Azienda Usl: i sindacati rivendicano il diritto al pasto dei dipendenti e chiedono tempi certi per una soluzione
Per Cgil e Uil Funzione pubblica il solo risultato concreto dell'incontro con l'azienda Usl «è la revoca immediata del divieto di asporto»; resta lo stato di agitazione
Azienda Usl: i sindacati rivendicano il diritto al pasto dei dipendenti e chiedono tempi certi per una soluzione. Per i sindacati il «solo risultato concreto è la revoca immediata del divieto di asporto.
Diritto al pasto
In merito alla vertenza sul servizio mensa Fp Cgil e Uil Fpl hanno ribadito con fermezza che il tavolo tecnico proposto dall’azienda «non può rappresentare una risposta adeguata a problematiche urgenti e quotidiane: uno strumento dai tempi lunghi che non affronta nell’immediato le criticità segnalate dalle lavoratrici e dai lavoratori. Il diritto al pasto è un diritto giuridicamente riconosciuto, strettamente connesso al recupero psico-fisico durante il servizio e al corretto funzionamento dell’organizzazione del lavoro. Non si tratta di una concessione, ma di una tutela fondamentale».
La denuncia
Le organizzazioni sindacali hanno inoltre denunciato come la loro piena partecipazione ai tavoli aziendali sia stata, nei fatti, ostacolata, rivendicando la propria rappresentatività e il diritto a un confronto reale e trasparente su questioni che incidono direttamente sulle condizioni di lavoro».
La preoccupazione
«Preoccupano inoltre le risposte fornite dall’assessore Marzi in Consiglio: dichiarazioni giudicate evasive e non definitive rispetto a una soluzione realmente risolutiva della problematica – si legge nella nota -. La prospettiva illustrata appare infatti provvisoria, senza affrontare in modo strutturale le criticità evidenziate dalle lavoratrici e dai lavoratori del comparto sanitario. Una situazione che alimenta ulteriore incertezza e che rende ancora più urgente l’assunzione di impegni chiari e vincolanti.
Il solo risultato concreto è la revoca immediata del divieto di asporto. Nel prossimo confronto saranno esaminate nel merito le criticità indicate dall’Azienda e, sulla base degli esiti, verranno assunte le decisioni conseguenti, compresa l’eventuale prosecuzione dello stato di agitazione».
(re.aostanews.it)
