Accordo Mercosur, la Commissione può decidere l’attuazione provvisoria
Roma, 24 gen. (askanews) – La Commissione europea ha il potere di mettere in applicazione provvisoriamente l’Accordo commerciale interinale con il Mercosur (“Interim Trade Agreement”, Ita), anche prima che il Parlamento europeo proceda alla sua ratifica. Ma non è ancora il momento di adottare questa decisione, che dipende dall’approvazione finale dell’Accordo da parte di almeno uno dei paesi del Mercosur. Lo ha spiegato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, durante la conferenza stampa conclusiva del vertice Ue straordinario del 22 gennaio.
La questione, tuttavia, è complicata dal fatto che la Commissione si era impegnata con il Parlamento europeo ad attendere la sua ratifica prima di procedere all’attuazione dell’Accordo interinale. Un impegno che era stato preso prima dell’approvazione a sorpresa, il 21 gennaio da parte della plenaria di Strasburgo, con una maggioranza di soli 10 voti in più rispetto ai contrari, di una risoluzione che rinvia il testo dell’Accordo alla Corte europea di Giustizia affinché esprima un parere sulla sua compatibilità con i Trattati Ue. Il parere della Corte potrebbe richiedere tra i 18 mesi e i due anni, un tempo lunghissimo in cui il Parlamento europeo non potrà procedere alla ratifica.
Secondo quanto rivelato da Euractiv, la direttrice generale della direzione per il Commercio della Commissione (Dg Trade), Sabine Weyand, aveva inviato la settimana precedente la sessione plenaria di Strasburgo una lettera al presidente della commissione europarlamentare per il Commercio internazionale, Bernd Lange, in cui dava assicurazioni sul fatto che l’Esecutivo comunitario non aveva intenzione di procedere all’applicazione provvisoria dell’Accordo interinale prima del consenso del Parlamento europeo, nonostante questa possibilità fosse esplicitamente prevista nel mandato del Consiglio Ue.
La richiesta del parere della Corte europea di Giustizia sembra ora rimettere in discussione questo impegno, che era stato preso quando la ratifica del Parlamento europeo era attesa entro poche settimane. La Commissione potrebbe sentirsi ora non più legata a quella promessa, viste anche le gravi conseguenza geopolitiche che un ulteriore ritardo di oltre un anno nell’applicazione dell’Accordo potrebbe avere, in particolare sulla percezione dei paesi del Mercosur, la cui pazienza è stata già messa a dura prova in questi anni, e dopo l’ultimo rinvio, a dicembre, della firma da parte dell’Unione europea, che finalmente c’è stata il 17 gennaio in Paraguay.
“Il Consiglio Ue – ha spiegato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa durante la conferenza stampa al termine del vertice straordinario del 22 gennaio – ha già deciso la scorsa settimana non solo di autorizzare la Commissione a firmare l’Accordo col Mercosur, ma anche di procedere all’applicazione provvisoria dell’Accordo. Questa è la posizione del Consiglio, e invito la Commissione a utilizzare questa decisione del Consiglio e ad attuare l’applicazione provvisoria dell’accordo Mercosur”.
“Per quanto riguarda il Mercosur – ha aggiunto Ursula von der Leyen -, in effetti, la questione dell’applicazione provvisoria è stata sollevata da diversi leader” durante la discussione al vertice Ue straordinario. “C’è un chiaro interesse a garantire che i benefici di questo importante accordo si applichino il più presto possibile”.
La presidente della Commissione ha poi precisato: “Non abbiamo ancora preso una decisione”. E ha aggiunto: “Qual è la procedura? Una decisione sarà necessaria solo quando uno o più paesi del Mercosur avranno completato le loro procedure, e saranno sostanzialmente pronti. Quindi, in breve, noi saremo pronti quando loro saranno pronti”, ha concluso.
