Montagna, fotografia e impronta umana: Jacopo Di Cera a Malpensa
Milano, 2 gen. (askanews) – Una mostra fotografica che vuole trasformare il paesaggio della montagna in un’esperienza di cultura e di sostenibilità. “White Entropy”, personale del fotografo e digital artist Jacopo Di Cera a cura di Massimo Ciampa è installata al PhotoSquare di Milano Malpensa. Un percorso di fotografie zenitali in grande formato, realizzate tra Alpe di Siusi, Monte Bianco, Val di Fassa, Val Badia, Roccaraso, Cortina d’Ampezzo e Madonna di Campiglio, per ragionare anche sulla relazione che l’uomo instaura con l’ambiente montano.
“Una montagna – ci ha spiegato il fotografo – che in questa mostra viene vista da in quattro fasi, in quattro momenti. Un momento, per così dire, di solitudine, senza l’intervento dell’uomo; un momento in cui l’uomo inizia ad intervenire, quindi inizia ad avere un rapporto all’interno di questi luoghi. Poi una fase in cui purtroppo invece l’intervento umano è enorme, grande, intenso, e qui tocchiamo tematiche come l’overtourism. Infine una quarta e ultima fase che è il momento della notte, dove tutto un po’ si dissolve e ciò che emerge sono questi segni, questi squarci che sono un po’ il degli elementi simbolici di questo rapporto fragile, delicato che l’uomo ha instaurato con con la montagna”.
Oltre alle grandi immagini c’è anche una superficie di delicata carta fotografica che si stende a terra, dove è stampata una visione dall’alto del ghiacciaio del massiccio del Monte Bianco. Su questa installazione si cammina e ogni passo lascia un segno, una lacerazione. Ogni traccia incide, consuma, deteriora, esattamente come i ghiacciai, che sotto il peso dell’uomo si assottigliano, arretrano, cambiano per sempre, e oggi stanno progressivamente scomparendo. Anche di questo, anzi, probabilmente soprattutto di questo ci vuole parlare la mostra di Malpensa.

