Venezuela, riunito il Consiglio di sicurezza Onu. Il presidente colombiano Petro: io pronto alle armi
AskaNews
di admin Administrator  
il 05/01/2026

Venezuela, riunito il Consiglio di sicurezza Onu. Il presidente colombiano Petro: io pronto alle armi

Roma, 05 gen. (askanews) – Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha aperto la sessione di emergenza sulla cattura del leader venezuelano Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti. Il Venezuela ha formalmente richiesto la riunione del Consiglio, che comprende come membri permanenti Cina, Francia, Russia, Regno Unito e Stati Uniti. Un portavoce del Segretario generale dell’Onu, António Guterres, aveva dichiarato sabato che le azioni degli Stati Uniti in Venezuela “costituiscono un pericoloso precedente”. A presiedere il Consiglio è l’ambasciatore della Somalia.

“Sono profondamente preoccupata per la possibile intensificazione (del conflitto) e la stabilità della situazione nel Paese, per il potenziale impatto sulla regione e per il precedente che potrebbe creare in merito alle relazioni tra gli Stati”, ha detto il sottosegretario generale delle Nazioni Unite, Rosemary A. DiCarlo, aggiungendo che “le norme del diritto internazionale non sono state rispettate durante l’operazione militare in Venezuela”. “L’attacco contro il leader del Venezuela, aggravato dalla morte di decine di cittadini venezuelani e cubani, agli occhi di molti è diventato il presagio di un ritorno all’era dell’illegalità e del dominio statunitense imposto con la forza del caos e dell’anarchia”, ha detto il rappresentante della Russia, Vassily Nebenzya, intervenendo al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sul Venezuela. “Non esiste e non può esistere alcuna giustificazione per il crimine cinicamente perpetrato dagli Stati Uniti”, ha ribadito il rappresentante russo. “La Cina è profondamente scioccata
e condanna fermamente gli atti unilaterali, illegali e prepotenti degli Stati Uniti”, ha detto il vice rappresentante permanente all’Onu di Pechino, Geng Shuang, durante il Consiglio di sicurezza straordinario sul Venezuela che si sta tenendo a New York. Shuang ha condannato gli Stati Uniti per aver “ignorato le gravi preoccupazioni della comunità internazionale, calpestando impunemente la sovranità, la sicurezza e i legittimi diritti e interessi del Venezuela e violando gravemente i principi di sovranità”. Il viceambasciatore cinese ha anche chiesto “di garantire l’incolumità personale del presidente Maduro e di sua moglie e di rilasciarli immediatamente”.

“Non permetteremo che l’emisfero occidentale venga utilizzato come base operativa per gli avversari, i concorrenti e i rivali della nostra nazione, gli Stati Uniti”, ha detto il rappresentante americano al Consiglio di sicurezza dell’Onu sul Venezuela. Non si può trasformare il Venezuela nel centro operativo dell’Iran, di Hezbollah, delle bande criminali, degli agenti segreti e di altri attori maligni che controllano quel Paese. Non si può continuare ad avere le più grandi riserve energetiche del mondo, sotto il controllo di avversari degli Stati Uniti” ha aggiunto il rappresentante americano. “Il presidente Trump – ha proseguito – ha dato una possibilità alla diplomazia. Ha offerto a Maduro diverse alternative. Ha cercato di allentare la tensione. Maduro si è rifiutato di accettarle”. “Il presidente Trump ha chiarito che il narcotraffico e il terrorismo devono cessare”, ha aggiunto il rappresentante americano, chiarendo che “gli Stati Uniti non esiteranno ad agire per proteggere gli americani dal flagello del narcotraffico, mentre cercano pace, libertà e giustizia per il grande popolo del Venezuela”.

Il Venezuela chiede il rientro immediato e sicuro del presidente venezuelano Nicolas Maduro e di sua moglie in Venezuela, ha dichiarato oggi il Rappresentante Permanente del Paese presso le Nazioni Unite, Samuel Moncada. “Chiediamo che il governo degli Stati Uniti rispetti pienamente l’immunità del presidente Nicolas Maduro e della First Lady Cilia Flores, nonché il loro rilascio immediato e il loro rientro sicuro in Venezuela”, ha dichiarato il diplomatico.

Intanto il presidente colombiano Gustavo Petro – ex militante della guerriglia M-19 – si è detto disposto ad impugnare le armi in difesa del Paese in caso di aggressione, in un messaggio su X diffuso nel contesto delle operazioni militari statunitensi in Venezuela. “Sebbene non sia mai stato un soldato, conosco la guerra e le operazioni clandestine. Ho giurato di non toccare mai più un’arma dopo l’accordo di pace del 1989, ma per il bene del mio Paese riprenderò le armi, armi che non voglio”, ha concluso. Petro ha infine sottolineato la sua politica contro il narcotraffico, sottolineando i sequestri record, l’interruzione della coltivazione di coca e un programma volontario di sostituzione delle colture che copre 30.000 ettari.

La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha ribadito la condanna nei confronti dell’intervento militare statunitense in Venezuela, chiedendo il rispetto del diritto internazionale. “Il Messico riafferma un principio che non è nuovo e non ammette ambiguità: rifiutiamo categoricamente l’intervento negli affari interni di altri Paesi (…), la sovranità e l’autodeterminazione dei popoli non sono né facoltative né negoziabili; sono principi fondamentali del diritto internazionale e devono essere sempre rispettati senza
eccezioni”, ha proseguito. Riferendosi alla storia dell’America Latina, ha sottolineato infine una conclusione “inequivocabile”: “L’intervento non ha mai portato democrazia, non ha mai generato benessere o stabilità duratura”.

[Preoccupazioni per la violazione del diritto internazionale ma anche per l’escalation e la stabilità di tutta la regione. La Russia: cinico crimine degli Usa. Sheinbaum: l’autodeterminazione dei popoli non è negoziabile|PN_20260105_00049|in04 rj01| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/01/20260105_165726_CEE4DEA5.jpg |05/01/2026 16:57:39|Venezuela, riunito il Consiglio di sicurezza Onu. Il presidente colombiano Petro: io pronto alle armi|Venezuela|Estero]