Pizza napoletana, per la Margherita prezzi ancora popolari
AskaNews
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il 16/01/2026

Pizza napoletana, per la Margherita prezzi ancora popolari

Roma, 16 gen. (askanews) – La Pizza Napoletana Margherita, nonostante i rincari, continua ad essere un prodotto popolare sebbene con differenze territoriali che vanno dai 7,66 euro del Nord ai 6,74 di Napoli, passando per i 7,46 del Centro e i 6,72 del Sud Italia. E la presenza delle donne, pur essendo proprietarie nel 38,5% delle attività e responsabili di sala nel 50,5% dei casi, resta ancora una rarità dietro al forno: sono solo il 2%. Sono i risultati emersi dal primo anno della ricerca dell’Osservatorio Socio-Economico della Pizza Napoletana, presentati oggi al Cnr nel corso dell’evento “La Pizza Napoletana in Numeri”. L’incontro ha offerto una prima fotografia dettagliata di un comparto che in Italia vale 15 miliardi di euro l’anno, con più di 50.000 pizzerie, oltre 300.000 addetti e oltre 8 milioni di pizze sfornate ogni giorno.

Dai dati raccolti emerge una chiara geografia del prezzo della Pizza Napoletana Margherita. Il costo medio nazionale è di 7,04 euro ma con differenze territoriali. L’analisi ha permesso di calcolare l’Indice Pizza Napoletana Margherita (IPNM), che misura la variazione percentuale rispetto al prezzo di Napoli: 99,68 al Sud, 110,63 al Centro e, in particolare, 113,70 al Nord. Nonostante gli aumenti record dei costi degli ingredienti, in particolare per la mozzarella e per l’olio, il prezzo della pizza margherita nell’ultimo anno ha registrato soltanto un lievissimo incremento a conferma di un prodotto che rimane un baluardo della cucina democratica. Nello specifico, il prezzo è aumentato da 0,01 a 0,50 euro per il 31,30% degli intervistati, da 0,51 a 1 euro per il 22,90%, da 1,01 a 1,50 euro per l’11,50%, mentre non si rilevano aumenti per il 14,60%. confermando l’accessibilità del prodotto.

L’Osservatorio ha anche dedicato una sezione specifica al ruolo della donna nel comparto pizza. Se la presenza femminile è forte nella proprietà (38,5%) e nella gestione della sala (50,5%), la professione di pizzaiola resta una eccezione (solo il 2%). I dati suggeriscono che la trasmissione del sapere artigianale, all’interno di un contesto ancora prevalentemente familiare (74,3% delle imprese) e maschile, rappresenta una barriera significativa su cui l’Osservatorio sta conducendo un’analisi approfondita.

Lo studio descrive un settore ancora fortemente legato a strutture tradizionali prevalentemente a conduzione familiare, caratterizzate da modelli organizzativi semplici e strategie imprenditoriali poco inclini all’espansione o all’internazionalizzazione: il 57,4% delle attività è una pizzeria “pura”, il 76% ha una sola sede, il 66% è ubicato in centro urbano e impiega in media 14 dipendenti. Solo poco più della metà (54,7%) delle imprese determina il prezzo attraverso un’analisi strutturata dei costi, sottolineando un’area di potenziale sviluppo per le competenze manageriali. Inoltre, la prevalenza di imprese familiari (ben il 74,3%), unite alla forte presenza di singole sedi e alla collocazione centrale nei contesti urbani, conferma che la Pizza Napoletana e’ ancora profondamente radicata in un modello imprenditoriale di tipo artigianale e territoriale.

[Dai 7,66 euro del Nord ai 6,72 del Sud, poche le pizzaiole|PN_20260116_00060|gn00 nv03 sp33| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/01/20260116_135510_1A55E991.jpg |16/01/2026 13:55:26|Pizza napoletana, per la Margherita prezzi ancora popolari|Agroalimentare|Economia, Agrifood]

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