Il 2026 anno del Cavallo di Fuoco nel calendario cinese
Roma, 2 gen. (askanews) – Il 2026 è l’Anno del Cavallo per l’Asia orientale e, più nel dettaglio, è l’Anno del Cavallo di Fuoco. E un monito viene dalla saggezza popolare giapponese, che in un proverbio ha racchiuso un consiglio molto particolare: “kouma no asagake”, cioè “la corsa mattutina di un puledro”, il quale parte troppo forte dal mattino, ma essendo ancora immaturo, rischia di esaurire le forze prima di entrare nel vivo. Si tratta di un messaggio che appare ben centrato, secondo chi segue la politica e la cultura della regione, in un anno che si preannuncia dinamico e pieno di tensione.
Nel linguaggio comune l’Anno del Cavallo di Fuoco viene spesso fatto coincidere con il primo gennaio, ma in realtà il suo inizio varia a seconda del calendario di riferimento. In Cina, seguendo il calendario lunare, l’Anno del Cavallo di Fuoco comincerà ufficialmente il 17 febbraio 2026. In Giappone, dove per l’astrologia si fa spesso riferimento al calendario solare di derivazione cinese, l’inizio è fissato invece al 4 febbraio, data che segna il passaggio stagionale tradizionale. Fino a quel momento, simbolicamente, resterà in vigore l’Anno del Serpente.
Il calendario cinese si basa su un ciclo di 60 anni, che combina dodici rami terrestri, rappresentati da animali, e cinque elementi fondamentali. Il 2026 è governato dal Cavallo e dall’elemento Fuoco, una combinazione rara definita di “doppio fuoco”, considerata tra le più intense dell’intero ciclo. Al Cavallo sono tradizionalmente associati forza, velocità, indipendenza e spirito d’iniziativa, qualità che promettono dodici mesi all’insegna dell’azione, delle scelte decise e della voglia di emergere.
Secondo l’astrologo di Hong Kong Jupiter Lai, citato oggi dal Japan Times, questa spinta può tradursi in grandi opportunità ma anche in rischi evidenti. Il Cavallo “corre veloce, a volte troppo”, ha osservato, e ciò potrebbe spingere individui e interi settori a inseguire ritmi accelerati, con il pericolo di sovraccarico e burnout. Il contrasto con l’Anno del Serpente appena concluso, improntato a introspezione e progressi graduali, risulta netto.
Questo responso astrologico può esser letto, a voler creare un parallelismo, come un segnale di attenzione nei due principali paesi della regione: in Cina, dove nei prossimi mesi verrà approvato il 15mo Piano quinquennale; in Giappone, dove la nuova premier Sanae Takaichi ha lanciato un ambizioso budget espansivo.
Nel simbolismo dei cinque elementi, il fuoco rappresenta passione, visibilità, tecnologia, cultura ed energia vitale. Nel 2026 questa componente è rafforzata dal fatto che entrambe le sue manifestazioni sono di tipo yang, ovvero espansive e luminose. A differenza della fiamma più discreta attribuita al Serpente, il Cavallo porta un fuoco aperto, che spinge a esporsi, comunicare e agire. Per questo, spiegano gli astrologi, l’anno potrebbe favorire settori come innovazione digitale, intelligenza artificiale, nuove tecnologie energetiche e industrie creative, dalla cultura ai media.
Il precedente storico più vicino, il 1966, ultimo Anno del Cavallo di Fuoco, coincise con eventi di forte impatto politico, sociale e tecnologico. Da qui l’idea che il 2026 possa essere un anno di svolte e accelerazioni. Allo stesso tempo, ha avvertito Lai, un eccesso di fuoco può tradursi in tensioni geopolitiche, volatilità dei mercati e polarizzazione del dibattito pubblico.
Sul piano personale, il 2026 è descritto come un anno che incoraggia a osare. In amore e nelle relazioni, l’energia del Cavallo di Fuoco è associata a slanci improvvisi e a una maggiore intensità emotiva. Sul lavoro, potrebbe favorire visibilità e riconoscimento, persino per chi è abituato a restare dietro le quinte. Proprio per questo, secondo gli astrologi, diventa centrale la capacità di gestire conflitti e tensioni, evitando che l’eccesso di calore si trasformi in scontro.
In Giappone, dove il simbolismo del Cavallo è profondamente radicato nella storia e nella tradizione, l’Anno del Cavallo di Fuoco si intreccia anche con pratiche quotidiane come l’”osoji”, la grande pulizia di fine anno. Liberare spazio, alleggerire gli ambienti e rimettere ordine è visto non solo come gesto pratico, ma come modo simbolico per contenere l’energia in eccesso e prepararsi a un nuovo inizio più equilibrato.
Secondo il feng shui cinese, nel 2026 l’attenzione non è tanto sull’attivare il fuoco, già abbondante, quanto sul bilanciarlo. Elementi associati all’acqua e al metallo, così come piante e materiali naturali, vengono tradizionalmente indicati per raffreddare e armonizzare spazi domestici e lavorativi. Più che una prescrizione esoterica, si tratta di un linguaggio culturale che invita alla misura.

