Auto, Unrae: Italia ultima fra principali mercati Ue nelle ricaricabili
Milano, 27 gen. (askanews) – Il mercato europeo delle autovetture archivia il 2025 con un bilancio leggermente positivo, registrando 13,2 milioni di immatricolazioni (+2,4%), ma rimane ancora al di sotto del 16% rispetto ai livelli pre-pandemia del 2019. Lo rileva Unrae. A dicembre la crescita è del 7,6% a 1,1 milioni.
Nel mese di dicembre, la Germania evidenzia una crescita del 9,7%, il Regno Unito del 3,9%, l’Italia del 2,3%, mentre la Spagna perde il 2,2% e la Francia il 5,8%. Nell’intero anno, la Spagna guida la classifica della crescita fra i Major Market, con un +12,9%, segue a distanza il Regno Unito con un +3,5% e la Germania registra un modesto +1,4%, mentre Italia e Francia chiudono in negativo con un calo rispettivamente del 2,1% e del 5%. Sia a dicembre che nell’intero 2025, l’Italia mantiene la quarta posizione fra i 31 mercati europei.
Anche a dicembre, nonostante la spinta degli incentivi Mase sulle vetture elettriche pure (Bev), l’Italia si posiziona all’ultimo posto tra i Major Market per penetrazione di vetture ricaricabili (Ecv), con una quota complessiva del 20,3%: 11,2% per le Bev e 9,1% per le Phev. Complessivamente in Europa le Esv rappresentano il 36,8% di quota: Bev al 26,3% (+7,5 p.p.) e Phev al 10,5% (+2,2 p.p.). Guardando l’intero 2025, lo scenario non cambia: l’Italia mantiene l’ultima posizione tra i cinque mercati principali con una quota Ecv del 12,6% (Bev 6,2% e Phev 6,4%). A guidare la classifica è il Regno Unito con le Ecv al 34,5% (Bev 23,4%) seguita dalla Germania al 30% (Bev 19,1%).A livello europeo, le Ecv coprono il 29,1% del mercato: Bev al 19,5% (+4,1 p.p.) e Phev al 9,6% (+2,2 p.p.).
Lo scorso 16 dicembre, la Commissione europea ha presentato l’atteso “Pacchetto automotive”. Tra le misure proposte dalla Commissione, Unrae, pone particolare attenzione al tema delle flotte aziendali: la proposta prevede che gli Stati membri garantiscano, a partire dal 2030, che una quota minima delle nuove immatricolazioni di veicoli delle grandi imprese sia costituita da veicoli a zero o basse emissioni, con obiettivi specifici per i veicoli a emissioni zero.
“Obiettivi così ambiziosi sono raggiungibili e sostenibili per l’Italia solo a patto di rivedere la fiscalità per le aziende clienti in chiave green”, dichiara Andrea Cardinali, direttore generale di Unrae. Da anni Unrae sottolinea che un elemento fondamentale per favorire la mobilità a zero emissioni è la revisione in chiave verde del trattamento fiscale delle auto aziendali, attraverso interventi che prevedano l’aumento di detraibilità dell’Iva e deducibilità dei costi, oltre alla riduzione del periodo di ammortamento. Per approfondire questi temi e individuare soluzioni concrete, Unrae auspica fortemente l’apertura di un tavolo di confronto interministeriale.
