Sul dl Ucraina tanto rumor per poco: la fronda leghista è “mini”
AskaNews
di admin Administrator  
il 17/01/2026

Sul dl Ucraina tanto rumor per poco: la fronda leghista è “mini”

Roma, 17 gen. (askanews) – Quando il gatto (Meloni) va in cantina i topi (leghisti) ballano. Ma in verità neanche troppo, complice anche un’opposizione in cui topi e gatti vanno alle feste insieme.

Il vecchio adagio torna utile per descrivere quanto avvenuto il 15 gennaio quando prima alla Camera e poi al Senato il ministro della Difesa Guido Crosetto ha tenuto le sue comunicazioni sul decreto approvato a ridosso del 31 dicembre per rinnovare il via libera alla fornitura di armi e altre dotazioni all’Ucraina. Un passaggio assai temuto da Palazzo Chigi, visti i noti e continui distinguo nella Lega sul tema.

Il problema è stato risolto con un equilibrismo che avrebbe fatto invidia anche a qualche democristiano della Prima Repubblica. Nella sostanza l’aggettivo “militari” è stato accuratamente nascosto nella risoluzione di maggioranza: sparito dagli impegni, era però presente nelle premesse. In questo modo tutti i partiti potevano “vendersi” la parte che preferivano, cosa che ha permesso anche al Carroccio di restare sostanzialmente allineato alla maggioranza. Ma certo proprio alla Lega si è rivolto Crosetto quando ha tuonato che “qualcuno si vergogna di aiutare Kiev, io ne sono fiero”.

Alla fine i voti a favore della risoluzione del centrodestra, alla Camera, sono stati 186, circa 60 al di sotto dei numeri della maggioranza che sostiene il governo. Tutte assenze più o meno giustificate, salvo due: i leghisti Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, che hanno votato no (mentre Claudio Borghi, al Senato, non ha partecipato al voto). Sasso e Ziello sono “vannacciani” ovvero vicini all’ex generale Roberto Vannacci, oggi eurodeputato e vice segretario della Lega, che incarna l’anima di destra-destra del partito. Un’anima che però, forse, ha più like sui social che numeri reali dato che lo “strappo” ha prodotto due deputati e in piazza uno sparuto gruppetto, meno di dieci persone, del “Team Vannacci Caput Mundi” con uno striscione con la scritta “Basta finanziamenti a Kiev per le armi. Le risorse per i cittadini italiani”. In piazza il generale non c’era ma su Facebook ha scritto: “Questa guerra, all’Italia, non ha portato niente di buono” e “oggi serve un decreto Italia”. Matteo Salvini sospira di sollievo per lo scampato pericolo e nei prossimi giorni incontrerà il suo vice.

Certo è che se il centrodestra ha le sue belle divisioni, poco da dire c’è a proposito del centrosinistra: ognuno si è presentato in Aula con la propria risoluzione, forse avendo letto solo la prima parte della famosa frase del generale prussiano Helmuth von Moltke: “Marciare divisi, colpire uniti”.

Superato questo scoglio, il decreto Ucraina arriverà in Parlamento per la conversione in legge e sarà approvato senza grandi ulteriori patemi d’animo. Del resto non è altro che la “cornice” che permette poi gli stanziamenti concreti di risorse per gli aiuti militari (coperti da segreto) e civili. Ma di questo si occuperà Giorgia Meloni al suo rientro dall’Asia.

La premier ha festeggiato il 15 gennaio i suoi 49 anni a Tokyo, in quella che è la sua missione più lunga da quando è in carica, accompagnata dalla figlia Ginevra, grande appassionata di K-pop (insieme in estate sono state al concerto delle Black Pink a Milano). Tra Oman, Giappone e Corea del Sud, Meloni ha incontrato i leader dei tre Paesi, concedendosi però anche ore per programmi privati e incontri più “pop”, come quello con Tetsuo Hara, creatore di Ken il Guerriero. I rapporti bilaterali e le questioni geopolitiche in un’area strategica sono stati al centro della visita. Dalla settimana prossima Meloni rientra a Roma, alle prese con le “beghe” di ogni giorno, a partire dalle frizioni sul nuovo “pacchetto sicurezza”. Magari pensando, come ha detto a fine anno ai suoi ministri, che “mi rode che vi devo rivedere…”

Di Alberto Ferrarese e Lorenzo Consoli

[Crosetto però attacca: “C’è chi si vergogna di aiutare Kiev, io fiero”|PN_20260117_00055|nl50| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/01/20260117_151856_D9318FDE.jpg |17/01/2026 15:19:03|Sul dl Ucraina tanto rumor per poco: la fronda leghista è “mini”|Ucraina|Politica, Europa Building]

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