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di admin Administrator  
il 05/02/2026

Il 6 febbraio Giornata Internazionale contro le Mutilazioni Genitali Femminili

Roma, 5 feb. (askanews) – In occasione della Giornata Internazionale Contro le Mutilazioni Genitali Femminili (6 febbraio), sancita dalle Nazioni Unite per contrastare questo crimine contro l’umanità, si è tenuto presso We Gil – spazio culturale della Regione Lazio l’incontro voluto da Simona Baldassarre (Assessore Cultura, Pari Opportunità, Politiche giovanili e della Famiglia, Servizio Civile – Regione Lazio) e organizzato dall’Associazione di promozione sociale A.N.G.E.L.S. – Associazione Nazionale Giovani Energie Latrici di Solidarietà, che dal 2008 si occupa di diritti e cure mediche di donne e bambini.

Durante l’incontro si è discusso con personalità del mondo istituzionale, politico, culturale, giuridico e sociale di questo terribile crimine contro l’umanità, le cui vittime sono presenti in Italia per via dei flussi migratori. Simona Baldassarre (Assessore Cultura, Pari Opportunità) ha ringraziato l’associazione A.N.G.E.L.S. ribadendo la necessità di tutelare le vittime mutilate data l’incidenza del fenomeno anche in Italia.

Il Senatore Maurizio Gasparri (Capogruppo Senatori Forza Italia – Senato della Repubblica) ha evidenziato come i diritti umani devono essere tutelati da un livello di priorità. La tutela dell’integrità fisica ed il diritto alla salute in primis. Ha esortato Paravia a continuare con la parte artistica del progetto che ha definito coraggiosa e di forte impatto. La Sen. Cinzia Pellegrino (Membro Commissione Straordinaria per la Tutela e la Promozione dei Diritti Umani – Senato della Repubblica), ha dichiarato: “Quando si parla di mutilazioni genitali femminili è necessario innanzitutto chiarire che non sono riti di derivazione musulmana, come erroneamente ritenuto da molti, ma una macabra usanza che attraversa confini culturali, religiosi e geografici. In Italia il reato di mutilazioni genitali è stato introdotto con la legge Consolo, ma anche a fronte dell’aumento delle adozioni e dei flussi migratori è necessario rafforzarne l’efficacia. Con la mia proposta di legge chiedo la predisposizione di rapporti annuali sulla sua attuazione, l’obbligo di formazione per i professionisti sanitari e l’ampliamento della nozione di pratiche rituali che comportino la rimozione dei genitali femminili, da considerarsi perseguibili come reato. Fermiamo questo genocidio silente”.

L’Onorevole Federico Mollicone (Presidente Commissione Cultura, Scienza ed Istruzione – Camera dei Deputati) ha evidenziato come il problema delle mutilazioni tocchi la politica e la società mentre la Prof.ssa Anita Cadavid (Direttrice – Istituto di Studi Superiori sulla Donna) ha messo in risalto le conseguenze psicologiche delle vittime di queste violenze e ha rifiutato di parlare di cultura altrui trovando inaccettabile questo termine per un certo tipo di pratiche.

La Professoressa Paola Balducci (Avvocato e Docente di Procedura Penale – LUISS) ha descritto l’excursus dell’applicazione normativa della Legge 9 gennaio 2006, n. 7 , evidenziando come sia “difficile poterla applicare perché è ancora un tabù parlarne. Iniziative come questa di Benedetta Paravia è importante per far emergere i fenomeni così sommersi”. Giorgio Amendola infine ha raccontato la produzione della serie “Icone di luce” essendo onorato di poter contribuire alla cura anche di una sola delle vittime.

L’incontro è stato moderato e presentato da Benedetta Paravia, Vice Presidente di A.N.G.E.L.S. aps, ha proiettato la terza serie del progetto “Women in love” (www.womeninlove.it) con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica in maniera continuativa per contribuire a porre fine a questa violenza perpetrata nel mondo su bambine e giovani donne e, in clandestinità, anche in Italia, nonostante il divieto costituzionale e di una legge ad hoc che non viene utilizzata (Legge 9 gennaio 2006, n. 7 — “Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile).

