Nasce la Fondazione Vecchioni – Insieme, per la salute mentale
Milano, 20 gen. (askanews) – Oggi a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, è stata ufficialmente presentata la Fondazione Vecchioni in ricordo di Arrigo, figlio di Daria Colombo e Roberto Vecchioni.
La Fondazione si basa sulla convinzione che ogni persona abbia diritto a un progetto di vita basato sui propri desideri e potenzialità ma, troppo spesso, chi vive un disagio psichico incontra stigma, solitudine e servizi gravemente carenti.
“Mio figlio Arrigo, un ragazzo innamorato della vita, dopo anni di lotta contro la malattia è morto suicida. Oggi 1 adolescente su 7 al mondo, tra i 10 e i 19 anni, convive con la malattia mentale (fonti OMS).
Come famiglia, abbiamo patito un sistema inadeguato che ci ha fatto sentire soli e senza strumenti. La Fondazione Vecchioni nasce per trasformare il dolore in impegno condiviso’ – Daria Colombo, Presidente della Fondazione Vecchioni.
La presentazione ufficiale si è svolta alla presenza del Sindaco di Milano Giuseppe Sala e dell’Assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano Lamberto Bertolè.
‘Con la Fondazione Vecchioni, in ricordo del figlio Arrigo, Daria Colombo e Roberto Vecchioni si sono posti due nobili obiettivi: da un lato quello di aiutare chi soffre di una fragilità psicologica e psichica a vincere la vergogna di essere affetto da un male che non si vede ma c’è e logora dentro, e dall’altro di far sentire meno sole le famiglie di tanti ragazzi e ragazze che vivono questa quotidiana e silenziosa battaglia – commenta il sindaco di Milano Giuseppe Sala -. Per aiutare davvero chi soffre di disagio mentale, bisogna agire sul fronte della sensibilizzazione e dell’intervento; si devono far conoscere le iniziative messe in campo da tante associazioni e fondazioni che se ne occupano, così come promuovere specifiche azioni in ambito istituzionale, come sta facendo il Comune di Milano. Penso, ad esempio, alle iniziative di Milano4MentalHealth, ai progetti di sostegno di cittadini con disturbi mentali che stiamo realizzando in collaborazione con Enti del Terzo Settore, così come ai nuovi spazi WeMi Scuola aperti per intercettare i bisogni e il disagio dei nostri adolescenti prima che sfoci in emergenza. Il problema è che la salute mentale è ancora un tema tabù per la nostra società: occorre stimolare un reale cambiamento culturale, è necessario rompere questa cortina di silenzio. E sono sicuro che la Fondazione Vecchioni darà un importante contributo a un nuovo modo di approcciarsi alla malattia mentale’.
“La Fondazione Vecchioni – dichiara l’assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolé – costruisce un’importante occasione di attenzione verso la salute mentale, un argomento spesso considerato di serie B, ma che dovrebbe invece rappresentare una priorità del sistema sanitario in un Paese civile. Favorire l’accesso tempestivo alle risposte adeguate è un imperativo che va di pari passo con l’accompagnamento delle famiglie che vivono una situazione critica e che non vanno lasciate sole e disorientate. Milano è in prima fila in questa battaglia con tanti progetti e investimenti che non possono che riguardare anche la lotta allo stigma, che ancora oggi prospera in alcuni contesti in cui si fa fatica ad accettare che ‘non c’è salute senza salute mentale’. Un lavoro che deve essere corale e coinvolgere la cittadinanza, il tessuto sociale, le istituzioni, il terzo settore e le autorità sanitarie”.
Erano inoltre presenti alla conferenza stampa la Presidente della Fondazione Daria Colombo e suo marito Roberto Vecchioni, mamma e papà di Arrigo, la sorella Francesca, Vicepresidente e già Presidente della Fondazione Diversity, la cugina Anna Benini, lo zio Giovanni Colombo, Arnoldo Mosca Mondadori e Bruna Coscia, che costituiscono il gruppo fondatore insieme ad altri amici di famiglia. Presenti anche il Prof. Antonino Minervino, Presidente della Società Italiana di Medicina Psicosomatica (S.I.M.P.), il Dott. Silvio D’Alessandro, medico chirurgo specialista in psichiatria, già resp. di servizi territoriali in Umbria, la Dott.ssa Filomena Rosiello, psicologa, psicoterapeuta e psicoanalista Arpa e IAAP, la Dott.ssa Anna Benini, psicologa organizzativa del Lavoro e Founder of LIANE CARE, membri del costituendo comitato scientifico che guiderà le scelte più tecniche del quale fa parte anche il Prof. Maurizio Pompili, docente presso la Sapienza Università di Roma e uno dei massimi esperti internazionali nell’ambito del suicidio.
Missione principale della Fondazione è combattere lo stigma nei confronti della malattia mentale attraverso eventi musicali, campagne, incontri nelle scuole, conferenze e altri mezzi di comunicazione rivolti soprattutto ad un pubblico giovane.
La Fondazione si attiverà per contribuire a modificare la cultura di questo Paese, combattendo gli stereotipi sulle persone che vivono la malattia mentale, dove lo stigma agisce relegandole ai margini di una società incapace di includerle realmente.
