Olimpiadi, Musa tema guida Casa Italia a Milano, Cortina e Livigno
Milano, 29 gen. (askanews) – In occasione dei XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, in programma dal 6 al 22 febbraio, il Coni – Comitato Olimpico Nazionale Italiano – sarà presente nelle località olimpiche con Casa Italia, spazio di accoglienza e punto di accesso privilegiato alle eccellenze del Paese. Tradizionale casa degli atleti e fulcro delle celebrazioni sportive, Casa Italia si aprirà per la prima volta al pubblico, trasformandosi in un luogo di incontro e condivisione dedicato al racconto dell’Italia olimpica e dello sport attraverso cultura, innovazione, sostenibilità e tradizione. Le sedi di Milano, Livigno e Cortina d’Ampezzo daranno vita a un sistema integrato di spazi e contenuti, costruendo un percorso immersivo capace di accompagnare il pubblico nel cuore dei Giochi e di valorizzare, sulla scena internazionale, il patrimonio culturale, artistico e umano del Paese attraverso arte, architettura, design, food.
Per questo appuntamento straordinario, il Coni ha scelto per Casa Italia Milano Cortina 2026 il tema Musa, omaggio al ruolo ispiratore che l’Italia esercita da secoli sull’immaginario e sulla cultura mondiale. Un richiamo alla bellezza, alla storia e alla creatività che rendono l’Italia un riferimento riconosciuto a livello globale. Nella tradizione classica, le Muse custodiscono la memoria, alimentano il sapere e trasformano il pensiero in armonia attraverso le arti. Simbolo dell’intuizione creativa e della conoscenza, rappresentano l’ispirazione che attraversa il tempo e genera visione. In questa prospettiva, Casa Italia sceglie Musa come chiave di lettura per raccontare l’Italia come fonte continua di ispirazione.
Un Paese caratterizzato da una biodiversità unica, da paesaggi che attraversano idealmente Nord e Sud del mondo e da una storia millenaria stratificata in culture, linguaggi e tradizioni diverse. Un’Italia che continua a influenzare viaggiatori, artisti e pensatori e che si propone come luogo capace di accogliere e valorizzare la diversità, uno dei valori fondanti del Comitato Olimpico Internazionale. In questo senso, Casa Italia si configura come spazio di racconto del Paese attraverso uno sguardo unico, capace di restituirne la complessità geografica, culturale e sociale.
Musa è il punto di arrivo di un processo evolutivo avviato nel 2016, che ha progressivamente trasformato la casa degli atleti da semplice Hospitality House a progetto culturale di rilievo internazionale, in grado di raccontare la cultura italiana e il Sistema Paese attraverso le sue eccellenze. Musa, quindi, raccoglie e sintetizza l’eredità delle edizioni precedenti di Casa Italia: Rio 2016 con Horizontal (la contaminazione tra culture), PyeongChang 2018 con Prospectum (il punto di vista italiano nel dialogo tra civiltà), Tokyo 2020 con Mirabilia (la meraviglia come cifra identitaria), Beijing 2022 con Millium (il viaggio come metafora di crescita) e Parigi 2024 con Ensemble (armonia e dialogo tra linguaggi).
Sviluppando questo concept unitario, Casa Italia declinerà un unico progetto artistico in tre sedi d’eccezione — la Triennale Milano, il Centro di Preparazione Olimpica Aquagranda Livigno e Farsettiarte a Cortina d’Ampezzo — trasformandole in percorsi scenografici ed emozionali, in cui sport, natura, arte, architettura, design d’arredo e lighting design dialogano in modo profondo e coerente.
All’interno degli spazi prendono forma veri e propri progetti espositivi, con opere di Claudio Abate, Camilla Alberti, Juan Araujo, Arman, John Armleder, Pablo Atchugarry, Atelier dell’Errore, Matteo Attruia, Per Barclay, Giulio Bensasson, Ruth Beraha, Jessie Boswell, Fernando Botero, Stefano Cerio, César, Christo e Jeanne-Claude, Tristano di Robilant, Binta Diaw, Ifeyinwa Joy Chiamonwu, Elmgreen & Dragset, Slawomir Elsner, Bekhbaatar Enkhtur, Elger Esser, Chung Eun-Mo, Gelitin, John Giorno, Itamar Gov, Wang Haiyang, Keith Haring & L.A. II, Craigie Horsfield, Bryan Hunt, Carlos Idun-Tawiah, JR, Hayv Kahraman, William Kentridge, Jannis Kounellis, Susanne Kutter, Miltos Manetas, Roberto Sebastian Antonio Matta Echaurren, Gerhard Merz, Mario Merz, Jonathan Monk, Davide Monteleone, Vik Muniz, Shirin Neshat, Denis Oppenheim, Adrian Paci, Park Eun Sun, Yan Pei-Ming, Alejandra Varela Perera, Alessandro Piangiamore, Laura Pugno, Davide Rivalta, Ugo Rondinone, Anri Sala, Eva Sajovic, Daniel Spoerri, Thomas Struth, Hiroshi Sugimoto, Newsha Tavakolian, Lihi Turjeman, Tursic & Mille, Cy Twombly, Ai Weiwei, Uwe Wittwer, Sislej Xhafa.
Il percorso espositivo alla Triennale Milano si articola in nove sezioni, ciascuna dedicata a una musa ispiratrice di una disciplina artistica: linguaggio, architettura, arti figurative, paesaggio, gusto, musica, arte drammatica, innovazione e sport. La rappresentazione di ogni musa è affidata a un oggetto iconico delle Olimpiadi, proveniente dall’Olympic Museum di Losanna, a sottolineare come i valori espressi in ogni sezione della mostra siano condivisi e promossi dal Movimento Olimpico.
