Ambiente: Batterie esauste, l’italia è ferma al 31%
Roma, 9 feb. (askanews) – Nel 2025 l’Italia ha raccolto solo il 31% delle batterie portatili esauste immesse sul mercato, al di sotto di altri importanti Paesi europei come Spagna (46%), Germania (55%) e Francia (50%). È un dato critico se confrontato con i nuovi target europei fissati dal Regolamento UE 2023/1542, che chiedono di raggiungere il 73% entro il 2030. Per centrare il target, la raccolta media pro-capite nazionale, attualmente ferma a 150 grammi, dovrebbe arrivare a quota 360 grammi.
Erion Energy, Consorzio del Sistema Erion dedicato alla gestione dei Rifiuti di Batterie nel 2025 ha raccolto 6.200 tonnellate (+8% rispetto al 2024), il cui corretto trattamento ha permesso di riciclare: quasi 3.000 tonnellate di piombo, pari al peso di 285.000 nuove batterie al piombo; 1.600 tonnellate di ferro, equivalenti a quasi 160.000 cerchioni di automobile; quasi 400 tonnellate di zinco, pari a quasi 64 milioni di monete da 1€ e circa 40 tonnellate di alluminio, pari a oltre 43.000 moka per il caffè.
“L’approvazione del Consiglio dei ministri del nuovo decreto legislativo che recepisce il nuovo Regolamento UE 2023/1542 sulle batterie, arrivato pochi giorni fa, rappresenta una svolta importante per il nostro Paese. Come Erion Energy siamo soddisfatti di aver contribuito in modo concreto ai lavori del CDCNPA[2], mettendo a disposizione esperienza tecnica e competenze per supportare la definizione di un quadro normativo solido e attuabile. Non solo un atto normativo, ma un vero e proprio lavoro di squadra straordinario che ha coinvolto istituzione, imprese e sistemi collettivi”. – afferma Laura Castelli, Direttore Generale di Erion Energy – “La norma europea cambia radicalmente il modo in cui le batterie devono essere progettate, immesse sul mercato, utilizzate, tracciate e infine raccolte e riciclate. È un vero e proprio “ciclo di vita circolare”, che parte dal design sostenibile e arriva fino alla gestione del rifiuto: più controlli, più trasparenza lungo la filiera, più materiali recuperati e meno inquinamento2.
Batterie nei piccoli elettrodomestici: il potenziale di recupero è maggiore di quello attuale. Una delle questioni più rilevanti riguarda la rimozione delle batterie contenute nei piccoli RAEE che arrivano negli impianti di trattamento, perché i cittadini, nel gettare il dispositivo esausto, non si ricordano o non riescono ad estrarle. Oggi, infatti, a fronte di un potenziale di recupero di 10kg a tonnellata, arriviamo solo a 6kg a tonnellata.
“Abbiamo avviato dei tavoli di lavoro anche con gli impianti di trattamento e con le associazioni di categoria per incrementare la raccolta.” – continua Castelli – “Molte batterie arrivano infatti agli impianti conferite in modo errato, talvolta sciolte e inserite nel Raggruppamento R4, ovvero nei piccoli elettrodomestici (telecomandi, bilance, casse wireless, ecc.), altre volte ancora contenute all’interno dei dispositivi perché non rimosse dagli utenti.”
I cittadini chiedono prossimità e integrazione nei percorsi quotidiani senza dover fare un’uscita dedicata per gestire correttamente il rifiuto. Infatti, secondo l’indagine “Sostenibilità e Consapevolezza” realizzata di Ipsos Doxa Italia per Erion, emerge che preferirebbero conferire in contenitori nei supermercati (84%) e in aree facilmente accessibili al pubblico come negozi, parchi, fiere, stazioni. La conoscenza di cosa sia corretto fare è diffusa, ma il comportamento è fragile.
Nonostante il 92% degli intervistati sia a conoscenza del fatto che le pile esauste debbano essere raccolte separatamente la vera barriera è spesso la routine: si gettano nel posto sbagliato senza pensarci. Tra le soluzioni proposte emergono prossimità e visibilità (colonnine ben posizionate e segnalate), promemoria semplici (“porta le pile quando fai la spesa”) oltre a una mappatura pubblica aggiornata dei punti di raccolta attivi.
Le preferenze variano anche per territorio: al Sud e nelle Isole è alto l’interesse per i punti posizionati negli uffici comunali/postali e per i servizi che avvicinano ulteriormente la raccolta; nel Nord Est è più marcato l’apprezzamento per il modello retail. Nelle città campione, la preferenza per il canale supermercati è elevata, con alcune particolarità locali che identificano come lughi di interesse le scuole e gli uffici comunali.
