Accordo Mercosur, l’Europa va avanti: le preoccupazioni dei gruppi Lega, Adc e Renaissance
I gruppi consiliari tornano a chiedere con forza di «dare corso agli impegni presi durante la discussione, ovvero l'adozione di misure di sostegno mirate, finalizzate a tutelare le produzioni di qualità, la sostenibilità delle imprese agricole e la salute dei consumatori
Accordo Mercosur, l’Europa va avanti: le preoccupazioni dei gruppi Lega, Adc e Renaissance.
L’Europa tira dritto
I gruppi consiliari di Lega Vallée d’Aoste, La Renaissance Valdôtaine e Autonomisti di Centro prendono atto, con preoccupazione, della decisione dell’Unione europea di procedere con l’entrata in vigore dell’accordo commerciale con il Mercosur – che prevede scambi commerciali con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay – nonostante il fatto che, con il voto determinante degli europarlamentari della Lega, il Parlamento europeo avesse deciso di chiedere alla Corte di giustizia dell’Unione europea di valutare se l’accordo UE-Mercosur fosse conforme ai Trattati dell’UE, procedimento questo, che avrebbe dovuto bloccarne la validità per almeno un anno e mezzo.
La nota
«Questa scelta arriva proprio a ridosso della discussione della mozione – respinta – discussa nel Consiglio Regionale del 24 e 25 febbraio che chiedeva di trasmettere il parere negativo sull’accordo tanto alla Conferenza Stato-Regioni quanto all’Unione Europea, oltre a predisporre, in caso di approvazione dell’accordo, un piano regionale di sostegno al settore agricolo, con fondi dedicati alla compensazione di eventuali perdite di mercato e per il recupero della competitività» scrivono i consiglieri in una nota.
Nonostante la bocciatura della mozione in Consiglio, i gruppi consiliari tornano a chiedere con forza di «dare corso agli impegni presi durante la discussione, ovvero l’adozione di misure di sostegno mirate, finalizzate a tutelare le produzioni di qualità, la sostenibilità delle imprese agricole e la salute dei consumatori, perché non possiamo aspettare che il nostro settore agroalimentare venga messo in ginocchio prima di intervenire».
Agricoltori nel mirino
«È di tutta evidenza, infatti, che l’accordo espone gli agricoltori europei a concorrenza sleale – prosegue la nota – da prodotti che non rispettano gli standard UE sul benessere animale, sull’uso di pesticidi, sulla deforestazione e sulla sostenibilità ambientale, con stime di perdite economiche per il comparto agricolo europeo fino a 90 miliardi di euro mentre i controlli alle frontiere rimangono insufficienti (attualmente al 3-4% delle merci), con rischi per la salute pubblica da alimenti contaminati e impatti negativi sulle filiere locali in contrasto con gli obiettivi del Green Deal europeo e della Politica Agricola Comune (PAC)».
«A maggior ragione la Valle d’Aosta, Regione a vocazione agricola di montagna con produzioni tipiche, Dop ed eccellenze agroalimentari di qualità, è particolarmente esposta a queste ricadute, e questo minaccia le aziende locali già provate da costi energetici elevati, vincoli ambientali e tensioni internazionali» si chiude la nota.
