Elezioni, strappo di Aiello (FdI): «Non voterò il Centrodestra, intollerabile la firma del documento di Pays d’Aoste Souverain»
Lorenzo Aiello
Politica
di Federico Donato  
il 17/09/2022

Elezioni, strappo di Aiello (FdI): «Non voterò il Centrodestra, intollerabile la firma del documento di Pays d’Aoste Souverain»

Il coordinatore cittadino del partito di Giorgia Meloni invita «chi la pensa come me» a «disattendere l'impegno elettorale»; Rini e Spelgatti: «Nulla da dichiarare»

E’ polemica in Fratelli d’Italia dopo che le candidate del Centrodestra, Emily Rini (Forza Italia) e Nicoletta Spelgatti (Lega), hanno sottoscritto il documento proposto dal movimento indipendentista Pays d’Aoste Souverain. Una decisione che ha causato lo “strappo” del coordinatore cittadino di FdI Lorenzo Aiello.

Lo strappo

Spiega: «E’ uno “strappo” personale, al momento. Ci sono cose che non sono negoziabili e, secondo me, è intollerabile che il Centrodestra, con i suoi riferimenti nazionali, abbia firmato un documento proposto da un movimento indipendentista. Nemmeno tutti gli autonomisti lo hanno fatto».

Secondo Aiello, «in questo modo, oltretutto, ci si fa dettare l’agenda da un movimento che alle ultime regionali ha preso il 2%. Questa cosa non ha senso».

Alla luce della situazione, dunque, il coordinatore cittadino del partito di Giorgia Meloni annuncia: «Io non voterò per il Centrodestra e invito chi la pensa come me a fare altrettanto. E’ evidente che non posso condividere questa linea, perché se si parla di “cambiamento” poi non ci si può appiattire in questo modo».

Il post

In un post pubblicato su Facebook, poi, Aiello ha precisato: «Ci sono momenti ed eventi che segnano irrimediabilmente il superamento della linea della pazienza, e in questo caso anche il punto zero della coscienza e della consapevolezza politica. E’ di ieri la notizia secondo la quale le due candidate del centrodestra avrebbero sottoscritto il “manifesto” di Pays d’Aoste Souverain (che è un movimento indipendentista). Basterebbe la sola questione di principio, quello sacrosanto secondo il quale la nazione è una sola e indivisibile, a giustificare un passo di lato di fronte al seggio, ma c’è a mio avviso dell’altro. Per essere “nuova politica”, qualunque cosa voglia dire, andrebbe incarnato quantomeno uno spirito di novità».

Per il coordinatore cittadino sarebbe stato necessario «cambiare le parole d’ordine, pensare a un identitarismo diverso che parli di una visione di Valle d’Aosta, di scuola, industria, impresa ed energia senza limitarsi alle pratiche contingenti, tentando di modificare il paradigma secondo il quale il dibattito politico ruota sempre intorno ai temi imposti dalla vulgata autonomista e magari ricordare, sempre al mondo autonomista, che non esistono le autonomie se non esiste una nazione libera e sovrana. In sintesi ci voleva un po’ di coraggio».

Pertanto, prosegue il post, «sono costretto a disattendere l’impegno elettorale ed invito tutte le persone che in questi anni mi hanno dimostrato il loro supporto a fare lo stesso, pochi o tanti che siano. Non è questo ciò per cui abbiamo cercato di costruire fino ad oggi, e me ne assumo ogni responsabilità. E’ una questione di coerenza, è una questione di dignità. Certe idee e certi valori non sono negoziabili, fedele all’idea che “il tempio è sacro perchè non è in vendita”».

La replica

Interpellate da Gazzetta Matin per un commento e per spiegare la scelta di sottoscrivere il documento di Pas, Emily Rini e Nicoletta Spelgatti hanno risposto: «Nulla da dichiarare».

(f.d.)

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