Sorpresa, sull’Ets von der Leyen ferma la retromarcia del Green Deal
AskaNews
di Administrator admin  
il 14/02/2026

Sorpresa, sull’Ets von der Leyen ferma la retromarcia del Green Deal

Roma, 14 feb. (askanews) – Ci sono dei limiti, delle “linee rosse” da non oltrepassare, nella retromarcia generalizzata sulla legislazione sul Green Deal, che gran parte dei governi, dell’industria, del settore agricolo e di varie altre lobby sono riusciti a imporre nell’agenda politica dell’Ue, nel nome della semplificazione burocratica e della competitività, ottenendo finora spesso attenzione e consenso da parte della Commissione europea.

A sorpresa, al “ritiro” dei capi di Stato e di governo dell’Ue nel castello belga di Alden Biesen il 12 febbraio, la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, si è opposta con determinazione a una richiesta pressante che veniva dalle industrie ad alto consumo energetico, e che era appoggiata da diversi Stati membri, (soprattutto Germania, Italia, Austria e Repubblica ceca) di annacquare o sospendere, se non addirittura smantellare, il sistema europeo Ets (“Emission Trading System”) per la compravendita dei permessi di emissione, visto come uno dei costi aggiuntivi che penalizzano la competitività europea.

Quello che teme l’industria è che la riforma dell’Ets, che la Commissione proporrà probabilmente a giugno, continui ad abbassare ogni anno il “tetto” consentito delle emissioni (attraverso il “fattore di riduzione lineare”, che oggi è previsto al 4,3% fino al 2027, e poi al 4,4% fino al 2030), riducendo così i permessi disponibili sul mercato, e che nel frattempo vada avanti l’eliminazione graduale fino al 2034 dei permessi gratuiti per le industrie a più alta intensità energetica, prevista con l’entrata in vigore, quest’anno, del regolamento Cbam sui “dazi climatici”.

Von der Leyen ha difeso in modo chiaro ed efficace il sistema Ets, le ragioni per cui è stato creato e i risultati che ha già conseguito, durante la conferenza stampa al termine del vertice Ue informale di Alden Biesen.

“Il sistema di scambio delle quote di emissione – ha detto la presidente della Commissione rispondendo alle domande dei giornalisti – presenta chiari vantaggi. È sempre importante valutarne gli effetti. È un sistema basato sul mercato, ed è completamente neutrale dal punto di vista tecnologico. In pratica, dice: se vuoi inquinare, paghi. Se non vuoi pagare, innova. Ed è proprio quello che è successo. È stato introdotto nel 2005 e da allora le emissioni sono diminuite del 39%”, mentre i settori coperti dall’Ets 1 (energia, industria ad alto consumo energetico e, dal 2012, trasporto aereo intra europeo, ndr) sono cresciuti del 71%. Quindi decarbonizzazione e crescita possono andare di pari passo”.

Inoltre, ha rilevato von der Leyen, con il pagamento dei permessi di emissione “sono stati generati ricavi per 260 miliardi di euro”, che sono stati utilizzati “in parte a livello europeo, ma per una quota minore, oltre il 78%, da parte degli stessi Stati membri”.

“La componente europea – ha precisato la presidente della Commissione – viene reinvestita nell’innovazione, ed è stata uno dei fattori che hanno reso le nostre industrie leader mondiali in settori come le tecnologie pulite e l’innovazione”. E’ noto che invece gli Stati membri non hanno utilizzato i loro ricavi nello stesso modo virtuoso. Von der Leyen non lo ha detto durante la conferenza stampa di Alden Biesen, ma il giorno prima, al summit dell’industria di Anversa, era stata molto chiara: “Gli Stati membri invece hanno investito nella decarbonizzazione dell’industria meno del 5% delle loro entrate provenienti dall’Ets”, aveva sottolineato, come riferito da Politico.

Comunque, ha spiegato la presidente della Commissione, il sistema Ets “contiene anche elementi che consentono di modulare i prezzi” dei permessi di emissione, “se per qualsiasi motivo diventano troppo cari, o le circostanze economiche sono difficili, attraverso una riserva di stabilità del mercato. Quindi, certamente, ci sono argomenti che approfondiremo quando faremo la revisione” dell’Ets, “e dobbiamo considerare altri elementi che potrebbero essere importanti”.

Il problema vero, insomma, non è il prezzo del carbonio (cioè delle quote di emissione) ma quello dell’elettricità, che, come ricordava Mario Draghi nel suo rapporto sulla competitività, per le industrie europee è due-tre volte maggiore rispetto a quello degli Stati Uniti. “Il prezzo dell’energia in sé – ha proseguito von der Leyen – è molto importante. Il primo aspetto è, ovviamente, la fonte energetica stessa. Ad esempio, il prezzo del gas. Ma poi ci sono le tariffe di rete, che sono piuttosto consistenti. E poi ci sono le tasse, le imposte nazionali”, che tra l’altro sono più alte per l’elettricità fino a 15 volte rispetto al gas. “Infine, c’è il sistema di scambio delle quote di emissione. La composizione di questi quattro elementi varia da Stato membro a Stato membro. Alcuni paesi hanno tasse più alte, altri molto basse. In alcuni Stati membri, i costi dell’Ets sono più alti, in altri più bassi, eccetera. Quindi, come potete vedere, è una questione complessa. Ma – ha ribadito – l’Ets ha i suoi vantaggi”.

“Il sistema di scambio delle emissioni ha creato un intero settore delle tecnologie pulite. E questo settore, il settore energetico, al summit dell’industria europea svoltosi ad Anversa si è espresso molto chiaramente, affermando di aver investito nella decarbonizzazione, di avere fiducia nel fatto di poter raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. E quindi, ci hanno detto, ‘abbiamo bisogno anche della vostra affidabilità e credibilità, affinché i nostri investimenti diano i loro frutti’”, ha riferito von der Leyen.

“Per essere onesti – ha aggiunto a questo punto il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa -, è vero che ci sono alcuni leader a cui non piace l’Ets, ma ce ne sono diversi altri a cui invece piace, e che hanno preso la parola per difendere il sistema. Ecco perché dobbiamo continuare la nostra discussione su questo”, ha concluso Costa.

Di Lorenzo Consoli e Alberto Ferrarese

[Contro le richieste dell’industria e di Germania, Italia e altri paesi|PN_20260214_00049|nl50| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/02/20260214_143028_E130E6ED.jpg |14/02/2026 14:30:39|Sorpresa, sull’Ets von der Leyen ferma la retromarcia del Green Deal|Ue|Politica, Europa Building]

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