Dazi, contromisure Ue saranno sospese. Ma Europarlamento è pronto a ratifica?
AskaNews
di admin Administrator  
il 24/01/2026

Dazi, contromisure Ue saranno sospese. Ma Europarlamento è pronto a ratifica?

Roma, 24 gen. (askanews) – La Commissione europea dovrà prendere in tempi brevi una decisione importante riguardo all’accordo sui dazi con gli Stati Uniti, per il quale ha già il mandato della maggioranza qualificata degli Stati membri; ma è una decisione che potrebbe metterla in rotta di collisione con una parte rilevante, e forse maggioritaria, del Parlamento europeo.

Dopo le forti tensioni create dalle minacce di Trump, poi ritirate, sui nuovi dazi punitivi nei confronti dei paesi europei più schierati a sostegno della Groenlandia, contro le pretese del presidente americano di annetterla agli Stati Uniti a qualunque costo, il Parlamento europeo aveva deciso di sospendere il processo di ratifica dell’accordo Ue-Usa raggiunto l’estate scorsa a Turnberry, in Scozia. L’accordo (formalizzato com una ‘Dichiarazione congiunta’) prevede, asimmetricamente, dazi generalizzati al 15% per gran parte delle esportazioni europee negli Stati Uniti (con una riduzione rispetto al 25% imposto precedentemente dallo stesso Trump) e l’azzeramento dei dazi sulle importazioni dei prodotti industriali americani nell’Ue. Una soluzione sfavorevole che la Commissione aveva accettato ‘obtorto collo’ per limitare i danni, ma che la minaccia dei nuovi dazi di Trump aveva rimesso in questione.

Oltre alla sospensione della ratifica parlamentare, l’Ue aveva la possibilità di non prorogare la sospensione temporanea, con scadenza al 7 febbraio, delle contromisure approntate precedentemente all’accordo (i ‘contro-dazi’ su una lista di prodotti americani per un valore di 93 miliardi di euro), facendole così entrare in vigore ‘automaticamente’. Inoltre, c’era sempre a disposizione il cosiddetto ‘bazooka’, lo Strumento anti coercizione economica che l’Unione non ha ancora mai usato, ma che consentirebbe di limitare o bloccare non solo le importazioni, ma anche gli investimenti, i servizi e la partecipazione agli appalti da parte delle imprese americane in Europa. Una possibilità che era stata evocata in particolare dalla Francia, e che ‘resta sul tavolo’ con il suo valore deterrente, come i portavoce della Commissione hanno ripetuto nei giorni scorsi, ma che non si è comunque neanche cominciato ad attivare.

Dopo la marcia indietro di Trump sui nuovi dazi punitivi, anche i contro-dazi europei (‘rebalancing measures’) verranno rimessi nel cassetto. E’ una decisione, imminente, che spetta alla Commissione, e che prolungherà per altri sei mesi la sospensione delle misure. ‘Questa settimana – ha ricordato venerdì 23 gennaio il portavoce per il Commercio della Commissione europea, Olof Gill – ha dimostrato che l’Ue è pienamente pronta ad agire quando necessario. Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo attraverso mezzi diplomatici e politici, che saranno sempre la nostra preferenza, piuttosto che intraprendere una spirale di misure e contromisure che aiuterebbero solo gli avversari che vogliamo tenere fuori dal nostro panorama strategico. Quindi, con la rimozione della minaccia dei nuovi dazi da parte degli Stati Uniti, possiamo ora tornare all’importante compito di attuare la Dichiarazione congiunta Ue-Usa’. ‘La Presidente von der Leyen – ha continuato il portavoce – è stata molto chiara quando ha affermato (nella conferenza stampa al termine del Consiglio europeo informale di giovedì 22 gennaio, ndr) che un accordo è un accordo; la Dichiarazione congiunta è il nostro accordo, e questa rimane la nostra tabella di marcia per creare le condizioni stabili e prevedibili necessarie per il commercio transatlantico’. ‘Quindi, quello che succederà – ha annunciato Gill – è che la Commissione presenterà presto una proposta per rinnovare la sospensione delle nostre contromisure, che scadrà il 7 febbraio. Mi risulta che si tratterà dello stesso periodo della precedente sospensione, ovvero sei mesi. E giusto per essere chiari: le contromisure – ha puntualizzato il portavoce – rimarranno quindi sospese, ma se dovessimo averne bisogno in qualsiasi momento futuro, la sospensione potrà essere revocata’. ‘Ripeto ancora una volta – ha aggiunto Gill – ciò che ha detto la presidente: un accordo è un accordo. Un accordo richiede che entrambe le parti lo portino avanti. Quindi, ciò che deve accadere ora è che gli impegni enunciati nella Dichiarazione congiunta Ue-Usa siano attuati da entrambe le parti. In quest’ottica, ora che la stabilità è stata ripristinata, la Commissione si aspetta semplicemente che il Parlamento europeo continui il suo lavoro democratico sugli elementi dell’accordo attualmente in discussione. Niente di più, niente di meno’.

