La Regione VdA punta il dito contro l’apertura della strada del colle Nivolet
Colle del Nivolet
Ambiente
di Danila Chenal  
il 05/06/2024

La Regione VdA punta il dito contro l’apertura della strada del colle Nivolet

Per il presidente Renzo Testolin è una decisione «poco comprensibile e unilaterale da parte del Parco nazionale del Gran Paradiso

L’apertura al traffico domenicale della strada del colle del Nivolet non piace alla Regione. Per il presidente Renzo Testolin è una decisione «poco comprensibile e unilaterale da parte del Parco nazionale del Gran Paradiso».

Le critiche

«Che il Parco decida unilateralmente di non dare seguito a un protocollo d’intesa che ha sottoscritto meno di un anno fa, potrebbe anche dare qualche problema giuridico – ha proseguito in Consiglio Valle Testolin – , considerato che il protocollo stesso prevede che i firmatari possano proporre delle revisioni degli accordi e la possibilità di variare la regolamentazione purché di comune accordo tra le parti. Qualche problema ci sembra si ponga anche rispetto alla finalità stessa del Parco che con questa decisione, sempre che sia mantenuta, toglie qualsiasi limite alla percorrenza motorizzata nelle giornate di maggior affluenza in un contesto sensibile del proprio territorio e del territorio valdostano».

Secondo il presidente della Regione «sarebbe stato opportuno precisare che se l’intenzione del Parco fosse stata effettivamente quella di arrivare a una regolamentazione definitiva dell’utilizzo della viabilità, a beneficio di una più equilibrata fruizione dell’area protetta, il percorso sarebbe dovuto essere diverso rispetto alla decisione unilaterale di abbandonare, senza preavviso e confronto, una regolamentazione che comunque ha dato risultati positivi».

Ha detto Chiara Minelli (Pcp) nel suo intervento: «Abbiamo appreso con stupore questa decisione e ci aveva fatto specie il silenzio della Regione. Sono giunte oltre 7.000 firme per chiedere di soprassedere a questa apertura. Crediamo sia una decisione da contrastare e da rivedere. Confidiamo ci sia una pressione della Regione».

(d.c.)

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