“La Fondazione si propone di innestare salute nei percorsi di cura della salute mentale. La prima montagna da scalare è quella dello Stigma. Il pregiudizio verso tutto ciò che può rappresentare il diverso, l’inatteso, lo sconosciuto, il doloroso, il disturbante l’ordine precostituito rappresenta una caratteristica che accompagna l’uomo, affine alla stupidità. Due caratteristiche della natura umana, affrontabili e contenibili nella loro azione dannosa attraverso la consapevolezza e la conoscenza grazie ad un radicale azione culturale.
Nei confronti della malattia mentale lo Stigma produce un’azione negativa che incide pesantemente sull’accesso alle cure, sulla richiesta di aiuto, sull’azione solidale, sulla dignità di chi porta sofferenza che deriva da un disagio psicologico, da una sofferenza mentale, da una patologia psichica e delle loro famiglie. Ne risentono pesantemente i trattamenti farmacologici, le terapie psicologiche, gli interventi psicosociali, i percorsi riabilitativi” – afferma il Prof. Antonino Minervino, Presidente della Società Italiana di Medicina Psicosomatica (S.I.M.P.).
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità la seconda causa di morte tra i 15 e i 29 anni, dopo gli incidenti stradali, è il suicidio e il 10% di questo 20% richiede un trattamento intensivo.
“Il suicidio, in quanto fenomeno multifattoriale, rappresenta una rilevante e complessa problematica di salute pubblica. La prevenzione richiede un impegno continuo volto ad aumentare la consapevolezza delle possibilità di aiuto, a riconoscere precocemente i segnali di allarme, a prestare attenzione ai gruppi a rischio e ad attivare interventi tempestivi quando il rischio emerge.
Le evidenze scientifiche indicano come elemento comune del rischio suicidario il dolore mentale intenso e percepito come insopportabile. Quando tale sofferenza supera la soglia di tollerabilità individuale, il suicidio può apparire, nella percezione della persona, l’unica via per porre fine al dolore. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, le persone non desiderano morire, ma vivere, ammesso che la sofferenza sia alleviata.
L’informazione e la formazione su questi aspetti sono strumenti fondamentali per rafforzare una prevenzione efficace e responsabile del suicidio e per provvedere a interventi empatici e fondati sulla specificità del fenomeno” – dichiara il Prof. Maurizio Pompili, docente presso la Sapienza Università di Roma e uno dei massimi esperti internazionali nell’ambito del suicidio.
Nell’Unione Europea più di 11 milioni di persone soffrono di disturbi mentali e il 13% sono giovani, bambine e bambini. Già prima del 2021 si registrava un incremento di minori con disturbi neuropsichiatrici: ansia, depressione, disturbi dell’umore, comportamenti autolesivi, disturbi del comportamento alimentare e del sonno, abuso di alcol e sostanze e ritiro sociale. Dopo il Covid c’è stato un incremento dell’intento suicidario del 147%. In Lombardia si è registrato un picco del 15,25% di disturbi neuropsichiatrici, tutte fragilità legate alla rarefazione dei legami sociali, all’incremento dell’uso dei social e a stili di vita scorretti, costituendo un vero e proprio allarme sociale.
“Proprio per questo – sottolinea Daria Colombo – c’è la necessità di una società realmente inclusiva ed è essenziale abbattere lo stigma perché, se noi non insegniamo loro che non c’è nulla da vergognarsi a chiedere aiuto, anche di questo, i ragazzi e le ragazze, credetemi, muoiono. Inoltre, è necessario aumentare i presidi territoriali che sono assolutamente insufficienti. C’è bisogno di interventi psicoterapeutici puntuali, di un numero maggiore di strutture che sappiano come accogliere le persone che vivono il disagio. Ci vuole molto più personale sanitario e naturalmente ci vogliono più medici preparati e appassionati che riconoscano quelle che sono delle vere e proprie malattie. Medici che le sappiano curare nel modo adeguato, sperando che trovino la cura giusta in tempo”.
La Fondazione si propone inoltre di dare un supporto alle famiglie dove vive una persona con una malattia psichiatrica, attraverso l’ascolto e strumenti concreti per affrontare la quotidianità. Non opererà come uno sportello, ma si attiverà stringendo partenariati di fiducia con fondazioni di grandissima esperienza (come iSemprevivi Onlus, la Fondazione Progetto Itaca ETS e la Fondazione Duedime), che si occupano di chi vive il disagio mentale o dei loro familiari e di prevenzione, sostenendole là dove necessario o realizzando azioni condivise.
Il primo progetto in cantiere è legato alla musica e alla virtuosa sinergia con Radio Italia e il Comune di Milano attraverso l’evento Radio Italia Live – il concerto in programma il 15 maggio in Piazza Duomo a Milano
“Ringraziamo Radio Italia che ci offre un palcoscenico di così grande popolarità per urlare che la malattia mentale è una malattia come un’altra e che nessuno se ne deve vergognare. Siamo conviti che questa sarà un’operazione di grande efficacia nella lotta allo stigma” – Roberto Vecchioni.