La domanda ora è: il Parlamento europeo riprenderà sollecitamente il processo di ratifica dell’accordo Ue-Usa sui dazi? A margine del vertice Ue straordinario di giovedì 22 gennaio, la presidente dell’Assemblea, Roberta Metsola, ha lasciato intendere che questa è l’intenzione: ora, ha osservato parlando alla stampa, ‘possiamo continuare le nostre discussioni interne sull’accordo commerciale Ue-Usa, che era stato sospeso in attesa dell’imminente minaccia sui nuovi dazi; quindi porterò avanti il processo insieme ai miei colleghi per procedere’ alla ratifica dell’accordo.

Ma questo non appare affatto così semplice, e Metsola sembra aver espresso più la posizione del proprio gruppo politico, il Ppe, che quella della maggioranza del Parlamento europeo. Perplessità sul fatto che non ci siano più ostacoli alla ratifica già sono state espresse, secondo rapporti della stampa europea, sia dal socialdemocratico tedesco Bernd Lange, presidente della commissione europarlamentare competente per il Commercio internazionale, che da fonti del gruppo liberale Renew.

Una prima risposta nettamente negativa è poi arrivata, venerdì 23 gennaio, dai Socialisti e Democratici (S&D), il secondo gruppo dell’Assemblea. ‘L’Europa – si legge in un comunicato del gruppo – non deve cadere nella trappola commerciale di Trump: questo è il messaggio lanciato oggi dai Socialisti e Democratici, che sottolineano che unità, chiarezza strategica e rispetto istituzionale saranno necessari per sbloccare l’accordo commerciale Ue-Usa al Parlamento europeo’. ‘All’inizio di questa settimana, sulla scia della minaccia del presidente Trump di prendere il controllo della Groenlandia e imporre dazi ai paesi dell’Ue – ricorda il comunicato -, la presidente del gruppo S&D Iratxe García ha guidato le richieste di sospensione dell’accordo commerciale Ue-Usa e di attivazione dello Strumento anti coercizione’. Ora ‘l’amministrazione statunitense ha ritirato la sua minaccia, ma permangono enormi incertezze sulla prossima mossa del presidente Trump’.

La nota riporta una dichiarazione della stessa Iratxe García, secondo cui ‘nell’attuale contesto politico, caratterizzato da annunci in rapida evoluzione da parte del presidente Trump, dobbiamo agire con cautela per preservare la nostra sovranità e proteggere gli interessi dei nostri cittadini. Il Parlamento dovrebbe esercitare pienamente i suoi poteri e, proprio per questo motivo, astenersi dall’adottare misure affrettate senza un’adeguata riflessione’. ‘Dopo l’annuncio di Davos del segretario generale della Nato Mark Rutte e del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, le parole non bastano. E’ necessario che il presunto ‘accordo quadro” riguardo alla Groenlandia ‘sia messo per iscritto, per valutare se i negoziati commerciali Ue-Usa possano essere ripresi’, sottolinea la capogruppo S&D. ‘Qualsiasi decisione di congelare o riattivare i negoziati sull’accordo commerciale Ue-Usa deve essere presa sulla base di un ampio consenso all’interno dei gruppi politici’. La presidente Roberta Metsola, puntualizza Iratxe García, ‘rappresenta la voce dell’intero Parlamento, non solo quella del Ppe, né della Commissione europea, né del Consiglio Ue. Qualsiasi mossa unilaterale su una questione così delicata minerebbe l’equilibrio delle nostre istituzioni e il mandato democratico di quest’Aula’.

Nella stessa nota, la vicepresidente socialista della commissione europarlamentare per il Commercio internazionale, Kathleen van Brempt, afferma senza mezzi termini: ‘Un voto rapido sull’accordo di Turnberry non è sul tavolo. Una decisione del genere richiede una maggioranza democratica al Parlamento europeo. Ci sono ancora diversi ostacoli da superare, sia per quanto riguarda l’accordo stesso che per le sfide più ampie poste da Trump II. Non spetta alla presidente del Parlamento europeo decidere la tempistica’.

La discussione su come procedere riprenderà lunedì 26 gennaio nella commissione Commercio internazionale.

Di Lorenzo Consoli e Alberto Ferrarese

[Commissione dovrà decidere in tempi brevi|PN_20260124_00031|nl50| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/01/20260124_143014_A5D1E859.jpg |24/01/2026 14:30:27|Dazi, contromisure Ue saranno sospese. Ma Europarlamento è pronto a ratifica?|Dazi|Politica, Europa Building]

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