Concessioni idroelettriche: la norma di attuazione ritorna in Paritetica
La centralina idroelettrica da cui arriverà l'energia per la Cogne Acciai Speciali
POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 12/02/2026

Concessioni idroelettriche: la norma di attuazione ritorna in Paritetica

L'iter si complica: i vincoli per gli accordi per l'ottenimento dei fondi Pnnr e la richiesta di nuove osservazioni riporta la Paritetica a confrontarsi sul dossier; basito il gruppo consiliare di Avs che punta il dito: si ricomincia da capo, è una situazione kafkiana»

Concessioni idroelettriche: la norma di attuazione ritorna in Paritetica.  Era stata approvata dal Consiglio Valle nel mese di febbraio 2025.

L’iter si complica. I vincoli per gli accordi per l’ottenimento dei fondi Pnnr e la richiesta di nuove osservazioni da vari ministeri riporta la Paritetica a confrontarsi sul dossier.

Punta il dito Minelli (Avs) «Ricominciamo il percorso per l’approvazione di una nuova norma di attuazione. È una situazione kafkiana. Sono passati inutilmente 7 anni. Non so cosa accadrà».

La mozione

«Ben 29 delle 32 concessioni di Cva verranno meno nel 2029. I tempi stringono. La norma di attuazione giace ancora sul tavolo della presidenza del Consiglio dei ministri. Siamo fermi e abbiamo le mani legate. Secondo lo Statuto la Vale d’Aosta non può fare una sua normativa» ha esordito Chiara Minelli, illustrando la mozione di sollecitazione che verrà respinta. Basita Minelli ha replicato: «Ricominciamo il percorso per l’approvazione di una nuova norma di attuazione. Fatico a credere che il presidente della Paritetica, l’avvocato e professore Francesco Saverio Marini, abbia commesso un errore così grossolano».

La maggioranza

Il capogruppo di Forza Italia Pierluigi Marquis ha spiegato: «Successivamente all’approvazione, lo schema di norma di attuazione è stato trasmesso al ministero degli Affari regionali; in seguito è stato chiesto un secondo giro di consultazioni. Il tema è complesso e ci stiamo lavorando per apportare le piccole modifiche richeste».

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della Regione Renzo Testolin: «Il tema è caro a tutti, non c’è una paternità. Tutti vogliamo evitare di andare a gara e tutti vogliamo trovare soluzioni che possano agevolarci per la prosecuzione della gestione interna di una risorsa così importante. Senza entrare nel merito dell’utilizzo dei fondi del Pnrr, l’accordo Draghi va rispettato».

Conferma il capo dell’esecutivo la richiesta di nuovi parerei che «al momento fanno parte di un confronto politico che porti al via libera alla norma di attuazione».

Il dibattito

Fulvio Centoz (Pd-Fp) ha sottolineato: «Discutiamo di questa norma di attuazione da parecchi anni. La scadenza delle 29 concessioni è fra meno di 3 anni. Da qui l’urgenza della richiesta della mozione. La norma permette al Consiglio Valle di legiferare sulle grandi derivazioni d’acqua. Quindi il cammino è ancora lungo. Non vorrei che su un tema così importante sia già tutto deciso. Qui si gioca la partita più importante per il futuro della Valle d’Aosta. Tutto il Consiglio dovrebbe avere l’urgenza di fare un dibattito serio».

Marco Carrel (Adc) ha detto: «L’impostazione è condivisa da Adc. È un tema che ha sempre visto un contributo in prima persona fino dove è stato possibile. Abbiamo l’urgenza di potere discutere in quest’aula come risolvere il problema. Apprendiamo solo oggi che ci sono delle osservazioni. Dai fondi Cva deriva la maggior parte del bilancio regionale.

Per Simone Perron (Lega VdA) «le concessioni idroelettriche furono una delle armi più importanti per ottenere l’autonomia della Valle d’Aosta. La questione energetica era una di rilevanza nazionale già allora. Per quanto possiamo fare ricordo che c’è un problema a livello europeo.Tra le clausole per l’ottenimento dei fondi Pnrr l’Europa ha chiesto che l’Italia mettesse a gara le concessioni idroelettriche. Noi dovremmo ottenere una rinegoziazione piuttosto che mettere a gara. Questa questione si potrà dipanare quando i fondi Pnrr saranno stati tutti erogati».

In accordo con il collega Perron Alberto Zucchi (FdI) aggiunge: «L’attuale governo non può disattendere quanto negoziato con l’Euopa da Draghi. È un interesse nazionale e per questo il governo è attivamente impegnato sul dossier. C’è la massima attenzione ma ci sono meccanismi complessi e delicati».

«La gara non piace a nessuno. È chiaro che la tempistica non è cosa banale. La norma è la base sulla quale lavorare per arrivare una legge regionale» ha puntualizzato Eugenio Torrione (Avs), chiedendosi come mai, alla luce dei vincoli europei, molte regioni stiano già lavorando a una normativa, Regioni e Province autonome incluse.

(da.ch.)

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