Proposta Vini chiude 2025 con +1% e apre 2026 con 54 nuove aziende
Milano, 28 gen. (askanews) – Proposta Vini apre il 2026 con 54 nuove aziende in catalogo e archivia il 2025 con una crescita del fatturato dell’1% sul 2024, pari a oltre 28 milioni di euro, con più di 2,8 milioni di bottiglie vendute.
“Il 2025 è stato un anno interessante, complicato per certi aspetti ma allo stesso tempo stimolante, in cui il nostro impegno nel valorizzare autentiche eccellenze, facendoci custodi e narratori di paesaggi, territori e storie autentiche di viticoltura e distilleria artigiana ci ha permesso di mantenere un posizionamento importante sul mercato, crescendo in volume e fatturato, a conferma della grande sensibilità che il mondo Ho.Re.Ca. nutre per le produzioni di qualità. Tutto questo si riflette nelle linee del nostro catalogo che anche quest’anno si arricchisce di nuove realtà affascinanti, wine e spirits, italiane e internazionali, con storie e peculiarità tutte da scoprire” ha sottolineato Andrea Girardi, alla guida dell’azienda di distribiuzione di vini e distillati insieme con il padre Gianpaolo.
Il catalogo 2026 conta più di 4.000 referenze wine selezionate da 423 Cantine (256 italiane e 167 straniere) a cui si affiancano 600 referenze spirits di 87 realtà, italiane e straniere. La selezione è stata presentata in anteprima a Firenze dal 17 al 19 gennaio negli spazi della Stazione Leopolda, con oltre tremila presenze.
I nuovi ingressi wine per il 2026 sono complessivamente 39. Per l’Italia entrano in distribuzione Lo Triolet dalla Valle d’Aosta; dal Trentino Alto Adige Cantina Michele Sartori e Api e Terre; dal Veneto Azienda Agricola Serraglio e Borgo Dus; dalla Lombardia Fratelli Polatti; dalla Liguria Tenuta Anfosso; dalla Toscana Abbazia Monte Oliveto Maggiore e La Biagiola; dalle Marche Tenuta Santi Giacomo e Filippo; dall’Umbria Cocco; dal Molise Serra del Parco; dalla Campania Monserrato 1973; dalla Sicilia Barone di Villagrande.
Sul fronte internazionale, i nuovi ingressi comprendono dalla Gran Bretagna Simpsons Wine Estate; dalla Francia Chateau Moyau, Domaine La Croix Trechens e Domaine Montessuit Famille; dalla Spagna Nadal; dal Montenegro Plantaze; dal Kosovo Tradita; dalla Serbia Maurer Oszkar; dalla Bulgaria Rupel; dalla Repubblica Slovacca Bott Frigyes; dalla Repubblica Ceca Lahofer; da Cipro Ekfraseis, Vouni Panaya e Zambartas. Oltreoceano entrano California Roots dagli Stati Uniti, Augustìn Lanùs Wines, Bodega del Desierto e The Lllama Wines dall’Argentina, mentre dal Libano sono Cave Abou Hanna, Chateau Rayak, Coteaux Du Liban, Makmel e Skarya. Il Sud Africa è rappresentato da La Motte e Capelands Wine Farm.
Accanto al vino, quest’anno vede l’ingresso di 15 nuovi produttori spirits. Per l’Italia si aggiungono Revel Chion dal Piemonte, Cadello dal Veneto, Villa Zarri dall’Emilia Romagna e Distilleria Giovi dalla Sicilia. Dall’Europa arrivano Petterson and Munthe dalla Svezia, Glenturret dalla Scozia, Pure Wild dall’Inghilterra, Schnitzlbaumer Brauerei dalla Germania, Priorat dalla Spagna e Mallorca Distillery da Palma di Maiorca. Dalle Americhe entrano Redwood Empire dalla California, Calirosa Tequila e Maleza dal Messico e Bauché Rum dalla Colombia, mentre dal Giappone è indicata Kumano.
“Finalmente si comincia a raccontare il vino attraverso la sua dimensione storico-culturale, la sua appartenenza al territorio e il suo legame con la cucina. Per questo auspicavamo che il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio Unesco contribuisse a incentivare il consumo di vino, promuovendolo come elemento fondamentale della storia di un territorio, e valorizzare i prodotti di natura artigianale e i tanti vitigni storici che caratterizzano il nostro Paese” ha affermato Gianpaolo Girardi, evidenziando che “tra i vitigni su cui si concentrerà l’attenzione è stato indicato il Vermentino, presente con trenta etichette in catalogo. Sul fronte spirits, segmento che nel 2025 ha registrato un aumento delle vendite del 34%, la scommessa annunciata per il 2026 è il Vermouth, proposto come prodotto trasversale tra liquoristica ed enologia e come alternativa in più occasioni di consumo, dall’aperitivo alla ristorazione”.
Andrea Girardi, al vertice dell’azienda di Pergine Valsugana (Trento) con il padre che l’ha fondata nel settembre 1984, ha infine indicato la gestione di 18 progetti interni legati ad aspetti storici ed evocativi del vino, dai “Vini Estremi” a quelli delle Isole Minori”.
