Giornata internazionale della Donna: Aosta si schiera per la parità di genere e la cultura del consenso
Il Consiglio comunale di Aosta
comuni
di Alessandro Bianchet  
il 26/02/2026

Giornata internazionale della Donna: Aosta si schiera per la parità di genere e la cultura del consenso

Dopo un lungo dibattito, si trova l'accordo tra gruppi consiliari; Fratelli d'Italia non firma, ma approva dopo che sono stati rimossi i riferimenti all'operato del governo nazionale

Celebrare la giornata internazionale della Donna, favorire iniziative amministrative in tema di parità di genere, ma soprattutto far sentire la propria voce in merito al principio del «consenso libero, attuale ed esplicito», relativamente alla violenza sessuale.

Dopo una lunga serie di discussioni, una sospensione e varie trattative, il consiglio comunale di Aosta è riuscito a partorire un ordine del giorno sottoscritto da tutti i gruppi a eccezione di Fratelli d’Italia, che ha però votato a favore.

Insomma, dopo una prima parte di discussione, caratterizzata da vari distinguo e da varie uscite e ritorni in aula di Giuseppe Manuel Cipollone (Fratelli d’Italia) per «evitare di allungare la discussione su un tema su cui non abbiamo strumenti per intervenire», l’assise ha trovato un accordo pressoché unanime proprio per la difesa e la valorizzazione delle donne.

L’ordine del giorno per celebrare la giornata internazionale della Donna

«Le conquiste sono tante, ma c’è ancora molto da fare» ha spiegato la consigliera del Pd Sara Timpano, che dopo aver celebrato i grandi successi nelle «Olimpiadi più paritarie della storia», ha sottolineato come ci «vorranno ancora decenni per arrivare alla parità economica, lavorativa e civile».

Timpano ha ricordato la scelta «di bocciare il congedo paritario, che avrebbe favorito una seria condivisione dei carichi familiari», ma anche la battaglia sul «consenso libero, attuale ed esplicito, perché l’Italia ha sottoscritto la Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta alla violenza domestica».

Standard, secondo Timpano, «messo in discussione da un ddl Bongiorno che vuole rendere più difficile il riconoscimento della violenza sessuale, in particolare nei casi in cui la vittima si trovi in una condizione di shock, paura o incapacità di reagire».

Dopo le varie vicissitudini, comunque, l’ordine del giorno emendato impegna sindaco e Giunta a:

– celebrare la Giornata Internazionale della Donna e i suoi valori, non solo l’8 marzo, con iniziative che mettano al centro la storia delle donne e la difesa dei loro diritti, valorizzando il contributo femminile locale, nazionale e internazionale alla costruzione e alla trasmissione dell’identità autonoma e alpina della nostra comunità intesa come valore universale di libertà e autodeterminazione, promuovendo la città di Aosta come luogo di libertà e rispetto.

– favorire un approccio amministrativo attento alle diversità, facendo sì che ogni assessorato, nel programmare le proprie attività, valuti l’impatto delle proprie decisioni sulla vita delle donne;

– promuovere percorsi di informazione sulla “cultura del consenso”.

Il dibattito

Nel lungo dibattito, Katya Foletto, consigliera di Avs, nonché Consigliera di Parità, ha ringraziato per la «mobilitazione nella valorizzazione della parità di genere» e ha evidenziato un tema.

«La tematica del consenso è fondamentale, è assurdo fare ancor oggi un dibattito così» ha detto, per poi aggiungere post modifiche: «Credo che sia un atto di presa di coscienza importante, che magari porterà alla nascita di iniziative di sensibilizzazione».

Giorgio Giovinazzo, consigliere di Pla, dopo aver “tirato” in ballo Cipollone e la sua uscita dall’aula, in quanto «il ruolo della donna non può essere discusso», ha portato un plauso per l’approvazione.

Giovanni Girardini, capogruppo di Renaissance, ha detto di «essere in difficoltà» per i «troppi riferimenti alle attività governative», ma ha poi stimolato la revisione del documento.

«Sono felice e stupito – ha detto -. Quando si dice che la politica è arte della mediazione è vero e oggi lo stiamo mettendo in pratica. Dove si condividono i contenuti si rispettano la sfumature diverse che ciascuno ha».

Anche Christian Chuc (Forza Italia) aveva chiesto di rivedere la «presa di posizione marcata a livello politico», pur condividendo i contenuti, poi il collega Refat Mehmeti ha commentato l’accordo unanime.

«Sono contento, tutti abbiamo dimostrato un senso di responsabilità – ha commentato -. Sono papà da pochi giorni e credo che mia figlia sia fortunata a essere nata in uno Stato e una regione come i nostri. Per fortuna a volte si superano le divisioni politiche».

Giuseppe Manuel Cipollone (Fratelli d’Italia), dopo aver abbandonato l’aula a singhiozzo, ha commentato il proprio voto favorevole.

«Spero che passi finalmente il concetto dell’autodisciplina del Consiglio, soprattutto alla luce dello scarso potere delle nostre iniziative su argomenti del genere – ha detto -. Non passi però il concetto che Fratelli d’Italia è contro le donne, anzi: viva le donne, la donna e che si parta da qui per il domani. Bastava eliminare le parti più militanti, ma chiedo scusa ai cittadini per il tempo perso: speriamo che si presentino iniziative quando servono, non per battaglie politiche».

(al.bi.)

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