Filiera Italia: bene risultato su Pac, ora testo legale blindato
Roma, 7 gen. (askanews) – “Un risultato fino a pochi giorni fa inimmaginabile, raggiunto solo grazie al lavoro del Governo italiano che ha consentito di ripristinare, anzi aumentare, con una proposta della Commissione al momento sintetizzata in una lettera a firma della Presidente Von Der Leyen, le risorse europee destinate agli agricoltori”. Così in una nota Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia, commenta l’ultima proposta della Commissione Ue sulla Pac post 2027, nella quale si aggiunge un importo di 45 miliardi di euro viene ai 297,3 miliardi di euro direttamente destinati alla PAC, a cui si aggiungono 48,7 miliardi di euro del Fondo rurale, che viene aperto agli agricoltori (inizialmente esclusi), e 6,3 miliardi di euro nei fondi per le crisi. Inoltre, verrebbe concessa maggiore flessibilità agli Stati membri all’interno del loro piano nazionale per la gestione delle crisi. In totale, questo porta fino a 400 miliardi di euro in valori correnti, cioè 13 miliardi in più rispetto all’attuale importo della PAC.
Ora, secondo Scordamaglia, sono tre le priorità da perseguire a livello europeo per consolidare tale risultato. Primo, “trasformare una semplice lettera di impegno in un testo legale blindato ed immodificabile che ci garantisca rispetto ad una Von Der Leyen che ci ha abituati in passato a frequenti giravolte”. In secondo luogo, a questo primo stadio delle negoziazioni del Quadro Finanziario Pluriennale (QFP), nella lettera della Commissione, i 45 miliardi e 48,7 miliardi sono opzioni offerte agli Stati membri per preservare i finanziamenti PAC per i propri agricoltori, e non un obbligo di mobilitare tali risorse.
Nel prosieguo della discussione quindi Filiera Italia chiede si riduca il più possibile questa discrezionalità e si leghino sempre più indissolubilmente questi fondi alla Pac. Infine, bisognerà poi “lavorare per garantire che il quadro generale di performance a cui sono sottoposti i piani nazionali, non si applichi alla PAC, ma che venga definito un quadro agricolo specifico con indicatori anche socio-economici”.
In ogni caso, il risultato raggiunto “fino a pochi giorni fa impensabile” è un risultato “tutto italiano, su una tecnocrazia comunitaria, in passato refrattaria, per ottenere certezze normative e regole applicative che non consentano alla Von der Leyen di riprendersi con una mano quanto dato con l’altra”, prosegue Scordamaglia, che giudica fondamentale anche l’annunciata accettazione da parte della Commissione della richiesta italiana, “avanzata da sempre da Filiera Italia e Coldiretti, di azzerare da subito la tassa all’importazione dei fertilizzanti che sta portando sin dai primi giorni del 2026 ad un’esplosione di tali costi per gli agricoltori”.
