Gaza City, il mare come ultima piscina
AskaNews
di admin Administrator  
il 31/01/2026

Gaza City, il mare come ultima piscina

Gaza City, 31 gen. (askanews) – A pochi metri dalle tende degli sfollati e cercando di restare lontani dalle pattuglie navali israeliane, uomini di tutte le età si ritrovano sulla spiaggia di Gaza City per allenarsi a nuoto. Due anni di bombardamenti hanno distrutto quasi tutte le strutture sportive della Striscia, comprese le piscine. Il mare è rimasto l’unico spazio possibile.

Dopo l’allenamento, i nuotatori tornano a riva, condividono caffè e dolci, si scaldano al sole invernale. Poco più in là, sulla sabbia, le tende degli sfollati. Al largo, una nave militare israeliana pattuglia la costa.

“Ci alleniamo nuotando in mezzo a pericoli seri – dice Abu Mahmud, capitano del gruppo di nuotatori – . Prima di tutto le motovedette israeliane, che inseguono nuotatori e pescatori in mare. In più di un’occasione alcuni di noi sono stati esposti al fuoco proveniente dalle navi militari al largo. I rischi sono molti, ma cerchiamo di evitarli restando in zone che le navi da guerra non possono raggiungere”.

“Dal mio punto di vista e per la mia esperienza nella salute mentale- dice Yehya Ali Awwad, psichiatra – il nuoto è un esercizio psicologico eccellente. Aiuta ad affrontare gli eventi quotidiani, i problemi di ogni giorno e le condizioni difficili che stiamo vivendo in questo periodo”.

“Prima partecipavamo ai campionati con la federazione di nuoto e ho vinto molti titoli – afferma Mohamad Farahat, nuotatore professionista – Oggi non è rimasto nulla, nemmeno una piscina. La distruzione si è estesa a tutta Gaza”.

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