Ospedale in affanno, sospesi gli interventi programmati fino all’11 gennaio
Nella foto d'archivio, medici in sala operatoria all'ospedale Parini
Sanità
di Erika David  
il 03/01/2023

Ospedale in affanno, sospesi gli interventi programmati fino all’11 gennaio

Prosegue fino all'11 gennaio l'attività ridotta delle sale operatorie in concomitanza con il periodo di massimo afflusso turistico e un picco di accessi per influenza

Ospedale in affanno, sospesi gli interventi programmati fino all’11 gennaio.

Era già previsto prima delle feste e oggi si è deciso per una proroga e un potenziamento della riduzione dell’attività delle sale operatorie.

Lo conferma il direttore sanitario dell’azienda Usl VdA, Guido Giardini.

«Abbiamo deciso l’interruzione degli interventi programmati non urgenti e rinviabili – spiega il direttore Giardini -. Avevamo lasciato aperto tre sale chirurgiche, le riduciamo di una. Ne rimarranno aperte due al giorno, una per le urgenze di traumatologia e una per gli interventi di classe A che comprendono patologie oncologiche e cardiologiche, tutti gli altri interventi minori, che vanno da ernie, colicisti, cisti, sono rinviati».

«Quello che possiamo lo facciamo in day hospital – aggiunge il direttore sanitario -, perché non c’è la necessità di letti».

Il picco di accessi del 1° gennaio

Il dottor Guido Giardini, direttore sanitario dell’azienda Usl VdA

La decisione di un’ulteriore restrizione è determinata dal picco di ricoveri del 1° gennaio .

«Fino al 30-31 dicembre il direttore del Pronto soccorso era fiducioso – spiega Giardini -, ma il 1° gennaio abbiamo avuto un massiccio afflusso per disturbi respiratori dati dall’influenza, quasi nessuno per Covid, con una ventina di ricoveri in poco più di 24 ore».

La sospensione degli interventi meno urgenti permetterà di smaltire i pazienti del Pronto Soccorso in concomitanza del periodo turistico di massima affluenza che determina un incremento di incidenti sulle piste e di accessi.

«I centri traumatologici fortunatamente sono un buon filtro, ma un certo numero di pazienti con traumi più gravi arriva comunque in pronto soccorso».

«Se il 9, finite le vacanze, dovessimo renderci conto che la situazione è migliorata – conclude Giardini – riapriremo subito».

(erika david)

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