Ruspe sul ghiacciaio per lo Speed Opening: inammissibile il ricorso della procura
La procura di Aosta aveva impugnato le assoluzioni decretate al processo di primo grado
Inammissibile il ricorso della procura di Aosta contro le assoluzioni al termine del processo di primo grado relativo ai lavori per la pista che avrebbe dovuto ospitare lo Speed Opening di Coppa del Mondo di sci alpino nel 2022 e nel 2023. Lo ha deciso la corte d’appello di Torino, dichiarando anche infondata la questione di costituzionalità.
Inammissibile il ricorso della procura
I giudici torinesi hanno rinviato gli atti alla Cassazione.
In appello si era arrivati dopo il ricorso avanzato dalla procura di Aosta.
La procura aveva impugnato le assoluzioni di Federico Maquignaz, presidente e amministratore delegato della Cervino Spa, del suo predecessore Herbert Tovagliari, del presidente del comitato organizzatore, Franz Julen e di Christian Dujany, l’operatore della pala meccanica che ha materialmente effettuato lo scavo. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Corrado Bellora e Federico Fornoni.
La procura (pm Giovanni Roteglia) contestava la presunta realizzazione di un sbancamento senza autorizzazione del ghiacciaio del Teodulo.
Nella versione accusatoria, si sarebbe trattato di una pista di collegamento, che non sarebbe rientrata nei progetti autorizzati.
Lo Speed Opening
Il progetto dello Speed Opening prevedeva la disputata di due discese libere maschili e femminili, nel 2022 e nel 2023, con partenza da Zermatt, in Svizzera e arrivo a Cervinia, in Italia. In entrambi gli anni, le prove erano state cancellate. Nel 2022 per mancanza di neve, l’anno seguente per le condizioni meteo sfavorevoli.
Nel 2024 la Fis ha fatto uscire dal calendario lo Speed opening.
(t.p.)