E’ un’affermazione volutamente ambigua. In sostanza, dopo il messaggio mirato a non irritare il Parlamento europeo (“Non abbiamo ancora preso una decisione”), von der Leyen ha fatto capire che la questione comunque si porrà dopo la prima ratifica di un paese del Mercosur, che probabilmente arriverà in un tempo molto più breve dei 18 mesi previsti, al più presto, per il parere della Corte di Giustizia, a cui seguirà poi il voto di ratifica del Parlamento europeo.
Ma quanto è probabile che la Corte europea certifichi effettivamente la compatibilità con i Trattati Ue dell’Accordo, e del modo in cui la Commissione ha attuato il mandato conferitole dal Consiglio Ue nel concluderlo? Lo abbiamo chiesto a una fonte qualificata della stessa Commissione, che ci ha risposto senza esitazioni: “Al 100%”.
La risoluzione del Parlamento europeo mette in discussione sostanzialmente due punti. Innanzitutto, la competenza comunitaria esclusiva dell’Accordo interinale col Mercosur, con tutto quello che ne consegue: in particolare la ratifica affidata al solo Parlamento europeo e al Consiglio Ue, senza che si pronuncino i parlamenti nazionali degli Stati membri, e il potere attribuito alla Commissione di procedere all’applicazione provvisoria sulla base del solo mandato (a maggioranza qualificata) da parte del Consiglio Ue.
In questo quadro, l’Accordo interinale potrà essere applicato fino a quando non saranno completate tutte le ratifiche nazionali dell’altro Accordo con il Mercosur, quello di partenariato (“EU-Mercosur Partnership Agreement”, Empa), che va ben oltre il commercio e riguarda anche, ad esempio, gli investimenti e gli appalti pubblici, ed è perciò sottoposto a competenza mista, comunitaria e nazionale. Una volta ratificato da tutti gli Stati membri, l’Empa dovrebbe sostituire l’Ita. A meno che alla fine non sia bocciato dal Parlamento europeo, l’Accordo interinale potrà continuare ad applicarsi indefinitamente fino a quando non ci sarà stata, se mai ci sarà, l’ultima ratifica nazionale. E’ un processo analogo a quello che va avanti da anni per un altro accordo di libero scambio, quello dell’Ue con il Canada (Ceta), entrato in vigore in via provvisoria il 21 settembre 2017, e che è stato ratificato finora solo da 17 Stati membri.
Il secondo punto su cui il Parlamento europeo ha chiesto il parere della Corte di Giustizia riguarda il “meccanismo di riequilibrio” (“Non-violation complaint mechanism”), una clausola dell’Accordo col Mercosur che prevede la possibilità che una delle due parti possa ricorrere a un arbitrato per contestare gli effetti negativi sul commercio di una nuova misura adottata dalla controparte. In sostanza, la parte ricorrente, nel caso in cui l’arbitrato abbia esito positivo, può chiedere delle compensazioni per gli effetti negativi subiti, e comprovati, sui propri scambi commerciali. Gli eurodeputati promotori della richiesta del parere alla Corte Ue vedono in questa clausola il rischio che i paesi del Mercosur possano bloccare o far annullare, ad esempio, delle nuove norme ambientali o fitosanitarie europee, limitando così la sovranità normativa dell’Ue.
La Commissione aveva risposto puntualmente a questi rilievi, ricordando che i “meccanismi di riequilibrio” non sono affatto una novità, ma sono già previsti e codificati dall’Organizzazione mondiale del Commercio (Wto). Inoltre, c’è anche un precedente per l’Ue, con una clausola simile inclusa nell’Accordo commerciale interinale con il Cile, firmato il 13 dicembre 2023 ed entrato in vigore il primo febbraio 2025. La Commissione aveva infine puntualizzato che questo meccanismo non comporta affatto un obbligo di ritirare le misure eventualmente contestate, e che quindi non c’è il rischio di limitare l’autonomia normativa dell’Ue.
Di Lorenzo Consoli e Alberto Ferrarese
