Milano, l’intelligenza artificiale entra in Accademia
Milano, 28 gen. (askanews) – Nel cuore della Grande Brera, l’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere ospita a partire dal 29 gennaio alle 15 il ciclo di incontri “Generare e comunicare conoscenza: una circolarità inesauribile, tra genio dell’uomo e intelligenza artificiale”. Un appuntamento che prova a rimettere al centro una domanda antica, resa urgente dalle tecnologie digitali: come nasce il sapere e come cambia quando entra in gioco l’intelligenza artificiale generativa.
Il ciclo guarda all’attualità e alle sue ricadute concrete. I nuovi strumenti di IA stanno modificando il modo in cui produciamo e diffondiamo conoscenza, con effetti sull’uso della lingua e delle immagini, sulle dinamiche geopolitiche ed economiche, sulla medicina, sulla giustizia e sulla lettura della storia. Comprendere i meccanismi di produzione del sapere diventa essenziale anche per riconoscerne le distorsioni, in un ecosistema informativo che chiede nuove chiavi di lettura.
Il primo focus riguarda la sanità. Riccardo Bellazzi, professore ordinario all’Università di Pavia, affronta il tema dell’equità nell’accesso alle diagnosi e alle cure. L’IA può accelerare e affinare i percorsi diagnostici, supportare il triage dei pazienti, affiancare i medici nella scelta terapeutica, contribuire alla formazione e all’educazione sanitaria. Accanto alle opportunità emergono criticità che richiedono governo e pianificazione: qualità dei dati, validazione clinica degli strumenti, tutela dei dati personali e responsabilità nei processi decisionali.
Il secondo asse entra nel territorio delle neuroscienze. Egidio D’Angelo, direttore del Digital Neuroscience Centre dell’IRCCS Mondino di Pavia, presenta il tema dei gemelli digitali del cervello. Repliche computazionali capaci di simulare le dinamiche cerebrali attraverso modelli generativi, utili a decodificare segnali neurofisiologici, comprendere i meccanismi delle patologie e sostenere una medicina sempre più personalizzata e di precisione. In un contesto dominato dall’abbondanza di dati, il valore dei modelli interpretativi resta centrale per trasformare l’informazione in conoscenza.
Il terzo nodo riguarda l’autonomia delle macchine. Carlo Ghezzi, professore emerito del Politecnico di Milano, analizza l’impatto dell’IA generativa come cambio di paradigma nello sviluppo delle tecnologie digitali, dove i sistemi apprendono ed evolvono in modo sempre più autonomo. Il tema centrale diventa allora quello della responsabilità, chiamata a ridefinirsi di fronte all’autonomia crescente delle macchine. Una questione che investe progettisti, istituzioni e cittadini, chiamati a definire regole e competenze adeguate agli scenari che si aprono.
Il ciclo di incontri dell’Istituto Lombardo si inserisce così in una riflessione più ampia sul rapporto tra sapere, tecnologia e società. Milano e la Lombardia portano in Accademia competenze scientifiche, mediche e tecnologiche che dialogano tra loro, con l’obiettivo di leggere il presente senza scorciatoie e di interrogare il futuro con strumenti critici.

