“Se venisse anche l’inferno”, le ultime riprese del film di Samuele Rossi tra le nevi di Doues
Dopo i primi ciak nel mese di ottobre in località Saumont Samuele Rossi torna in Valle d'Aosta per terminare le riprese del suo film sulla Resistenza
Si gira tra neve e silenzi d’alta quota l’ultima, impegnativa sessione di riprese di Se venisse anche l’inferno, il nuovo film di Samuele Rossi, ambientato nell’inverno 1944-1945 e dedicato alla memoria della Resistenza italiana.
Le riprese sono iniziate nel mese di ottobre in località Saumont, ad Aosta, in questi giorni si sale di quota.
Nuove riprese a Doues
Fino al 14 febbraio la troupe sarà impegnata oltre i duemila metri ad Arp De Praz, nel comune di Doues, sotto la conca di Champillon, per poi trasferirsi tra i boschi dell’Appennino tosco-emiliano: a Fellicarolo, nel comune di Fanano, e nella Riserva dell’Acquerino, nel territorio di Cantagallo.
Una scelta produttiva e narrativa che riporta il cinema italiano in alta montagna, in condizioni climatiche estreme, per restituire autenticità a una delle stagioni più drammatiche della storia nazionale.
Un partigiano solo nell’inverno più freddo del Novecento
Il film racconta la storia di Gio, nome di battaglia di un partigiano rimasto isolato dopo un feroce rastrellamento nazi-fascista.
Rifugiato in un alpeggio abbandonato sulle Alpi, l’uomo affronta uno degli inverni più rigidi del Novecento, mentre la guerra devasta il Paese.
Il titolo, Se venisse anche l’inferno, richiama un adattamento partigiano del canto alpino Su pei monti vien giù la neve, risalente alla Prima guerra mondiale, e sintetizza il senso di resistenza estrema, fisica e morale, che attraversa l’opera.
Rossi sceglie un linguaggio visivo immersivo: piani sequenza e long take, continuità temporale senza tagli evidenti, attori lasciati liberi di muoversi all’interno della linea narrativa.
Tra cinema documentario e reportage di guerra, la macchina da presa segue il “corpo” del protagonista come epicentro della Storia, travolto dagli eventi.
Un cast internazionale tra cinema d’autore e debutti
Sul set, per la prima volta insieme, l’attore ceco Ivan Franek, volto noto al pubblico italiano per Brucio nel vento di Silvio Soldini e recentemente nel cast di The Resurrection of the Christ di Mel Gibson e Project D – Love Story di Luc Besson.
Accanto a lui Giusi Merli, che il grande pubblico ricorda per il ruolo della Santa ne La grande bellezza di Paolo Sorrentino e per la Reverenda Madre Ramallo in Dune – Parte Due di Denis Villeneuve.
Esordisce come attore anche Cisco (Stefano Bellotti), storica voce dei Modena City Ramblers, simbolicamente legato alla memoria resistenziale anche attraverso la celebre interpretazione di Bella ciao.
Nel cast figurano inoltre Luca Tanganelli, Luca Vergoni e Giorgio Colangeli, nei panni di un internato fuggito dai campi di concentramento, insieme agli attori valdostani Alice Vierin, Andrea Damarco e Giada Bessone.
Dalla Valle d’Aosta alla Toscana: una produzione tra territori e memoria
Se venisse anche l’inferno è il primo film di finzione prodotto da Echivisivi, e segue il successo di“Prima della fine. Gli ultimi giorni di Enrico Berlinguer (candidato nel 2025 ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento). È prodotto da Samuele Rossi, Giuseppe Cassaro e Emanuele Nespeca ed è una produzione Echivisivi con Solaria Film e MYmovies, con il contributo di Fondazione Film Commission Vallée d’Aoste, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna attraverso Emilia-Romagna Film Commission,.
Un film sulla Resistenza tra impegno civile e racconto storico
Ispirato a fatti realmente accaduti, il film – scritto da Samuele Rossi in collaborazione con Lorenzo Bagnatori – si inserisce nel solco del cinema civile italiano, interrogando la memoria storica e la dimensione individuale della guerra.
La fotografia è firmata da Marco Minghi, la scenografia da Lucrezia Tacchella, i costumi da Sara Pellegrini, il montaggio da Ilaria Cimmino, le musiche da Giuseppe Cassaro.
L’uscita nelle sale è prevista per l’autunno 2026.
(re.aostanews.it)
