Alpinisti piemontesi dispersi sul Bianco, individuati reperti a 3.800 metri di quota
L'elicottero del Soccorso Alpino Valdostano (foto archivio)
CRONACA
di Erika David  
il 23/08/2023

Alpinisti piemontesi dispersi sul Bianco, individuati reperti a 3.800 metri di quota

Potrebbero essere di Maurizio Crosetti e Dino Ruotolo, alpinisti dispersi dall'11 luglio sulla cresta del Brouillard, i reperti avvistati oggi

Potrebbero essere di Maurizio Crosetti e Dino Ruotolo, i due alpinisti piemontesi, dispersi dall’11 luglio sulla cresta del Brouillard, i reperti avvistati oggi dal Soccorso alpino valdostano.

Le temperature elevate di questi giorni e il conseguente scioglimento della neve, hanno creato le condizioni ottimali per effettuare un nuovo tentativo di ricerca.

Alpinisti piemontesi dispersi: individuati reperti

Il Sav, alle prime luci dell’alba, ha effettuato un sorvolo in elicottero sulla cresta del Brouillard (Monte Bianco) per la ricerca dei due alpinisti.

Il punto di avvistamento evidenzia una caduta di quasi 900 metri dalla cresta.

Dall’alto sono stati individuati alcuni reperti compatibili con la presenza di due corpi senza vita, a 3.800 metri di quota.

Le scariche di sassi dalla cresta non hanno consentito l’avvicinamento dell’elicottero e la posa del personale tecnico in zona, nonostante le condizioni di volo fossero favorevoli grazie al vento moderato e alla visibilità ottima.

Non è quindi stato possibile procedere all’individuazione dei corpi e al loro recupero.

Gli ultimi contatti

Maurizio Crosetti e Dino Ruotolo

I due alpinisti piemontesi  avevano contattato la Centrale Unica del Soccorso nella mattinata del 10 luglio, riferendo di essere in difficoltà a quota 4.350 metri, a causa delle condizioni del terreno.

Avvistati dall’equipaggio dell’elicottero, i due tentativi di recupero non erano andati a buon fine, a causa del forte vento in quota.

Crosetti e Ruotolo avevano perciò deciso di fermarsi nella loro ascensione e pernottare (decisione possibile, viste le temperature non proibitive del periodo e l’essere dotati del necessario equipaggiamento).

Alle 21 del 10 luglio avevano riferito alla Centrale Unica del Soccorso di essere in buone condizioni fisiche e che il mattino seguente avrebbero ripreso la salita in maniera autonoma.

Dopodiché non è più stato possibile nessun altro contatto telefonico.

I sorvoli sulla cresta e lungo la via alla vetta del Monte Bianco, scattati a seguito della segnalazione di mancato rientro da parte dei parenti, non avevano dato risultato.

Nei giorni successivi erano stati compiuti ulteriori sorvoli, tutti con esito negativo.

Le ricerche erano quindi state sospese a seguito della neve e del forte vento, che aveva compromesso il contesto delle operazioni.

(e.d.)

 

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