Saint-Marcel: al lavoro per riprodurre il fagiolo del 1400
Ugo Lini, responsabile al Centro agricolo dimostrativo di Saint-Marcel
ATTUALITA'
di Cinzia Timpano  
il 22/05/2023

Saint-Marcel: al lavoro per riprodurre il fagiolo del 1400

Al Centro agricolo dimostrativo regionale, zero pesticidi e prodotti chimici, piante edibili e studi per riprodurre la zucca di Verrès e nuove colture per la Denominazione di origine comunale.

È oramai circa un anno e mezzo che il Centro agricolo dimostrativo di Saint-Marcel tratta le proprie coltivazioni con quello che Luciano Gastaldi ama chiamare l’energizzante, ovverosia acqua contenente molecole stabilizzate e sintonizzate sulla medesima frequenza delle piante.

Il trattamento ‘energizzante’

Il sistema, che mira a restituire ad alberi e trapianti la conoscenza perduta della propria resistenza e della propria produttività, è stato in questi mesi allargato anche al gemello Centro sperimentale di Arnad e potrebbe essere in futuro adottato da alcune aziende del territorio interessate alla sua semplice ma straordinaria efficacia.

Zero pesticidi e prodotti chimici

Il pero, in piena salute dopo i trattamenti con l’acqua energizzante

«È un buon trattamento del quale, se saremo in grado di pubblicizzarlo e diffonderlo al meglio, la Valle d’Aosta potrebbe addirittura divenire regione capofila in Italia – commenta il responsabile dell’impianto, Ugo Lini -.

Questa nostra idea va oltre il solo biologico poiché, in condizioni ottimali di crescita ed espressione della pianta, non serve più intervenire né con prodotti naturali né tantomeno con pesticidi o prodotti chimici».

Nell’arco di una sola stagione, gli addetti del Centro hanno potuto notare a occhio nudo i benefici apportati dall’energizzante ad alberi da frutto quali peri, prugni e noci, un tempo malati e ora pienamente guariti e tornati rigogliosi.

Anche le piante ‘da mangiare’

Uno scorcio delle coltivazioni al centro agricolo di Saint-Marcel

«Quest’anno estenderemo il sistema a tutte le colture, dalle fragole ai meloni, dalle patate alle cipolle, dai peperoni ai pomodori, dalle melanzane alle zucchine – spiega Lini, affiancato nei campi da quattro collaboratori fissi e undici impiegati stagionali -.

Inoltre, stiamo creando una sorta di collezione di piante edibili tra cui bardana, artemisia, malva ed erba viperina da poter utilizzare in cucina bollite, fritte o come fiori di abbellimento dei piatti».

La zucca di Verrès e il fagiolo del 1400

Gli esperti del Centro sono a oggi impegnati nel ricreare la zucca tradizionale di Verrès in occasione della omonima Festa della zucca del paese; inoltre, supportati da amministrazione locale e Institut agricole régional, essi puntano alla riproduzione dell’antico fagiolo di Saint-Marcel, alimento risalente addirittura al 1400 e all’estensione di nuove colture per l’attribuzione della Denominazione di origine comunale.

«Al momento, date le temperature particolarmente elevate sia nelle ore diurne che nelle ore notturne, abbiamo avviato i trapianti di fagiolini, cipolle e insalate e la prossima settimana continueremo con i più delicati pomodori, peperoni e melanzane – anticipa Lini -.

Un orto sano e buono

Il mio consiglio per un orto sano e buono è quello di non abusare di pesticidi sconosciuti trovati nel cosiddetto “Armadietto del nonno” bensì di effettuare rotazioni annuali delle colture a seconda del bisogno di acqua o concime nonché agevolare senza trattamenti il ritorno di insetti benefici per le piante tra cui coccinelle e crisope».

I consigli dell’esperto

Molti sono, secondo l’uomo, i rimedi naturali a parassiti e malattie che intaccano i giardini dei valdostani: tra di essi spicca la propoli, facilmente reperibile nei negozi specializzati in agricoltura, adatta a tutte le patologie e per nulla tossica per vegetali ed esseri umani.

«In caso di pidocchi è possibile preparare un decotto contenente un cucchiaio di peperoncino e una testa di aglio, farlo bollire, filtrarlo e diluirlo sino a una proporzione di un litro a venti per poi aggiungervi una scaglia di sapone di Marsiglia e spruzzarlo sul terreno con la classica brenta – suggerisce Lini -.

Per combattere e far regredire il mal bianco, responsabile della patina simil velluto che spesse volte compare sulle zucchine, è sufficiente utilizzare del latte parzialmente scremato anche vecchio di qualche giorno diluito dieci volte».

(giorgia gambino)

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