M.O, Pizzaballa: Terra Santa non è problema da risolvere, ma una fonte
Milano, 24 gen. (askanews) – “La Terra Santa non è solo un luogo da sostenere, tantomeno un problema da risolvere: è una fonte. La Chiesa di Gerusalemme non è una Chiesa “povera” solo nei mezzi, è ricca di una memoria vivente del Vangelo”. Lo afferma il patriarca di Gerusalemme, Cardinale Pierbattista Pizzaballa, in un’intervista a cura di François Vayne pubblicata sul sito del Gran Magistero dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro.
“Favorire questo cambiamento di prospettiva – spiega Pizzaballa – suppone innanzitutto l’ascolto: ascoltare le comunità locali, i loro racconti, le loro ferite, la loro speranza. Bisogna passare da una logica di progetto a una logica di comunione”.
Secondo il patriarca di Gerusalemme, “la fine della guerra non segnerebbe comunque la fine delle ostilità e del dolore che esse causeranno. Dal cuore di molti continuerà ancora ad uscire desiderio di vendetta e di ira”.
“Il male che sembra governare il cuore di molti, non cesserà la sua attività, ma sarà sempre all’opera, direi anche creativo. Per molto tempo ancora avremo a che fare con le conseguenze causate da questa guerra sulla vita delle persone. Ma proprio in questo contesto, credere nella pace significa non servire il potere del male, ma continuare a fare crescere il seme del Regno di Dio, cioè a porre un seme di vita nel mondo”, sottolinea ancora Pizzaballa.
“In questo nostro contesto di morte e distruzione, vogliamo continuare ad avere fiducia, ad allearci con le tante persone che qui hanno ancora il coraggio di desiderare il bene, e creare con essi contesti di guarigione e di vita – spiega il il patriarca di Gerusalemme -. Il male continuerà ad esprimersi, ma noi saremo il luogo, la presenza che il male non può vincere: seme di vita, appunto”.
