Coldiretti Puglia: su carciofi inaccettabile forbice campo-Gdo
Roma, 2 gen. (askanews) – A Brindisi il prezzo dei carciofi”primo fiore” pagato agli agricoltori è tra i 12 e i 20 centesimi a capolino, mentre sugli scaffali della grande distribuzione lo stesso carciofo arriva a costare fino a 90 centesimi a capolino. Coldiretti Puglia denuncia la “forbice inaccettabile in uno scenario drammatico”, considerato che già a dicembre, con il crollo delle richieste, il mercato ha smesso di assorbire il prodotto fresco e i carciofi hanno preso la strada dell’industria, con lo “spezzato” che viene pagato 5-6 centesimi a capolino, un prezzo che non copre neppure i costi di raccolta e di trasporto e che trasforma una produzione di eccellenza in una perdita secca per le aziende agricole.
“In una fase in cui l’aumento dei prezzi alimentari frena i consumi, molte famiglie sono costrette a ridurre la spesa, mentre i costi legati al trasporto arrivano a pesare fino a circa un terzo del prezzo finale di frutta e verdura”, denuncia Giovanni Ripa, presidente di Coldiretti Brindisi, nel sottolineare che “questo contesto ha prodotto aumenti spesso difficili da giustificare, con uno scarto enorme tra quanto viene pagato il prodotto in campagna e il prezzo sugli scaffali”.
Secondo Ripa, lungo il percorso che porta i prodotti dal campo alla tavola si insinuano pratiche speculative che vanno individuate e contrastate anche attraverso l’azione dei Vigili dell’Annona. Da qui la richiesta di controlli stringenti sull’origine dell’ortofrutta esposta sui banchi, in particolare quella proveniente da Paesi del Nord Africa come la Tunisia, ,a anche da Egitto e Marocco.
“Serve un’attenzione massima all’origine di ciò che finisce nel carrello – sottolinea Coldiretti Puglia – orientando in modo chiaro le scelte verso i prodotti Made in Puglia, una leva fondamentale per sostenere occupazione e sistema economico locale”. La regione produce complessivamente 1.245.400 quintali di carciofi e ben 475mila arrivano dalla sola provincia di Brindisi, territorio altamente specializzato nella coltivazione di carciofi di qualità, al punto da aver ottenuto il riconoscimento europeo della IGP per il carciofo brindisino.

