Commercio: sabato di Pasqua di sciopero nella grande distribuzione, chiuso tutto il giorno il punto vendita Lidl di Saint-Christophe
Il presidio sindacale davanti al punto vendita Lidl di Saint-Christophe
Economia & Lavoro
di Davide Pellegrino  
il 30/03/2024

Commercio: sabato di Pasqua di sciopero nella grande distribuzione, chiuso tutto il giorno il punto vendita Lidl di Saint-Christophe

La decisione è stata presa dai sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UILTuCS per la rottura delle trattative per il rinnovo del contratto con le imprese aderenti a Federdistribuzione

Sabato di Pasqua di sciopero nella grande distribuzione.

La decisione è stata presa dai sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UILTuCS.

Alla base delle vertenza c’è la rottura delle trattative per il rinnovo del contratto con le imprese aderenti a Federdistribuzione.

In Valle d’Aosta sono interessati i punti vendita di Carrefour e Dock’s (tranne quello di corso Battaglione Aosta nel capoluogo), Lidl Italia, Acqua e Sapone, Conbipel, A&O, INS, Brico e Famila.

Il punto vendita Lidl di Saint-Christophe resterà chiuso tutto il giorno.

Sabato di Pasqua di sciopero nella grande distribuzione

Uno sciopero per l’intero turno di lavoro nella giornata di sabato 30 marzo per protestare contro lo stop alle trattatvie con Federdistribuzione per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro della distribuzione moderna organizzata, scaduto il 31 dicembre 2019.

Questa la decisione presa da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UILTuCS dopo la presa di posizione dell’associazione datoriale.

Nella nostra regione coinvolti i punti vendita Carrefour e Dock’s, Lidl, Acqua e Sapone, Conbipel, A&O, INSBrico e Famila.

Il punto vendita Lidl di Saint-Christophe, vista la grande adesione, rimarrò proprio chiuso, in un giorno a dir poco cruciale.

Raffaele Statti: «Colpa dell’allergia di Federdistribuzione alla firma dei contratti

«Denunciamo ancora una volta l’allergia di Federdistribuzione alla firma dei contratti – evidenzia il segretario di UILTuCS VdA, Raffaele Statti -. Sono trascorsi 51 mesi dalla scadenza dell’ultimo contratto e la ritrosia a dare giusti riconoscimenti non si attenua».

Raffaele Statti: «Da Federdistribuzione una serie di pretese irrealistiche

Dopo aver sottoscritto il nuovo contratto con Confcommercio e Confercenti, insomma, una pesante battuta d’arresto.

«Dopo una lunga trattativa, per un rinnovo necessario a mitigare gli effetti dell’inflazione, Federdistribuzione ha irresponsabilmente calato una serie di pretese irrealistiche – continua Statti -, finalizzate unicamente a far naufragare la firma».

Tra le richieste i sindacati puntano il dito sulla volontà di chiedere l’introduzione di una flessibilità incontrollata e generalizzata, l’attribuzione, per l’addetto alle operazioni ausiliarie alla vendita, a mansioni inferiori, nonché l’arretramento su livelli d’inquadramento inferiori del personale «calpestando ogni dignità profiessionale» e, in ultimo, la creazione di una “nuova” mansione per movimentazione delle merci, abbassandola dal quarto al quinto livello.

Raffaele Statti: «Vogliono mortificare il rinnovo del contratto»

«Vogliono mortificare il rinnovo in una logica di scambio tra una presunta disponibilità ad erogare il dovuto aumento salariale in cambio di un peggioramento della parte normativa, con più precarietà flessibilità e l’umiliazione delle professionalità – attacca ancora Statti -. Occorre quindi mobilitarsi contro questo atteggiamento arrogante di Federdistribuzione e delle aziende sue associate».

Raffaele Statti: «Scaricano tutta la colpa su di noi»

In Valle, come detto, la mobilitazione è in atto.

«Scaricano tutta la colpa su di noi, quando sono loro, come ogni volta a proporre aspetti senza senso – conclude Statti -. Prima o poi, comunque, l’accordo andrà fatto, perché non ci possono essere disparità tra le varie sigle. In ogni caso, da quanto ci risulta, almeno Lidl rimarrà chiuso, il resto si vedrà».

Chiuso il punto vendita Lidl di Saint-Christophe

Serrande abbassate al punto vendita Lidl di Saint-Christophe.

«La proposta, oltre che arrivare tardivamente, non rispecchia quanto ci spetta – sottolineano Andrea Galati (Cisl), Leila Calabrese (Cgil) e Patrizia Sisti (Uil) -. Sono state messe sul piatto offerte che non possono soddisfare le posizioni dei lavoratori come i 74 euro lordi per un quarto livello full time a partire dal 1° aprile, che scenderebbero a praticamente la metà per l’80% dei lavoratori part-time. Così come l’inserimento di attività accessorie che passavano dal 7° al 4° 5° livello, una richiesta di maggiore flessibilità oraria, oltre al prolungamento dei contratti a tempo determinato, che non avranno più un vincolo di tempo per passare a indeterminato. Noi non ci stiamo a perdere i diritti che sono stati acquisiti con la lotta negli anni, a maggior ragione per 70 lordi al mese».

Federdistribuzione: «La rottura è un atto unilaterale immotivato dei sindacati»

A stretto giro di posta arriva anche la replica di Federfistribuzione.

«La rottura della trattativa è stata un atto unilaterale delle organizzazione sindacali, assolutamente immotivato – attacca l’associazione datoriale -. Il comunicato con la proclamazione dello sciopero è un atto di grave irresponsabilità, privo di fondamento».

Nonostante la rottura, Federditribuzione dice di voler «riconoscere ai lavoratori un aumento di 70 euro lordi (4° livello) a decorrere dal mese di aprile a titolo di anticipo su futuri aumenti – conclude l’associazione -. Chiediamo ai sindacati di abbandonare atteggiamenti provocatori e aggressivi e invitiamo a una serie riflessione, che porti a una rapida conclusione della contrattazione».

(ale.bi.)

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