Comparto sanità: sottoscritto il contratto ma la Cgil non ci sta
Sanità
di Danila Chenal  
il 20/06/2025

Comparto sanità: sottoscritto il contratto ma la Cgil non ci sta

Il sindacato motiva così la sua mancata adesione. «È un contratto privo di risultati concreti, sia dal punto di vista economico che per quanto riguarda il miglioramento delle condizioni lavorative e la valorizzazione professionale delle lavoratrici e dei lavoratori della Sanità Pubblica»

Comparto sanità: sottoscritto il contratto ma la Cgil non ci sta.

Il sindacato motiva così la sua mancata adesione. «È un contratto privo di risultati concreti, sia dal punto di vista economico che per quanto riguarda il miglioramento delle condizioni lavorative e la valorizzazione professionale delle lavoratrici e dei lavoratori della Sanità Pubblica».

Il contratto collettivo nazionale di lavoro del Comparto Sanità, per il triennio 2022/24, è stato sottoscritto dai sindacati Cisl, Nursind, Fials e Nursing Up.

Le critiche

Firma da cui si è sfilata la Fp Cgil, che ricorda anzitutto «che il Sistema sanitario nazionale versa oggi in gravissima sofferenza a causa degli scarsi investimenti in ambito sanitario, della carenza di figure professionali sul mercato del lavoro e del costante aumento della domanda di prestazioni sanitarie, legato all’invecchiamento della popolazione».

Cita poi «la scarsa attrattività delle professioni sanitarie che è principalmente dovuta ai bassi salari, all’elevato livello di responsabilità e alle difficili condizioni lavorative in cui operano quotidianamente le lavoratrici e i lavoratori del settore».

Scarso risultato

Per questo – prosegue la Fp Cgil VdA, «il nuovo contratto collettivo rappresentava un’opportunità concreta per intervenire sui salari e migliorare le condizioni di lavoro. Il risultato ottenuto, invece, dalle organizzazioni sindacali firmatarie, insieme al Governo e alle Regioni, è stato il seguente: un aumento salariale del 6,8 per cento di fronte ad un’inflazione nel triennio pari al 17 per cento; nessuna certezza sui fondi per le progressioni economiche e di carriera; l’introduzione di una figura professionale ambigua e svilente come quella dell’assistente infermiere; nessuna risposta sull’aumento delle indennità per i turni disagiati; nessuna risposta riguardo a mensa e buoni pasto; silenzio su flessibilità oraria, formazione, autisti soccorritori, mediatori culturali, profili tecnici, riqualificazione Oss, retribuzione del periodo di ferie e molte altre questioni; peggioramento di diversi istituti contrattuali che prima garantivano maggiori diritti e tutele alle lavoratrici e ai lavoratori».

Sanità pubblica addio

«Noi riteniamo, al contrario, che le condizioni previste da questo contratto – si chiude la nota della Fp Cgil VdA – rappresentino la morte del Sistema Sanitario Pubblico. La firma apposta su questo contratto è l’ennesima presa in giro da parte del Governo nei confronti della popolazione».

(re.aostanews.it)

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