Caccia in Valle d’Aosta: sfida a 3 per la presidenza
ATTUALITA'
di Cinzia Timpano  
il 14/02/2026

Caccia in Valle d’Aosta: sfida a 3 per la presidenza

Domani, domenica 15 febbraio, 1154 cacciatori voteranno per eleggere il nuovo presidente tra Marco Berruti, Christian Ubert e Marco Petey; si eleggono anche i rappresentanti delle circoscrizioni e i direttivi delle sezioni comunali

Caccia in Valle d’Aosta: sfida a 3 per la presidenza.

È in dirittura d’arrivo il nuovo Comitato regionale per la gestione venatoria che sarà eletto domani, domenica 15 febbraio, per il quinquennio 2026-2030.

Domenica pomeriggio le operazioni di voto

Le elezioni si svolgeranno nella fascia oraria compresa tra le ore 14 e le ore 20 nei locali indicati dai direttivi delle oltre 50 sezioni comunali cacciatori sparsi sul territorio regionale.

Il seggio elettorale per la sezione cacciatori di Aosta sarà ospitato, sempre tra le 14 e le 20, nella sede del Comitato caccia in corso Lancieri ad Aosta.

Chi sono i 3 candidati alla presidenza

Sono tre i candidati alla carica di presidente del prossimo Comitato: Marco Berruti, rappresentante della circoscrizione 5, Marco Petey della sezione cacciatori di Aymavilles e Christian Ubert alla guida della circoscrizione 7.

Non si è invece ricandidato il presidente uscente, Sergio Grange.

Non soltanto la presidenza

Oltre ad eleggere il prossimo presidente, i cacciatori dovranno votare anche per gli otto prossimi rappresentanti di circoscrizione, il rappresentante dei cacciatori di lagomorfi di galliformi nonché conduttori cani da traccia, i direttivi delle sezioni comunali cacciatori.

Per conoscere i risultati bisognerà attendere fino allo scrutinio delle schede in programma martedì prossimo.

In serata di domani saranno scrutinate solo le schede delle sezioni, ma anche in questo caso per conoscere i nuovi direttivi bisognerà attendere qualche giorno e l’ufficialità dei nominati.

1154 cacciatori al voto su 1248

I cacciatori valdostani aventi diritto al voto sono 1.154 su 1.248 di cui: 1109 cacciatori carnet A-ungulati, 85 carnet B-lagomorfi e 54 carnet C-avifauna.

Ogni cacciatore può esprimere una sola preferenza per l’elezione del presidente del Comitato e una sola preferenza per i rappresentanti.

Per quanto, invece, riguarda l’elezione dei direttivi delle sezioni comunali cacciatori, ogni elettore può indicate sino a cinque candidati.

Gli incontri dei candidati fatti sul territorio

Oltre 150 cacciatori, tra cui alcune cacciatrici e molti giovani, hanno partecipato giovedì sera, 12 febbraio, nel salone della Cofruits di Saint-Pierre, al terzo appuntamento organizzato sul territorio regionale, dopo quelli di Verrès e Quart, voluti dalle associazioni venatorie Arcicaccia, Enalcaccia e Federcaccia.
Una serata positiva durante la quale si è parlato, tra l’altro, di gestione della fauna selvatica, di abbattimenti e di gestione del lupo.

Riproponiamo le interviste ai tre candidati alla presidenza recentemente pubblicate su Gazzetta Matin

Il candidato Marco Berruti

Marco Berruti

L’eliminazione delle fascette virtuali per l’assegnazione dei capi da prelevare e l’applicazione di un regolamento unico per i censimenti degli animali selvatici, uguale per ogni circoscrizione presente su tutto il territorio valdostano sono solo alcune delle priorità di Marco Berruti, della sezione comunale cacciatori di Chambave, rappresentante della circoscrizione n. 6 e candidato alla presidenza del Comitato.
«Occorre fare pressione alla Regione – sostiene Marco Berruti – perché stabilisca il numero dei censimenti rendendoli triennali, come previsto anche dal nuovo Piano regionale faunistico venatorio. Un altro mio obiettivo è fare sì che la Regione incarichi una persona, un tecnico faunistico o dipendente dell’Ufficio fauna, che almeno una settimana il mese si rechi in una circoscrizione per rendersi conto delle problematiche della fauna selvatica e per conoscere realmente com’è composto il terreno.
La mala gestione della fauna selvatica attuata dall’amministrazione regionale in questo primo quarto di secolo, con piani di abbattimento non corretti, non ha tenuto conto dell’avvento del lupo, di cui ancora oggi non conosciamo il numero reale di esemplari presenti in Valle d’Aosta. Anche questo sarà un tema scottante da affrontare con decisione nei prossimi anni».

Il candidato Christian Ubert

«Il mondo venatorio valdostano – dice il candidato presidente Christian Ubert, iscritto alla sezione comunale cacciatori di Hône-Bard e

Christian Ubert

rappresentante della circoscrizione n. 7 – sta attraversando un periodo difficile, complicato.
Occorre aprire una nuova fase di dialogo, fondata sul rispetto reciproco, sull’ascolto e sulla volontà di ricomporre fratture che negli ultimi anni hanno creato divisioni tra i vari portatori di interesse. Sarà importante riconoscere il ruolo di chi da generazioni presidia i territori, ma anche di chi chiede con preoccupazione maggiore tutela, trasparenza e sostenibilità. Il mio impegno sarà rivolto a ricostruire fiducia nelle regole e a riportare il mondo venatorio e tutti quelli che attorno a esso girano, dalla Regione alle associazioni ambientaliste e non solo, a parlarsi con rispetto, abbassando i toni evitando slogan e semplificazioni, scegliendo il confronto come strumento e non come minaccia. Le sfide future richiedono collaborazione, non muri. La mia idea è di guardare avanti con la consapevolezza che sarà necessario assumere decisioni importanti per il futuro, scelte che richiederanno coraggio, lucidità e senso di responsabilità».

Il candidato Marco Petey

Marco Petey

In corsa per la presidenza del Comitato caccia anche Marco Petey, della sezione cacciatori di Aymavilles, già all’interno del Comitato caccia a cavallo tra gli anni ’90 e gli inizi del Duemila, quando dalle norme di prelievo di allora, si è passati ad un metodo di caccia più moderna e innovativa.
«Il mondo venatorio va incontro a cambiamenti forti e che a mio parere – afferma Marco Petey – dovevano già essere messi in atto una diecina di anni fa nella gestione degli animali e dei censimenti. In questi ultimi dieci anni, l’arrivo del lupo, anni di cattiva gestione da parte degli uffici preposti della Regione e i piani di abbattimento non sempre redatti in maniera corretta, hanno fortemente modificato la presenza faunistica sul territorio valdostano.
Aspetti, questi, che in poco tempo hanno vanificato anni di caccia selettiva che aveva portato la nostra regione ad avere un patrimonio faunistico invidiabile. È su queste basi che ritengo doveroso, da parte della Regione, che al Comitato caccia sia dato un peso diverso a livello di legge e ad esso sia riconosciuto un ruolo più operativo, non solo consultivo come invece è adesso. Qualora fossi eletto presidente, il mio impegno inizierà proprio da qui».

(manila calipari)

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