di osservazione durante il giorno.

Da studi realizzati nel Parco, anche grazie all’ausilio di radiocollari, è stato notato che gli stambecchi riescono a percepire l’evoluzione delle temperature nel giorno successivo, scegliendo di rimanere poco attivi e in quota se le stesse rimangono alte, per evitare di spendere energie per la termoregolazione, evitando anche di alimentarsi, oppure scendendo di quota se diminuiscono.

La Carovana dei ghiacciai

Acquista ancora più importanza e significato l’iniziativa di sensibilizzazione di Legambiente attraverso la Carovana dei Ghiacciai che proprio in questi giorni è in Valle d’Aosta.

Dal 17 al 19 agosto la Carovana sarà sui ghiacciai del Monte Bianco del Miage e Pré de Bar, per poi spostarsi su quelli del Monte Rosa (Indren Piemonte), sul ghiacciaio dei Forni (Lombardia), il ghiacciaio della Marmolada (Veneto –Trentino),  fino al ghiacciaio del Montasio (Friuli-Venezia Giulia).

La campagna itinerante promossa da Legambiente nell’ambito della campagna ChangeClimateChange, con la partnership scientifica del Comitato Glaciologico Italiano, monitorerà lo stato di salute di una decina di ghiacciai alpini, sempre più a rischio per effetto della crisi climatica.

Domanivenerdì 19 agosto, la conferenza stampa ad Aosta con i risultati del monitoraggio.

(erika david)

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