Aosta, ex Casa Deffeyes: riparte e apre al libero mercato l’iter per valorizzazione e affidamento
L'ex casa Deffeyes
comuni
di Alessandro Bianchet  
il 13/07/2024

Aosta, ex Casa Deffeyes: riparte e apre al libero mercato l’iter per valorizzazione e affidamento

L'immobile di via Croce di Città 93 sarà al centro di una concessione di valorizzazione a evidenza pubblica che sarà affidata sulla base dell'offerta economicamente più vantaggiosa

Il Comune di Aosta prova a far ripartire l’iter per la valorizzazione e il recupero dell’ex Casa Deffeyes.

Prima l’idea di una vendita, poi la volontà di valorizzarlo per farlo diventare un ostello a servizio della via Francigena, poi mille altre idee, ma sta di fatto che, anche a causa della pandemia, l’edificio di via Croce di Città 93 è ancora lì.

Ex Casa Deffeyes

Ora, la giunta comunale di Aosta ha deciso di ridare vigore alla storia, approvando nella seduta di venerdì gli indirizzi per il recupero e la valorizzazione dell’ex Casa Deffeyes.

In particolare, il governo cittadino ha deciso di utilizzare la via della concessione di valorizzazione a evidenza pubblica, aperta anche al libero mercato, per arrivare al recupero funzionale del fabbricato.

La concessione

L’amministrazione comunale provvederà ad approvare un avviso pubblico per affidare una concessione che dovrà prevedere, a carico dell’aggiudicatario proponente, gli oneri legati agli interventi di recupero funzionale dell’edificio, per renderlo idoneo all’utilizzo.

La durata sarà stimata per un arco di tempo ritenuto commisurato al raggiungimento dell’equilibrio finanziario.

L’aggiudicazione avverrà in base all’offerta economicamente più vantaggiosa, valutando cinque parametri (ipotesi di recupero, opportunità turistica, sostenibilità ambientale, canone e durata).

L’iter

Come ricorda l’amministrazione comunale, l’ex Casa Deffeyes, nel 2019, era stata inserita nel progetto “Cammini e Percorsi”, promosso dall’Agenzia del Demanio, per recuperare immobili pubblici riconducibili al patrimonio culturale di pregio, spingendo per un utilizzo turistico-culturale, che fungesse da volano per territori secondari.

Il progetto puntava a mettere in risalto siti di interesse storico e paesaggistico, con interventi di recupero funzionale di edifici e fabbricati da affidare a soggetti e investitori privati, imprese, società cooperative e associazioni, attivando procedure a evidenza pubblica.

Il tutto era stato stoppato dalla pandemia, ma l’immobile è stato comunque confermato nel piano alienazioni e valorizzazioni patrimoniali per il triennio 2024-2026, aprendo la via alla procedura a evidenza pubblica.

(al.bi.)

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