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Caro energia, il caso Telcha scalda il consiglio di Aosta: «Sta facendo da ammortizzatore sociale»

Dopo l'incontro con l'azienda e le associazioni dei consumatori, sindaco e assessore forniscono una «narrazione non errata». Insorge la Lega: «Sembra che teniate per Telcha»

Caro energia, il caso Telcha scalda il consiglio di Aosta: «Sta facendo da ammortizzatore sociale»

«Telcha sta facendo anche da ammortizzatore sociale», anche se non «difendiamo l’azienda, non vogliamo solamente una narrazione errata». Le repliche del sindaco Gianni Nuti e dell’assessore Corrado Cometto, provano a spegnere la bagarre generata dal caro bollette legato al teleriscaldamento.

L’iniziativa

Dopo le iniziative presentate dalle associazioni dei consumatori, infatti, la Lega ha portato nel consiglio comunale di Aosta la questione.

Nella mozione, infatti, la consigliera Sylvie Spirli ha ricordato le accuse di «monopolio» mosse dalle associazioni, che si sono anche rivolte con un esposto all’Antitrust, e ha evidenziato «l’aumento anche del 140% delle utenze servite».

Sottolineando «la grave situazione economica che stanno vivendo numerose famiglie aostane», per l’aumento di «costi che paiono assolutamente fuori mercato», Spirli ha provato a impegnare il governo cittadino «per verificare gli aumenti ingiustificati», ma anche «favorire tariffe più accessibili» e la rinegoziazione «di parti di contratti stipulati», così da dare la possibilità di «optare per altri fornitori senza sostenere costi abnormi».

La replica

A replicare il primo cittadino, Gianni Nuti, che ha sottolineato di aver raccolto «le istanze delle associazioni» e di aver incontrato successivamente la società stessa.

Da qui è poi scaturito, il 22 dicembre, un incontro con l’assessore Corrado Cometto, le associazioni, la Regione e Telcha, dal quale sono emerse «informazioni utili anche per le associazioni, che non hanno rapporti diretti con gli amministratori, reali interlocutori con la ditta» ha sottolineato Nuti.

Dalla serata, infatti, sarebbe emerso come Telcha «ha applicato una riduzione del 17%, con la volontà di calmierare i folli aumenti» e la non comparabilità con gli esempi portati dalle associazioni.

«Un conto è avere un termovalorizzatore che alimenta la rete, un altro una centrale a metano – ha continuato il primo cittadino -. Situazioni analoghe, invece, dimostrano come Telcha non abbia infierito».

«Telcha ammortizzatore sociale»

Ritenuto azzardato parlare di «monopolio», in quanto esiste la possibilità di «cambiare fornitore sfruttando contributi per la conversione», il primo cittadino ha ricordato come Telcha abbia attivato «forme di rateizzazione con decine di condomini per venire incontro all’impatto».

Per il sindaco, infatti, le situazioni «di sofferenza e insolvenza sono tante, al momento Telcha le ha assorbite completamente, non interrompendo la fornitura e facendo da ammortizzatore sociale in modo rilevante».

Ricordati poi i vari bonus ottenibili tra Stato e Regione, il primo cittadino ha concluso evidenziando come non si possa «riportare l’immagine di immobilismo che viene diffusa – ha concluso -. Non possiamo addossare a Telcha tutte le responsabilità per una congiuntura che tutti noi stiamo vivendo».

Il dibattito

A rinfocolare il confronto ci ha pensato Bruno Gioradno (Lega o per meglio dire Evolvendo), che ha esclamato come «Telcha non era la Caritas e nemmeno una Ong» ha detto facendo riferimento alle diverse versioni emerse dal Comune e dall’assessore Luciano Caveri.

Ricordato come Telcha «ha convinto molti a usare il teleriscaldamento, garantendo un risparmio vero», ma che ora tornare indietro «vuol dire aggiungere debito a un investimento», Giordano ha chiesto di «alzare la soglia di attenzione».

Il tutto perché «rispetto a una multinazionale come Telcha possiamo avere il coltello dalla parte del manico – ha detto -. Usano le città come il giardino di casa, ma bisogna chiedere che rifacciano gli asfalti una volta terminati i lavori».

E ha concluso rilanciando.

«Capisco tutto, ma gli interventi della maggioranza sembrano quasi una difesa d’ufficio di una piccola bottega di periferia – ha ironizzato -. Ho firmato io il contratto con Telcha, ce l’hanno venduta come una conquista dal punto di vista ecologico e del risparmio, ma qui rischiamo di fare la fine di quanto sta avvenendo per i supermercati. Ad Aosta non si possono fare e non li sfruttiamo, nella Plaine proliferano, così come Aosta buca per il teleriscaldamento, mentre intorno stanno portando il metano. Mi sta bene pagare un po’ di più per respirare meglio, ma non ci possono essere aumenti del genere».

Sergio Togni (Lega) ha rintuzzato sostenendo che «sembra che teniate più per Telcha che per le associazioni», mentre Roberta Carla Balbis (Renaissance) ha specificato.

«Ben venga quanto fattibile per calmierare i prezzi – ha sostenuto -, ma chi ha aderito al teleriscaldamento ha avuto prezzi concorrenziali e benefici per dieci anni. Telcha non dà pasti gratis».

L’assessore

A chiudere l’assessore alla Gestione del territorio, Corrado Cometto, che ha spiegato come, grazie al recente accordo con Cas, ora Telcha arriverà a riscaldare la città con un ulteriore «quasi 15% di quota rinnovabile» grazie all’acqua derivante dalle lavorazioni dell’acciaieria.

Cometto, inoltre, ha rispedito al mittente le accuse di «monopolio», in quanto è possibile «togliere lo scambiatore e rimettere la caldaia – ha commentato -. È normale che chi fa l’opera si prenda qualche anno di contratto per rientrare dei costi, ma prendersela con Telcha per questi aumenti è come lamentarsi con l’hostess perché l’aereo parte in ritardo».

E ha concluso con una mezza stoccata.

«Noi difensori di Telcha? – si è chiesto in conclusione Cometto -. Non vogliamo solamente narrazioni errate. Teniamo solo l’atteggiamento di una committenza pubblica che lavora sui nostri terreni e per i quali abbiamo chiesto una cauzione. Se si fosse fatto così anche 12 anni fa le strade, almeno, starebbero meglio».

(alessandro bianchet)

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