Festival di Sanremo, 1ª serata: dal tormentone di Sal Da Vinci ai 105 anni di Gianna Pratesi
Can Yaman omaggia Kabir Bedi durante la prima serata del Festival di Sanremo
ATTUALITA', Musica
di Luca Mauro Melloni  
il 25/02/2026

Festival di Sanremo, 1ª serata: dal tormentone di Sal Da Vinci ai 105 anni di Gianna Pratesi

Dal nostro inviato a Sanremo Luca Mauro Melloni, il resumé della prima serata aperta da Balorda Nostalgia di Olly

Ridere, piangere e fare l’amore… , il 76º Festival della Canzone Italiana inizia dalla conclusione della passata edizione, cioè la vincitrice “Balorda nostalgia”, cantata da Olly e prodotta dal valdostano Juli, brano che ha consacrato il duo e avviato un anno d’oro per loro imprevedibile e indimenticabile.

La sensazione è che quella canzone, così prepotentemente entrata nelle orecchie del pubblico sin dal primo ascolto, non abbia facili e immediati eredi tra le trenta proposte del Festival 2026.

Le eccezioni sono probabilmente il futuro tormentone social “Per sempre sì” di Sal Da Vinci, giunto sul palco a mezzanotte e mezza e già accompagnato da cori e balletto della platea, e “Male necessario” di Fedez e Marco Masini, favoriti alla vigilia che sembrano realmente poter mettere d’accordo pubblico e critica.

La Top 5 della prima serata

I due infatti si piazzano nella cinquina dei preferiti (annunciati in maniera randomica da Carlo Conti alle 1 e 30) della sala stampa, unica giuria a pronunciarsi nel corso della prima serata.

Concludono nella top 5 anche Ditonellapiaga, annunciata protagonista, Serena Brancale, che ha ricevuto l’applauso più intenso della serata, Arisa, voce migliore dell’edizione, e l’outsider inatteso Fulminacci.

Gazzetta Matin è presente e ha votato (la segretezza delle preferenze ci impone però di non poter rivelare l’accordo o meno sui risultati).

Escludendo dalla contesa la “strana coppia” e il cantante di “Rossetto e caffè”, saranno necessari alcuni ascolti in più per poter comprendere quali possano essere gli artisti in grado di contendersi il podio e quali destinati a monopolizzare radio e classifiche nei prossimi mesi.

Se l’anno passato avevano ad esempio sortito un effetto immediato i pezzi di Lucio Corsi, Gaia, Cristicchi, Giorgia, Coma Cose, The Kolors, Achille Lauro, gli esordi di stasera confermano i dubbi su un roster di nomi che, al contrario di ultime edizioni impreziosite da pesi massimi della canzone italiana o personalità al culmine della propria carriera, non sembra rievocare lo stesso alone di prestigio.

Le canzoni più convincenti

Esclusi i primi 5 posti, le reazioni della sala stampa sembrano accettare il romanticismo alla Thegiornalisti di Tommaso Paradiso ed Enrico Nigiotti, la melodia di Malika Ayane, il brio di Sayf, lo scanzonato divertissement di Elettra Lamborghini, di LDA e Aka7even e quello di J-Ax che ancora una volta cambia pelle nel corso della sua carriera.

Dopo aver portato sul palco tre anni fa la reunion degli Articolo 31, stavolta Ax sceglie un mélange di ritmi che spaziano dal pop rap al country.

In una lunga prima serata in cui si succedono uno dopo l’altro tutti i concorrenti emergono paradossalmente i momenti fuori dalla gara, pur senza particolari parentesi comiche.

Emoziona il ricordo commosso delle personalità che hanno reso storico il Festival, dall’eterno presentatore Pippo Baudo all’iconico direttore d’orchestra Peppe Vessicchio.

Scatta il karaoke con Tiziano Ferro e successivamente Max Pezzali.

Nel primo caso si canta rievocando inevitabilmente qualche lontana malinconia d’amore.

Nel secondo caso ci si trasforma rapidamente in adolescenti pronti ad avventure da vivere con la propria compagnia di amici.

Conduttori e ospiti

Il clima di sorridente nostalgia offre anche lo spunto migliore alla conduzione di Laura Pausini e Can Yaman, entrambi lineari e senza sussulti, con l’intervento del primo Sandokan Kabir Bedi.

Vestendo panni da guru, Bedi catechizza i compagni di palco sulla tv di oggi e di allora, sul mondo di oggi e di allora e alla domanda sul nuovo Sandokan, interpretato dallo stesso Yaman, risponde sornione «interessante».

Infine medaglia d’oro, per riallacciarsi alle Olimpiadi appena concluse, all’intervistata Gianna Pratesi, signora 105enne che costringe il puntualissimo Carlo Conti ad allungare i tempi della parentesi, mentre ricorda il terzo posto ad una distante gara di nuoto e spiega come ogni giorno pretenda di leggere tre quotidiani.

Soprattutto Gianna raccoglie l’ovazione dell’Ariston e della Sala Stampa, quando alla domanda su cosa votò al referendum tra monarchia e repubblica risponde esclamando ad alta voce «Repubblica».

(luca mauro melloni)

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