Bimba morta dopo le visite in ospedale: per i periti serviva più prudenza
CRONACA
di Erika David  
il 26/09/2023

Bimba morta dopo le visite in ospedale: per i periti serviva più prudenza

I periti nominati dal gip nel processo per la morte di Valentina Chapellu sono stati sentiti in aula oggi; il 28 novembre la discussione finale

Secondo i periti nominati dal gip nell’ambito del processo per la morte di Valentina Chapellu, 17 mesi, «sarebbe stato opportuno tenere un atteggiamento più prudenziale».

Lo riporta l’Ansa dopo l’udienza di oggi, martedì 26 settembre.

La bambina era stata visitata e dimessa per quattro volte dall’Ospedale Beauregard di Aosta, per questo è finito a processo con l’accusa di omicidio colposo, il pediatra Marco Aicardi, 49 anni, di Verrayes.

La bambina era arrivata in ospedale quattro volte, sempre dimessa in codice bianco.

La notte del 12 febbraio la situazione è precipitata, la bambina è andata in arresto cardiaco.

Stabilizzata era poi stata trasferita all’ospedale pediatrico Regina Margherita di Torino, dov’è morta.

Aicardi fu l’ultimo a visitare la piccola l’11 febbraio 2020.

A chiedere un nuovo esame, con la nuova audizione in aula dei periti, l’accusa per valutare eventuali colpe del medico.

Serviva un ricovero

Sarebbe stato necessario un ricovero per ulteriori accertamenti, secondo il perito Antonio Francesco Urbino.

«C’erano stati dei campanelli dall’allarme e questo avrebbe dovuto indicare una maggiore prudenza. Certo, poi non si può dire che una terapia antibiotica precoce avrebbe permesso di salvare la vita alla bambina, tenendo conto del decorso molto rapido di queste patologie» riferisce Urbino, come riportato dall’agenzia’

Per la medica legale Cinzia Immormino ci sarebbe stato «un mancato inquadramento della situazione clinica, dovuta credo solo allo stato di frettolosità del momento».

La morte della bambina, il 17 febbraio 2020,  è dovuta a una polmonite batteric ae su questo non hanno dubbi i due periti.

Il consulente della difesa Lorenzo Varetto, sostiene che non si possa «fare una valutazione solo sulla base dei referti senza aver visto le immagini della tac e della radiografia», come invece è successo per la relazione dei periti basata sulle cartelle cliniche.

La discussione finale è stata rinviata dal giudice Marco Tornatore al 28 novembre.

(re.aostanews.it)

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