Omicidio di La Salle, il padre della vittima: «Perché il suo aguzzino ha potuto avvicinarsi a lei?»
CRONACA
di Thomas Piccot  
il 04/05/2024

Omicidio di La Salle, il padre della vittima: «Perché il suo aguzzino ha potuto avvicinarsi a lei?»

Lettera ai media di Ludwing Laisne: «Vorrei chiedere a tutti voi di rifiutare la violenza a vantaggio della pace»

«Perché il suo aguzzino ha potuto avvicinarsi a lei nonostante il divieto di avvicinamento? Perché non ha dovuto indossare il braccialetto elettronico? Perché quando a febbraio era stata chiesta una detenzione provvisoria, il procuratore di Lione non l’ha disposta subito, lasciando così verificarsi il dramma?» Sono le domande di Ludwig Laisne, padre di Auriane Nathalie, 22enne uccisa tra il 26 e il 27 marzo nella cappella diroccata di Equilivaz, a La Salle.

Le parole del padre della vittima

«Auspico che tutti questi interrogativi possano ottenere delle risposte, ma ancor più che siano fonte di cambiamenti in seno al sistema giudiziario e di polizia, che, come l’istruzione nazionale, non hanno i mezzi per svolgere il proprio lavoro in modo adeguato. Mi auguro che al più alto livello della Repubblica non ci limitiamo a parole, ma che passiamo ad azioni che portino a cambiamenti reali».

E ancora. «Vorrei chiedere a tutti voi di rifiutare la violenza a vantaggio della pace, rifiutare l’odio a vantaggio dell’amore dell’altro, rifiutare l’intolleranza a vantaggio del rispetto. Rifiutare l’oscurantismo. Vi chiedo di restare vigili e di non lasciarvi influenzare da certe affermazioni, politiche e mediatiche, che incitano a dividere, ma al contrario, di rifiutare categoricamente queste strategie nauseabonde».

L’uomo ha sottolineato il «coraggio di aver creduto di poter rendere migliore il suo carnefice nonostante le sue bugie incessanti e la sua volontà di allontanarla da noi».Il papà della giovane ha ricordato che era arrivata «a registrare le discussioni con il suo aguzzino riguardanti le violenze, sapendo che l’avrebbe picchiata di più per averne osato parlare con lui».

Un ringraziamento è andato ai carabinieri e al procuratore di Aosta «che hanno saputo rendersi umani, efficaci e hanno permesso di identificare mia figlia e arrivare all’arresto dell’aguzzino. Grazie anche alla brigade anticriminalité di Lione».

(t.p.)

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