Per continuare a dare voce alle vittime, le quali spesso restano mute, l’artista filantropa Benedetta Paravia ha scelto di ritrarre il linguaggio trionfante della natura: l’estasi orgasmica femminile contro il crimine aberrante della violenza che toglie dignità alle donne. Ecco dunque realizzata la terza serie di Women in Love: dopo “Forza della Natura” e “Icone di Luce” è la volta di “Suoni d’Amore”.

Queste opere di video arte rappresentano quindi la forza della natura femminile che alcune “culture” temono tanto da volerla recidere e tagliare fisicamente. Paravia è oggi una delle artiste digitali più quotate a livello internazionale. Grazie alla vendita delle video opere e al supporto dei donatori, A.N.G.E.L.S. aps assiste gratuitamente le vittime di questo crimine, restituendo loro la dignità di donna attraverso un percorso con psicologi specializzati e interventi chirurgici di ricostruzione, vagino-plastica e chirurgia rigenerativa con l’uso delle cellule staminali ad opera della Professoressa Aurora Almadori. L’anno scorso, grazie al supporto di ARS Medica, una ragazza di 19 anni ha riacquistato la propria dignità di donna a seguito di un intervento di deinfibulazione e ricostruzione vaginale.

In continuità con questo impegno concreto, la società A.I.B. ANGELS INSURANCE BROKER di Pietro Mauri ha deciso di farsi carico delle spese per il prossimo intervento chirurgico di Leyla, una giovane ragazza mutilata attualmente in lista d’attesa, consentendole di accedere alle cure necessarie per il recupero della propria integrità fisica e psicologica.

Secondo le stime più recenti disponibili a livello nazionale, aggiornate al 2025 e confermate nel 2026, in Italia tra il 15% e il 24% delle bambine e ragazze minorenni provenienti da Paesi in cui si praticano le MGF risulta potenzialmente a rischio, su una popolazione stimata di oltre 76.000 minori. Sono quasi 300 milioni le donne nel mondo che convivono con una delle mutilazioni esistenti e quattro milioni le bambine che ogni anno rischiano di subirne una. Nel Lazio vivono oltre 54.000 persone provenienti da questi Paesi, con una concentrazione significativa nell’area metropolitana di Roma, rendendo la Regione uno dei territori prioritari per interventi di prevenzione strutturata e precoce.

Da una prima analisi emerge con forza la necessità di riportare l’attenzione su un fenomeno che, nonostante anni di impegno istituzionale e sanitario, resta in larga parte sommerso e sottostimato. Dall’analisi dei dati d’archivio delle ASL, degli ospedali pubblici e dei principali centri clinici specializzati, integrata con le informazioni provenienti da fonti giornalistiche accreditate nel settore salute e diritti umani, si conferma che nel Lazio non esiste ancora un sistema strutturato e omogeneo di raccolta dati sulle Mutilazioni Genitali Femminili (MGF) attraverso i servizi territoriali. Questa lacuna rende estremamente complessa una quantificazione precisa del fenomeno, soprattutto per quanto riguarda le minori straniere residenti.

Nonostante l’assenza di un database regionale dedicato, il Lazio dispone di presìdi sanitari di eccellenza per l’assistenza alle donne vittime di MGF. Tra questi, il Centro Regionale per l’assistenza e il trattamento delle MGF presso l’Ospedale San Camillo Forlanini di Roma, punto di riferimento clinico e multidisciplinare, e il Centro SAMIFO della ASL Roma 1, che opera in collaborazione con il Centro Astalli e con il patrocinio dell’UNHCR, sviluppando programmi di prevenzione, informazione e mediazione culturale rivolti alle comunità più esposte al rischio.

[Continua il progetto artistico-culturale-umanitario “Women in love”|PN_20260205_00125|gn00 sp53||05/02/2026 19:49:19|Il 6 febbraio Giornata Internazionale contro le Mutilazioni Genitali Femminili|Società|Cronaca, Sociale]

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