Frana a Niscemi, Ciciliano: evacuati 1.276 cittadini, 500 famiglie
Milano, 29 gen. (askanews) – “La frana è ancora attiva ed è proprio per questo che la fascia di rispetto dei 150 metri, a mano a mano che il fronte di frana continua a cadere, arretra verso il centro cittadino. Questa fascia di rispetto di carattere precauzionale arretra ogni qual volta il coronamento della frana entra dentro la città”. Così il capo dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano, ospite al programma Start di Sky Tg24. “All’interno di questa fascia di 150 metri sono stati evacuati 1.276 cittadini di Niscemi, pari a 500 nuclei familiari. Queste persone ovviamente, in maniera precauzionale, sono state allontanate. All’interno di queste persone ci saranno coloro i quali non potranno mai più tornare nelle proprie case”.
Si tratta di case che “non solo non potranno più essere ripopolate ma andranno distrutte, sempre che l’arretramento della frana non ci pensi da sola. Già adesso è necessario pensare a una re-localizzazione di questi cittadini e una delle cose più importanti è farlo in maniera partecipata perché la forzatura nell’identificazione di una zona non va bene perché è necessario che i cittadini partecipano in maniera attiva a questa nuova identità della città”, ha continuato.
“Tecnicamente quando si sa che si costruisce su una zona fragile, al netto di quelle che sono le autorizzazioni amministrative, anche se le case sono a regola è di tutta evidenza che sono in un punto di assoluta gravità. Forse nel corso dei decenni era necessario evitare la costruzione sul fronte di frana, questo è chiaro e limpido” ha osservato.
Con la presidente del Consiglio, Giorgoa Meloni, “abbiamo fatto un rapido ragionamento soprattutto per la competenza della gestione dell’emergenza cioè assicurare alle persone che hanno perso la casa un contributo di carattere economico o assicurare loro una nuova identità di casa in zona sicura dove possono vivere la loro purtroppo non più normale vita di tutti i giorni”, ha riferito.
“La quantificazione dei danni a evento in corso o pressoché finito da poco è molto approssimativa, il dipartimento è abituato a fare discorsi di carattere puntuale” ha aggiunto. “Fino a che non c’è un quadro chiaro e preciso che prende via tempo bisognerà attendere un po’. Non è che se si fa presto ad avere i numeri si vince, bisogna essere precisi, avere celerità nell’analisi e nelle capacità di spesa. Non è la quantità di soldi che viene stanziata la parte più importante ma è la capacità di spesa. Se ho una capacità di spesa di X milioni l’anno più soldi do meno riesco a spenderli. Spesso questo non si sottolinea perché fa più rumore un numero grande riguardo il danno ma questa è una cosa che non si può quantificare. I danni sono ingenti ma la quantificazione si fa dopo”, ha concluso.
