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Aosta Pride: Lega all’attacco, diffida al Comune su patrocinio e finanziamento di 10 mila euro

Il Carroccio minaccia anche azioni legali; l'amministrazione tira dritto: «Caso strano queste cose avvengono solamente in determinati periodi»

Aosta Pride: Lega all’attacco, diffida al Comune su patrocinio e finanziamento di 10 mila euro

A poco più di due settimane dalla parata dell’Aosta Pride di sabato 8 ottobre, scoppia la polemica tra Lega Vallée d’Aoste e Comune di Aosta. Al centro della querelle, il patrocinio concesso dall’amministrazione rossonera e la diffida «in autotutela» a proseguire con lo stesso.

Il comunicato

Il Carroccio di chez nous, dopo essersi già fiondato sulla questione in Consiglio comunale, affida il nuovo attacco a un comunicato, nel quale evidenzia che mercoledì 21 settembre «la Lega Vallée d’Aoste ha trasmesso all’amministrazione comunale di Aosta una diffida con invito al ritiro in autotutela del patrocinio del Comune alla manifestazione definita “Aosta Pride”» si legge nella nota.

Secondo quanto riportato dalla Lega, la diffida in oggetto si basa su «un approfondito studio giuridico e amministrativo concernente le disposizioni che disciplinano la concessione del patrocinio» continua il comunicato del Carroccio.

In queste disposizioni si evidenzia, sempre secondo la Lega, «come una manifestazione con evidenti fini politici di propaganda e di finanziamento della propria struttura non possa assolutamente rientrare fra quelle supportabili dall’Amministrazione».

La stessa tesi sarebbe «suffragata dal fatto che gli organizzatori hanno dovuto spostare la data dell’evento poiché coincidente con il silenzio elettorale e quindi non realizzabile».

«Nessuno scrupolo nel finanziare con 10.000 euro l’evento»

A questo la Lega Vallée d’Aoste aggiunge un altro particolare, di carattere economico.

«È anche necessario evidenziare come, in un periodo nel quale le famiglie faticano ad arrivare alla fine del mese e le imprese chiudono i battenti, il Comune di Aosta non si faccia scrupoli nel finanziare con 10.000 euro un evento con evidenti finalità politiche – si legge ancora nel comunicato -, al punto da avere un vero e proprio “manifesto politico”, invece di pensare al bene delle famiglie ed allo sviluppo del territorio».

Da qui la richiesta del partito di «procedere in autotutela alla revoca del patrocinio», nonché la minaccia, in caso di mancata retromarcia di «agire giudizialmente nelle competenti sedi e di segnalare eventuali danni erariali».

«Non revocheremo il patrocinio»

Arriva a stretto giro di posta la replica del sindaco di Aosta, Gianni Nuti, che non le manda certamente a dire, portando a esempio i patrocini concessi da tanti comuni italiani.

«Prendiamo atto di questa iniziativa, ma onestamente c’è ben poco da dire – esclama il primo cittadino -. L’Amministrazione comunale non ha nessuna intenzione di revocare in alcun modo il patrocinio: non si tratta di un partito né di una manifestazione politica e non ci sono illeciti. Semplicemente faremo come hanno fatto moltissime città in Italia».

E conclude con una stoccata, visto l’appuntamento di domenica 25 settembre con le elezioni politiche.

«Caso strano – conclude Nuti -, certe azioni vengono effettuate solamente in certi periodi e non in altri».

(al.bi.)

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