Dopo Trump i complimenti di Calenda, l’aspetto fisico della premier non è più tabù
Roma, 29 gen. (askanews) – Un complimento alla presidente del Consiglio. Ma non un complimento su quello che sta facendo come presidente del Consiglio, un complimento-complimento di quelli che hanno a che fare con la cosa più interpretabile, interpretata e sacra che c’è: il corpo.
Si può fare un complimento di questo tipo alla donna che guida il governo senza che diventi una mancanza di rispetto, un modo per sminuirne l’azione politica, comunque la si pensi, o per fare mostra di vecchi stereotipi? Certo, qualcuno si chiederà se un tale complimento sia mai stato rivolto a un uomo, mentre sedeva a Palazzo Chigi: erano “in forma” Berlusconi, Renzi, Gentiloni, Conte? Non lo sappiamo. Carlo Calenda, il liberale Carlo Calenda che, evidentemente, non teme la possibile alzata di scudi di una parte del movimento femminista o il commento tranchant della stessa premier, questo complimento l’ha fatto.
Il contesto, c’è da dirlo, è quello sempre goliardico di “Un giorno da Pecora”, la trasmissione su Rai Radio1 condotta da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari. Domanda secca: c’è una donna che ultimamente trova molto bella? Calenda risponde: “In questo momento secondo me è in forma Giorgia Meloni, la trovo una bella donna. Non sto dicendo che mi piaccia o altro, sia chiaro, è il Presidente del Consiglio, le ho fatto solo un complimento”. Chissà come la prenderà lei, a cui, a occhio, devono aver insegnato che conta più essere brava che bella, anche se poi, alla fine, il tentativo di tutte è provare a tenere insieme le due cose (e molte altre), mandando in confusione, ovviamente, l’universo maschile.
C’è anche da dire che, sull’estetica, il terreno si fa sempre scivoloso. Gira un video sui social in cui, durante un comizio in Puglia, attaccando un “intellettuale da salotto” che aveva addebitato il suo successo elettorale a un make up ben fatto, Meloni sbotta: “Al netto del fatto che io mi trucco da sola e manco così bene, vi rendete conto di quanto sono superficiali le letture di questi intellettuali da salotto?”. Ma il complimento che ha fatto più parlare è quello che le ha rivolto il presidente americano Donald Trump, al termine del vertice a Sharm el Sheikh: “Non ti offendi se ti dico che sei bella vero?”. Lei ha incassato, sorridendo, forse non senza imbarazzo e lui, che viene dal paese del “Me too”, l’ha chiusa nel suo stile: “Se negli Stati Uniti usi la parola ‘bella’ per descrivere una donna è la fine della tua carriera politica”.
Certo, non si può non osservare il tempismo del complimento di Calenda, che giunge proprio a ridosso dell’avvio di un dialogo più stretto tra Azione e Forza Italia, ma non va nemmeno dimenticato che Calenda, con le sue proposte, ha sempre avuto un’interlocuzione con il governo e con la premier. O, forse, la spiegazione è più semplice e sta in quello che, di recente, ha rivelato, sempre tra il serio e il faceto, la moglie di Calenda, Violante Guidotti Bentivoglio secondo la quale “lui ha un po’ un debole per la Meloni, non da un punto di vista… Proprio una persona con cui ha” affinità. Nel siparietto “coniugale”, andato in onda su Radio Globo e cliccatissimo sui social, la consorte, alla fine, lo bacchetta: “Ultimamente sgalletti più del solito”. Lui risponde secondo il copione del maschio medio: “Ma che sei matta?”.
