Aosta: Demolizione e ricostruzione del Manzetti, sì al «pubblico interesse» del progetto
La II Commissione consiliare si è riunita nel pomeriggio; i consiglieri Manuel Cipollone e Katya Foletto non hanno votato la delibera
Aosta: Demolizione e ricostruzione del Manzetti, sì al «pubblico interesse» del progetto.
Un intervento destinato a cambiare il volto di un pezzo di centro storico e a incidere sull’assetto scolastico della città per i prossimi decenni.
La II Commissione Politiche del territorio e opere pubbliche
Intorno al progetto di ristrutturazione del Manzetti che si è sviluppato questo pomeriggio il confronto in Seconda Commissione Politiche del territorio e opere pubbliche del Comune di Aosta, chiamata a esprimersi sul riconoscimento del pubblico interesse e sull’avvio dell’iter per il permesso di costruire in deroga al Piano regolatore.
Delibera approvata, due astensioni
Con l’astensione dei consiglieri Manuel Cipollone e Katya Foletto e tre voti a favore, la delibera che ha riconosciuto il pubblico interesse è stata votata.
Relatore di maggioranza è stato nominato il consigliere Giorgio Giovinazzo; relatrice di minoranza sarà la consigliera Katya Foletto.
La riunione della II Commissione di oggi pomeriggio
«Ritengo che l’ammodernamento dei plessi scolastici debba essere una priorità – ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Luca Tonino – i ragazzi hanno diritto a frequentare luoghi idonei e belli nel loro percorso di formazione. Ritengo che non ci siano state scorciatoie di nessun tipo. Non serve cautela ad approvare questo atto; le procedure sono state rispettate, il Comune ha chiesto e ottenuto una serie di integrazioni, le valutazioni di vigili del fuoco, Sovrintendenza ai Beni culturali, Servizio Idrico, Arpa, Commissione edilizia e altre ancora sono positive.
«Non spetta alla politica guardare al progetto, quello è compito dei tecnici mentre è una nostra precisa assunzione di responsabilità votare questa delibera, è un atto che certifica proprio che non ci sono state scorciatoie e che tutti i pareri necessari sono a posto. Questo vuol dire riconoscere l’interesse pubblico del progetto» ha concluso l’assessore Tonino.
Un intervento di ristrutturazione con demolizione e ricostruzione
Come sottolineato dalla dirigente, l’ingegner Donatella Ducourtil, «si tratta di un atto necessario per proseguire l’iter istruttorio con il riconoscimento del pubblico interesse e l’approvazione del progetto. L’intervento prevede la demolizione del fabbricato esistente e la ricostruzione dell’edificio, operazione che rientra nella definizione normativa di ristrutturazione».
L’area è classificata dal Piano regolatore come destinata a servizi di istruzione superiore. Tuttavia, alcune soluzioni progettuali non risultano pienamente conformi alle previsioni urbanistiche, rendendo necessario il ricorso alla procedura di deroga prevista, previo riconoscimento del pubblico interesse da parte del Comune:.
«La ristrutturazione è legata principalmente all’adeguamento sismico e al miglioramento distributivo con nuove aule».
Le deroghe richieste
Nel dettaglio tecnico è entrato il funzionario del Servizio Edilizia Fabrizio Giatti.
«L’intervento prevede un ampliamento volumetrico che non supera il 20%, soglia che consente di mantenere l’intervento nell’ambito della ristrutturazione edilizia.
L’aumento deriva dalla scelta di distanziare maggiormente il nuovo edificio dal Saint-Bénin, migliorando il rapporto con il contesto storico e comportando un rialzo rispetto all’esistente.
Ulteriori deroghe riguardano l’edificabilità del sottosuolo in alcune porzioni oggi classificate come aree libere, l’altezza del fabbricato rispetto alla media degli edifici storici circostanti e gli standard sui parcheggi».
Su quest’ultimo punto è stato evidenziato che l’aumento previsto della popolazione scolastica comporterà una maggiore pressione sugli stalli esistenti, senza possibilità di realizzarne di nuovi nell’area centrale.
Il tema dei parcheggi e dello scavo
Proprio sui parcheggi si è concentrato il confronto.
La consigliera Katya Foletto ha chiesto chiarimenti sull’impatto reale e ha proposto, come misura compensativa, la gratuità dei mezzi pubblici almeno fino ai 20 anni.
Ha inoltre sollevato la questione dell’area verde e del monumento ai Partigiani, auspicando che non venga intaccato.
Il consigliere Manuel Cipollone, invece, ha posto l’attenzione sullo scavo sotterraneo previsto, ricordando che in recenti interventi in città sono emersi reperti archeologici con conseguenti rallentamenti. Ha pertanto chiesto se fossero state fatte delle pre valutazioni con la sovrintendenza ai beni culturali.
«La responsabilità ultima resta del Consiglio comunale – ha detto –. Riconoscere il pubblico interesse implica una riflessione approfondita, perché si interviene in deroga a uno strumento che il Comune si è dato».
La dirigente ha precisato che la deroga non viene rilasciata dal Comune ma dall’Amministrazione regionale, sentita la conferenza di pianificazione, mentre al Comune spetta il riconoscimento del pubblico interesse.
Visione complessiva e prospettiva urbana
Nel dibattito è emersa anche una riflessione più ampia sul ruolo del plesso nel centro cittadino.
L’assessore all’Urbanistica Luca Tonino ha sottolineato come l’intervento si inserisca in una più ampia riqualificazione del comparto, tra Saint-Bénin, Convitto e giardini pubblici, con l’obiettivo di trasformare un’area oggi percepita come spazio di passaggio e parcheggio in un vero polo scolastico qualificato.
Il consigliere Umberto Fossà ha espresso una valutazione complessivamente favorevole: «È un modello che propone un’idea di scuola da vivere anche oltre l’orario tradizionale. Nel complesso mi pare un progetto interessante che restituisce anche respiro a un edificio storico».
Il consigliere Stefano Coquillard ha dichiarato di condividere la lettura legata al pubblico interesse dell’intervento, evidenziando l’attenzione della maggioranza sul tema dei parcheggi: «Non posso che esprimere un parere favorevole sul progetto che mi pare interessante e di respiro per un edificio storico della città».
La consigliera Katya Foletto ha invece annunciato l’astensione, chiedendo una visione complessiva sulla distribuzione delle scuole in città e ponendo il tema dell’assenza di una mensa scolastica centrale e sulla palestra dell’edificio ristrutturato.
«La mia posizione sarà l’astensione, sicuramente è meglio un edificio nuovo di uno vecchio e non adeguato a quello attuale. In parte ci rilevo il pubblico interesse in parte mi serve il quadro complessivo della popolazione scolastica di Aosta anche alla luce di questioni di pubblico interesse».
Il consigliere Manuel Cipollone ha invitato alla prudenza prima di procedere con il riconoscimento del pubblico interesse: «Ci viene chiesto anche di approvare il progetto così com’è arrivato in questa sede. Non ho memoria di quante volte sia stato discusso per eventuali integrazioni urbanistiche e oggi sembra un pacchetto chiuso, da prendere o lasciare». Il consigliere ha evidenziato la responsabilità del Consiglio comunale nella scelta: «Se lo votiamo così, la responsabilità è nostra. Per questo ritengo prematuro esprimere un sì immediato e sarebbe utile prenderci il tempo per un ulteriore confronto, anche alla luce del fatto che l’approvazione comporterebbe l’avvio dei lavori già a febbraio».
(giulia calisti)

