Piano salute, Lega, Gm e Pcp: «dietro ai 55 ordini del giorno la volontà di affrontare temi cruciali»
Da sinistra: Stefano Aggravi, Andrea Manfrin, Paolo Sammaritani, Erika Guichardaz e Claudio Restano
Politica
di Danila Chenal  
il 23/06/2023

Piano salute, Lega, Gm e Pcp: «dietro ai 55 ordini del giorno la volontà di affrontare temi cruciali»

Le opposizioni dicono di avere portato in aula i suggerimenti della categorie professionali audite in V Commissione

Piano salute, Lega, Gm e Pcp: «dietro ai 55 ordini del giorno la volontà di affrontare temi cruciali». 

Nessuna strategia

Dietro ai 55 ordini del giorno nessuna strategia ma la volontà di sviscerare temi cruciali per la sanità. Parola dei capigruppo delle tre opposizioni, Lega, Gruppo misto e Pcp – si è chiamata fuori Forza Italia -, all’indomani dell’approvazione del Piano regionale della salute e del benessere. Anzi puntano il dito contro una «maggioranza arrogante, il cui atteggiamento in aula consiliare è stato sbagliato e censurabile», riferendosi alla decisione di affidare al solo assessore alla Sanità Carlo Marzi le risposte. Per le minoranze «il dibattito gravemente carente non rappresenta un buon segnale». Tornano a stigmatizzare la richiesta, negata, di un Consiglio straordinario sul Piano «nel quale il dibattito avrebbe avuto un taglio più politico».

I commenti

«Di tutto il nostro lavoro – ha sottolineato il capogruppo leghista Andrea Manfrin – un solo emendamento è stato accolto. Sarà istituito un organo specializzato e permanente che si dedicherà a valutare le condizioni e le istanze di chi opera nella sanità. Il benessere lavorativo è fondamentale». Aggiunge: «È un Piano carente che ha tralasciato troppe tematiche importanti».

Per Erika Guichardaz, capogruppo di Pcp, «Il Piano è il libro dei sogni dell’ex assessore Barmasse, senza contare che è vecchio. Il Piano contiene punti – leggi il ricorso massiccio al privato – che una maggioranza progressista non avrebbe dovuto approvare. È stata una brutta pagina. La maggioranza ha tirato diritto senza ascoltare le opposizioni che hanno lavorato sulle parti mancanti e le audizioni dei professionisti».

Claudio Restano (Gm) ha sostenuto che «il Piano doveva porre i presupposti per risolvere i problemi che attanagliano la sanità» e che «con i sogni non si va da nessuna parte. Non si curano le persone né si fa prevenzione. Lo hanno detto i professionisti della sanità auditi in V Commissione; si sono messi a disposizione ma sono stati inascoltati. Gli ordini del giorno hanno raccolto in parte le loro suggestioni». Restano si è detto «preoccupato dal silenzio tombale della maggioranza», aggiungendo: «sulla sanità non si può andare avanti a botte di maggioranza. Il Piano necessitava di dignità senza contare che è irrealizzabile».

(da.ch.)

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