Il film che critica le leggi federali di Putin vince l’Oscar del cinema di montagna
CULTURA & SPETTACOLI
di Luca Mercanti  
il 04/08/2024

Il film che critica le leggi federali di Putin vince l’Oscar del cinema di montagna

Una dura critica alle leggi federali del governo di Putin e uno sguardo preoccupato alla devastazione di grandi incendi aggravati dalla crisi climatica hanno convinto la giuria del XXVII Cervino CineMountain Festival che ha assegnato a Paradise, del russo Alexander Abaturov, l’Oscar del cinema di montagna, il Grand Prix des Festivals.

La motivazione

«Paradise offre un ritratto visivamente sorprendente dell’impatto di incendi devastanti, con una narrazione pacata ma avvincente che mette in luce la resilienza e l’ottimismo degli abitanti del villaggio. Abaturov comunica efficacemente un forte messaggio ambientale e politico, sottolineando l’importanza cruciale di affrontare il cambiamento climatico» è la motivazione della giuria, Giorgia Priolo, Aleksandar Zarapchiev e Roberto Cavallini, che ha assegnato il Grand Prix e i premi del Concorso Internazionale.

La cerimonia di premiazione si è tenuta sabato 3 agosto, sulla piazzetta delle Guide di Valtournenche.

Il film vincitore

Con Paradise Abaturov offre una visione drammatica delle leggi federali che relegano ai margini della società gli abitanti delle “zone di controllo” come la Siberia, raccontando della lotta delle popolazioni della Yakutia contro i devastanti incendi che nel 2021, a seguito di un’ondata eccezionale di caldo e siccità, hanno distrutto 19 milioni di ettari nella Siberia nord-orientale.

I premi

La giuria ha assegnato anche una menzione speciale per Mongolie, La Vallée des Ours di Hamid Sardar, «Un documentario visivamente e narrativamente magistrale che, testimoniando le conseguenze del cambiamento climatico, racconta la storia di una guardia forestale e di due orsi siberiani come un vero film d’avventura».

Il Premio Montagnes du monde al miglior film straniero va a Wilfred Buck di Lisa Jackson «Per il ritratto ibrido e originale di un personaggio carismatico che invita il pubblico ad ascoltare e riflettere sul nostro mondo attraverso una lente indigena».

L’età sperimentale di Marco Zingaretti, con Erri De Luca, è il miglior film italiano che si aggiudica il Premio Montagne d’Italia. «Un documentario che mostra in modo poetico ed elegante il rapporto tra un uomo e la montagna, trasmettendo le riflessioni di uno dei più grandi scrittori italiani sulle ultime fasi della vita come le più libere e avventurose. Come nelle parole di Erri De Luca, la vecchiaia contiene vastità sconosciute alle epoche precedenti».

3Mwh di Marie-Magdalena Kochová vince il premio Montagnes tout-court per il miglior cortometraggio, con menzione speciale per Body of a Line di Henna Taylor.

Il Premio Cva, Montagnes d’énérgie per il miglior film a tematica energetica e ambientale, va a Holding up the sky di Pieter Van Eecke che racconta la quarantennale battaglia di Davi Kopenawa, sciamano, capo tribù e noto portavoce degli Yanomami, a favore dell’ambiente.

Un pasteur di Louis Hanquet vince il Premio Sony per la miglior fotografia, La Traccia di Toni – Toni Gobbi da cittadino a guida alpina di Antonio Bocola è il miglior film di alpinismo, Premio Cai.

Anche il pubblico ha scelto il suo preferito, The great white whale di Michael Dillon, mentre la giuria dei più piccoli sceglie Battery Mommy di Jeon Seung-bae che si aggiudica il Premio del Pubblico Kids, mentre il Premio del pubblico del Cervino CineMountain Circuit, assegnato dagli spettatori delle proiezioni a Chamois e La Magdeleine va a Mongolie, La Vallée des Ours.

In ultimo, il premio Versante Sport per il miglior film di sport secondo il pubblico del festival è Voyage aux sources de l’alpinisme di Vincent Perazio e Bertrand Delapierre.

(re.aostanews.it)

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