Europarlamento dà primo via libera a deregolamentazione nuovi Ogm
Bruxelles, 28 gen. (askanews) – Con 59 voti a favore, 24 contrari e due astenuti, la commissione Ambiente del Parlamento europeo ha dato il suo via libera, oggi a Bruxelles, al testo di compromesso negoziato nel “trilogo” con il Consiglio Ue e la Commissione europea sulla proposta di regolamento relativa alla nuova generazione di piante geneticamente modificate usando le “nuove tecniche genomiche” (Ngt).
Perché il nuovo regolamento sia adottato, dovrà ora essere approvato definitivamente dalla plenaria del Parlamento europeo e dal Consiglio. Rispetto alla normativa Ue esistente sugli Ogm, il testo comporta una sostanziale deregolamentazione di larga parte delle piante Ngt, quando sono ottenute con un numero limitato di modifiche genetiche (sostituzione o inserzione di non più di 20 nucleotidi). In questo caso, verranno classificate come “Ngt1”, e sottratte agli obblighi di tracciabilità ed etichettatura e alla condizione preliminare della valutazione dei rischi da parte dell’Efsa, l’Autorità Ue per la sicurezza alimentare, che sono previsti nelle attuali procedure di autorizzazione. Per le piante Ngt2, modificate con l’inserimento o la sostituzione di più di 20 nucleotidi, resterà invece invariata l’applicazione delle attuali norme sugli Ogm.
Le Ngt sono ottenute in laboratorio con modificazioni genetiche di precisione, più “mirate” grazie alla genomica e a una nuova “forbice molecolare” del Dna (chiamata Crispr/Cas), con mutazioni indotte con agenti chimici, raggi X o ultravioletti (Mutagenesi), e/o con l’inserimento di tratti genetici della stessa specie o sessualmente compatibili (Cisgenesi), e non provenienti da specie diverse come in quasi tutti gli Ogm tradizionali (Transgensi).
In Italia, lo spin nella comunicazione delle organizzazioni agricole e del governo ripete sempre che “non si tratta di Ogm”, tanto che le Ngt sono state ribattezzate Tea (“Tecniche di evoluzione assistita”), per eliminare del tutto il riferimento alla genetica e lo “stigma” legato alle piante transgeniche. Ma in realtà si tratta comunque di organismi modificati geneticamente, come si legge nell’articolo 3 (2) del regolamento in questione: “Pianta ‘Ngt’ significa una pianta geneticamente modificata mediante mutagenesi mirata o cisgenesi, o una combinazione delle due”, a condizione che non contenga alcun materiale genetico esterno.

