Lavoro: il mercato è attivo, soprattutto per il turismo, ma è complicatissimo trovare personale
Mercato di lavoro in difficoltà nel reperimento del personale in Valle d'Aosta
POLITICA & ECONOMIA
di Alessandro Bianchet  
il 19/02/2026

Lavoro: il mercato è attivo, soprattutto per il turismo, ma è complicatissimo trovare personale

Diffusi i dati Excelsior sui nuovi ingressi nel mondo del lavoro anche in Valle d'Aosta. Un'assunzione su due è difficile per mancanza di numeri; entrate quasi solo per settore turistico e con contratti a tempo determinato. Cresce la dipendenza dai lavoratori immigrati

Il mercato del lavoro e l’economia valdostani sono vivi, ma è sempre più complicato reperire personale.

Il 2026 si apre con un incremento di ingressi, legato alla stagione invernale, ma in un contesto caratterizzato da una ridotta presenza di profili ad alta specializzazione e contratti di lunga durata.

Sono i dati principali emersi dal Bollettino del sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Anpal, riguardante il primo mese del nuovo anno, ma anche la tendenza occupazionale fino a marzo.

Mercato del lavoro: aumentano nuovi ingressi

Nell’analisi del sistema Excelsior, emerge come le imprese valdostane abbiano previsto a gennaio 2026 1.390 entrate, con un incremento di 140 unità rispetto a gennaio 2025, in un contesto che vede 158.300 entrate programmate nel Nord Ovest e 527.000 circa a livello nazionale.

Di queste entrate, solo in Valle d’Aosta solo il 13% riguardano dirigenti, specialisti e tecnici, contro una media nazionale del 23%, segno di una domanda composta principalmente da figure operative, stagionali e legate al turismo.

Lavoro: difficile trovare personale

In questo inizio di 2026 rimane complicato trovare lavoratori.

In Valle, infatti, il candidato adeguato è difficile da trovare nel 52,9% dei casi, cosa che incide sulla capacità delle aziende di programmare la propria attività, rispondere alla domanda del mercato e ampliare servizi o produzione.

Il problema, secondo i dati, resta la mancanza di candidati disponibili (38,7% dei casi), mentre la preparazione inadeguata pesa per il 10,2%.

Insomma emerge una carenza di persone disponibili a coprire le posizioni aperte, soprattutto in attività stagionali e operative.

Per questo motivo, tante aziende devono riorganizzare turni e servizi, rinviare investimenti o rinunciare a nuove opportunità di sviluppo, confermando le difficoltà dell’incontro tra domanda e offerta.

Lavoro: la domanda si rivolge ai servizi

I dati sulla domanda di lavoro confermano il legame inscindibile con i servizi, che assorbono l’81% delle entrate previste.

In particolare, il comparto dell’alloggio e della ristorazione, insieme ai servizi turistici, concentra il 42% della domanda complessiva, pari a 590 entrate previste nel mese. E questo a ulteriore conferma che l’andamento del mercato del lavoro sia strettamente legato alla stagionalità e al sistema turistico.

Per quanto riguarda l’industria, le entrate programmate sono state 200, 14% del totale, con peso nettamente inferiore alle regioni limitrofe, decisamente più industrializzate.

Lavoro: 82% delle assunzioni a termine

Per quanto riguarda la tipologia contrattuale dei nuovi ingressi nel mercato del lavoro, solo il 18% prevede contratti stabili, mentre l’82% delle assunzioni sarà a termine, con forte legame con i picchi stagionali del turismo.

Il mercato del lavoro risulta così variabile, con le imprese costrette ad adattarsi continuamente nella gestione del personale.

Per quanto riguarda gli immigrati, rappresentano il 25% delle entrate previste, sintomo di una crescente dipendenza di diversi comparti dalla manodopera straniera, soprattutto nelle attività più direttamente legate ai servizi, alla ristorazione e all’accoglienza turistica.

L’assunzione di giovani sotto i 30 anni rappresenta il 27% del totale, confermando come una parte importante delle occasioni di inserimento sia rivolta alle nuove generazioni.

Il presidente della Chambre: «Reperire personale è sfida centrale»

Analizza i dati il presidente della Chambre, Roberto Sapia.

«Viene confermata la vitalità del sistema economico valdostano, ma anche evidenziata una sfida centrale per le imprese del nostro territorio: la difficoltà di reperire competenze e personale disponibile, un fattore che rischia di rallentare le opportunità di crescita e sviluppo delle aziende locali – sottolinea Roberto Sapia -. È quindi fondamentale rafforzare il collegamento tra scuola, formazione e sistema produttivo, orientando meglio i giovani verso le professionalità maggiormente richieste e sostenendo percorsi di aggiornamento e riqualificazione delle competenze anche per chi è già inserito nel mondo del lavoro».

Ma il presidente della Chambre va oltre.

«Dobbiamo anche lavorare per rendere la Valle d’Aosta sempre più attrattiva per lavoratori e professionisti – conclude Roberto Sapia -, così da aiutare le imprese a trovare le risorse umane necessarie per consolidare e ampliare le proprie attività».

(al.bi.)

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