Consiglio regionale: Baccini chiede rispetto «per la libertà d’iniziativa e per la sfera privata»
La consigliera Eleonora Baccini, La Renaissance Valdôtaine
Politica
di Cinzia Timpano  
il 24/02/2026

Consiglio regionale: Baccini chiede rispetto «per la libertà d’iniziativa e per la sfera privata»

La professione della consigliera di La Renaissance era stata tirata in ballo durante lo scorso Consiglio in risposta a una iniziativa sulla Fondazione per la formazione professionale turistica illustrata dal collega Corrado Bellora

Consiglio regionale: Baccini chiede rispetto per la libertà d’iniziativa e per la sfera privata.

Le congratulazioni agli atleti e tecnici valdostani impegnati nei Giochi invernali di Milano Cortina il Consiglio hanno aperto questa mattina i lavori del Consiglio regionale.

«La presenza degli atleti valdostani ha rappresentato motivo di grande orgoglio per l’intera comunità valdostana – ha detto il presidente Stefano Aggravi -. I risultati conseguiti, e in particolare le medaglie conquistate, testimoniano talento, sacrificio e determinazione, espressione di una solida cultura sportiva radicata nella tradizione alpina della nostra regione. Un riconoscimento va all’Asiva, alla Fisi e ai gruppi sportivi delle forze armate e dei Corpi dello Stato, che costituiscono un pilastro fondamentale del sistema sportivo e contribuiscono in modo determinante alla crescita dei nostri atleti, così come agli allenatori, ai tecnici e alle società sportive che li hanno accompagnati nel loro percorso. La partecipazione e i risultati ottenuti rafforzano l’immagine della Valle d’Aosta come terra di sport e di eccellenza».

Dopo aver ricordato l’impegno degli atleti del wheel chair curling alle imminenti Paralimpiadi e aver ricordato la guerra in Ucraina, il presidente del Consiglio Stefano Aggravi ha ceduto la parola alla consigliera di La Renaissance Valdôtaine Eleonora Baccini.

Baccini ha voluto tornare sull’iniziativa portata in aula lo scorso Consiglio che riguardava la Fondazione per la formazione professionale turistica, illustrata dal collega Corrado Bellora e alla quale ha risposto l’assessore al Turismo Giulio Grosjacques.

Baccini: non soltanto amarezza

«Prendo la parola oggi per dare voce ad una profonda amarezza personale e per porre all’attenzione di questa Aula una questione che tocca le basi stesse del nostro ruolo pubblico: il confine tra quello che il nostro l’impegno politico e la vita privata e professionale – ha detto Baccini -.  Il dibattito in quest’Aula ha preso una deriva che ritengo inaccettabile.
Nel corso della discussione, è stato impropriamente richiamato il mio lavoro privato. Voglio essere molto chiara su questo punto: la mia attività professionale non ha alcuna connessione con l’oggetto di quell’ispezione, né con le funzioni istituzionali che esercito in questa sede. Richiamare la vita lavorativa di un Consigliere per commentare o, peggio, screditare un atto ispettivo rappresenta una indebita sovrapposizione di piani».

«Un precedente gravissimo»

Secondo la consigliera Baccini, portare nel dibattito elementi della sfera privata non è solo un errore di metodo: «è un atto che suona come una forma di pressione o limitazione. Se accettiamo che il lavoro privato di un eletto diventi strumento di un attacco politico ogni qualvolta egli sollevi dei dubbi sull’agire amministrativo, stiamo minando alla base la libertà di iniziativa di questo Consiglio. Stiamo dicendo, implicitamente, che chi svolge una libera professione o lavora nel privato deve sentirsi vulnerabile o limitato nel proprio esercizio ispettivo. Questo è un precedente gravissimo che non riguarda solo la sottoscritta, ma chiunque sieda, oggi e in futuro, su questi banchi».

«La Costituzione garantisce il diritto al lavoro e la libertà di iniziativa politica  – continua Baccini -. Nessun consigliere deve essere costretto a subire insinuazioni che mirano a colpire la propria professionalità per scopi politici. La politica si fa sui fatti, sugli atti e sulle scelte amministrative, sui contenuti e non sulle carriere private dei propri avversari».

La consigliera Baccini ha chiesto formalmente alla presidenza del Consiglio di prendere posizione.

«Chiedo che venga garantito, d’ora in avanti, il pieno rispetto della distinzione tra la sfera pubblica e quella privata. Chiedo che questa istituzione sia un luogo di confronto duro, se necessario, ma sempre rispettoso della dignità personale e professionale di chi la abita. E se qualcuno pensa di farmi paura o limitare la mia azione politica si sbaglia di grosso e io sono qui grazie alla fiducia che hanno riposto in me 664 persone e non arretrerò di un millimetro, la mia libertà di esercitare il mandato ricevuto non sarà scalfita da episodi come questo» conclude Baccini.

(re.aostanews.it)

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